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Mioaffitto: Le notizie dal mondo immobiliare scelte da Mioaffitto.it

September 2nd, 2010

E’ Lucca la città pioniera della demolizione – ricostruzione

Se la proposta del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di demolire e ricostruire interamente il quartiere Tor Bella Monaca è sembrata a molti una “pazzia”, ora bisognerà ricredersi, poiché a Lucca, città di provincia di dimensioni decisamente minori, è già stato fatto.

Il Giardino di Pontetetto

Per realizzarlo sono state abbattute due palazzine con lo spostamento di una ventina di famiglie in altre case di proprietà del Comune. Quello che sta per nascere a Pontetetto – ha concluso l’assessore – è quindi un quartiere variegato, perché in parte vedrà interventi anche dei privati che hanno stipulato una convenzione con il Comune e che, quindi, cambierà radicalmente il concetto di quartiere popolare”.

La notizia è stata data dalla trasmissione radiofonica di Radio 24 “La Zanzara” che ha intervistato in diretta l’assessore comunale alle politiche sociali di Lucca, Angelo Monticelli. “Si tratta – ha dichiarato Monticelli – di un progetto di grande portata condotta in convenzione con Erp, grazie allo stanziamento del Ministero che messo la metà dei 20 milioni di euro di investimenti necessari. Comprende oltre al risanamento di un intero quartiere (il Giardino di Pontetetto), le cui costruzioni risalgono al dopoguerra, anche la regimazione idraulica della zona e la messa in sicurezza idrogeologica. L’intervento è addirittura rivoluzionario rispetto all’edilizia popolare classica, che prevede parchi, giardini e zone per la socializzazione, con l’utilizzo di abitazioni ecologiche e con impianto fotovoltaico.

Contratto di quartiere

I lavori, cominciati nell’estate del 2008, hanno interessato 148 appartamenti, di cui 62 alloggi di edilizia sovvenzionata (canone sociale), 50 di agevolata (affitto agevolato inferiore al mercato privato) e 36 convenzionata (in acquisto inferiore ai prezzi di mercato).  Il progetto, che dovrebbe terminare nel 2011, ha dato vita al “contratto di quartiere”, procedura concorsuale del Ministero che il Comune di Lucca ha vinto presentando il progetto realizzato con la collaborazione di Erp.

Fonte: casaeclima

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September 1st, 2010

Mercato immobiliare Usa, gli americani ripiegano sull’Italia

Nel 2010, crollo della vendita di case negli Stati Uniti. Ma gli americani si interessano al nostro Paese, cercando di acquistare una casa in Italia.

Nella classifica stilata dal portale di annunci immobiliari verso l’estero Gate-Away.com, visitato da più di 150 paesi del mondo, gli USA sono al primo posto tra i Paesi che hanno inviato più richieste per l’acquisto di una casa nel secondo trimestre di quest’anno, precedendo gli inglesi e gli olandesi.

Si evidenzia un + 98,91% del numero di contatti nel secondo trimestre 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre c’è un + 31,18% nel secondo trimestre 2010 in confronto al trimestre precedente.

Un dato interessante che evidenzia come i compratori americani stiano cercando mercati alternativi a quello statunitense dove investire sul mattone. Nel report emerge che ancora forte è l’attrattiva che esercita la Toscana, che occupa il primo posto nelle preferenze USA (quasi il 26%).

Recentemente, anche il presidente Barack Obama ha espresso la sua preferenza per la regione di Dante, in particolare, la zona intorno Firenze: si conferma, quindi, la costante ammirazione verso questo territorio.

A sorpresa, al secondo posto c’è la Liguria, con un 12,50% di richieste. Probabilmente, oltreoceano hanno apprezzato la bellezza dei suoi paesaggi e amato località importanti come Portofino e Santa Margherita Ligure. Apprezzate anche Umbria ed Abruzzo. Buon interesse anche per le Marche, ma lo spot con Dustin Hoffman e l’apprezzamento della rivista AARP che ha definito la regione “nuova Florida”, potrebbero incrementare un forte rilancio.

Scendendo nel dettaglio del report, si scopre che gli americani preferiscono di gran lunga una casa piuttosto che un appartamento (59% contro il 28%). Netta preferenza per un immobile ristrutturato (63%) piuttosto che acquisire una casa da ristrutturare, mentre viene snobbata del tutto la presenza di una piscina: scelta dovuta probabilmente alla passione per i nostri mari.

In definitiva, pare che gli acquirenti americani si fidino più del mercato immobiliare nostrano piuttosto che quello domestico: negli Stati Uniti la crisi del mercato delle case è un grande problema pari a quello della disoccupazione, sul quale è necessario un intervento immediato.

Fonte: mondocasablog

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August 31st, 2010

Flop dell’architettura italiana sostenibile alla Biennale di Venezia

Opere di resistenza contro il cemento e il consumo del territorio sono state esposte, per scelta del curatore del Padiglione Italiano, Luca Molinari, durante la 12^ Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, diretta dalla giapponese Kazuyo Sejima e intitolata “People meet in architetture”.

A bocca asciutta
Una scelta attenta alla sostenibilità che però non ha raccolto i favori della giuria internazionale, la quale ha deciso di premiare con i leoni per l’architettura solamente progetti stranieri e che tendono a “smaterializzarsi”. Il Leone d’oro per il miglior progetto è stato infatti assegnato al giapponese Junya Ishigami che ha presentato “Architettura come aria”, mentre quello per i Padiglioni nazionali è stato vinto dal Bahrain. Infine, il gruppo olandese Office si è aggiudicato il Leone d’argento.

Risposte concrete
I progetti presenti al Padiglione Italia – “Ailati. Riflessi del futuro” – danno, o almeno tentano di dare, risposte più concrete di quanto riescano a fare i progetti stranieri al crescente utilizzo di cemento, in primis nel nostro Paese. Un’allarme lanciato anche qualche mese fa dall’Osservatorio sul consumo del suolo, il quale denunciava l’occupazione giornaliera di 1 km2 di territorio.

Inoltre, gli architetti hanno puntato sulla costruzione di prototipi abitativi completamente sostenibili. Un esempio è il progetto “Off-Grid Totale” della Fabbrica del Sole di Arezzo, un’abitazione che trasforma in energia termica, elettrica e gas l’energia proveniente da sole, acqua e persino pattumiera.

Il Ministro Bondi, intervenuto alla Mostra in qualità di Ministro dei Beni Culturali, in un’intervista rilasciata a Il Sole24Ore, spera che dalla Biennale arrivino “gli stimoli necessari a un’accelerazione del dibattito parlamentare sul disegno di legge sulla qualità architettonica” da lui stesso presentato ad inizio legislatura.

Fonte: casaeclima

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August 30th, 2010

Un mulino…chiavi in mano

Se volete cambiare vita e fuggire dalla città perché non farlo in modo originale cominciando dall’acquisto di…un mulino? A molti suonerà strano, ma sono diverse centinaia i mulini che sono attualmente in vendita in tutta Italia.

Si tratta di immobili curiosi, spesso da ristrutturare, ma molte altre volte già rimessi a nuovo o restaurati in modo da ricavarne grandi ville o anche diverse unità abitative. A seconda delle dimensioni, infatti, si può arrivare a ad ottenere anche quindici o venti appartamenti da quello che un tempo era un mulino. Ad evidenziare questa curiosa tendenza del mercato è stato il principale portale immobiliare italiano, Immobiliare.it, che ha fatto un viaggio lungo lo stivale raccontando questi edifici curiosi.

Fra quelli in vendita ci sono anche dei veri e propri pezzi storici. In Toscana, ad esempio, si trova un antico mulino nella provincia di Siena che era già stato censito all’interno del Codice Napoleonico. Oggi è una tenuta agricola specializzata in prodotti biologici, ma il suo fascino è inalterato. Decisamente notevole anche il mulino che si trova sull’Argentario, ancora in Toscana, qui è stata creata una villa che ha anche alcune camere da letto con vista mare, o quello che, alle porte di Milano, sembra sia stato progettato niente meno che da Leonardo da Vinci.

I mulini in vendita sono quasi tutti mulini ad acqua e molti di loro sono ancora funzionanti. Come quello che si trova ad Abbiategrasso, ancora vicino a Milano, o a Sorgà, in provincia di Verona. Ottimi anche come fonte di energia alternativa. Da segnalare anche un bellissimo Mulino a Pantelleria. È stato trasformato in dammuso e potete comprarlo, con tutta la tenuta che lo circonda per circa 500.000 euro.

Certo, la cifra è importante, ma immaginate che soddisfazione quando inviterete gli amici a casa vostra.

Fonte: umm

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August 29th, 2010

La sicurezza in condominio durante il periodo festivo

La gestione del condominio è chiamata ad affrontare e a risolvere una serie di problematiche particolari: dalla regolamentazione del gioco dei bambini nel cortile agli schiamazzi notturni, dal rumore dei condizionatori e al posizionamento di tende da sole in facciata.
 
Una delle situazioni più difficile è quella coincidente con le vacanze della maggior parte dei condomini. Oltre i problemi che si pongono in termini di sicurezza (ove manchi il servizio di portineria), bisognerà comunque garantire ai condomini rimasti nell’edificio i normali servizi e l’elenco dei fornitori dei servizi (luce, acqua, elettricista, idraulico, muratore) cui accedere prontamente quando mancasse per un certo periodo anche l’amministratore. Sarà quest’ultimo ad affiggere in parte visibile a tutti, l’elenco dei fornitori e dei loro numeri telefonici.
 
Il primo problema che si pone, però, è quello della sicurezza, strettamente collegato al fenomeno dei furti negli appartamenti. Può essere quindi utile adeguare il servizio di vigilanza e pertanto l’assemblea può legittimamente deliberare l’istituzione di un servizio di guardia: un’eccezione rispetto ad altri momenti dell’anno, nei quali il servizio potrebbe essere considerato superfluo, oppure un elemento di continuità rispetto all’opera di vigilanza svolta normalmente dal portiere anch’egli in ferie. La decisione è di competenza dell’assemblea e la delibera garantirà l’istituzione di un servizio utile a tutti che si prefigge lo scopo della tutela del patrimonio immobiliare contro le intromissioni di malintenzionati.
 
La delibera dovrà essere assunta con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti in assemblea (che siano anche almeno 1/3 del totale proprietari) e che siano portatori di almeno 500 millesimi e la spesa sarà ripartita tra tutti per tabella generale.
 
Inoltre, quando il portiere va in ferie, si può provvedere alla nomina di un sostituto, premurandosi ovviamente di scegliere una persona meritevole di fiducia e di provata serietà professionale. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di affidare, per il tempo necessario, ad una ditta specializzata quei compiti normalmente svolti dal portiere. Anche in questi casi, gli oneri devono essere sopportati da tutti i condomini, mentre l’amministratore è chiamato a offrire, attraverso la propria organizzazione professionale, un pronto intervento nelle ipotesi di guasti improvvisi (fermo dell’ascensore o all’occlusione della rete fognaria).

Fonte: condominioweb

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August 27th, 2010

Non serve piu’ l’unanimita’ per i millesimi

Non e’ piu’ necessaria l’unanimita’ per cambiare le tabelle millesimali di un condominio. D’ora in avanti bastera’ un voto a maggioranza dell’assemblea. A sancirlo e’ la sentenza n° 184777 dello scorso 9 agosto con cui la Corte di Cassazione ha dato il via a una piccola rivoluzione nei condomini di tutta Italia.
Questa decisione, infatti, e’ una fonte giurisprudenziale destinata a diventare prassi con una conseguenza chiara: basta a migliaia di liti tra vicini a causa delle spese di condominio mal ripartite. Va, infatti, ricordato che a causa delle numerosissime modifiche che gli edifici hanno subito nel corso degli anni (ad esempio la chiusura di una veranda o la costruzione di una struttura soprastante da parte del condomino dell’ultimo piano, i valori degli immobili sono aumentati, mentre le quote millesimali sono rimaste sempre le stesse.
Ma ora per cambiare le tabelle non ci sara’ piu’ il veto di chi, appellandosi alla necessita’ dell’unanimita’, di fatto impediva una maggiorazione delle proprie quote nelle spese di riscaldamento o nei lavori di manutenzione dell’edificio. In particolare, come riferisce l’Associazione Proprietari Utenti costituita , “adesso, grazie alla sentenza della Corte, l’assemblea condominiale, con la maggioranza dei presenti e di 501 millesimi, puo’ modificare le tabelle millesimali, adeguandole alle reali quote proprietarie”.
L’Apu e il Sunia (il sindacato inquilini) “si sono battuti, infatti, da anni – spiegano in una nota – contro questa assurda interpretazione normativa che non rendeva, di fatto, possibile la modifica delle tabelle millesimali in presenza di cambiamenti rilevanti (sopraelevazioni, ampliamenti, etc.) nei fabbricati in condominio. I proprietari e gli inquilini onesti, per anni, hanno dovuto pagare anche le spese condominiali di quelli che (attraverso sopraelevazioni, trasformazione dei sottotetti e delle cantine etc.) hanno ampliato la loro quota patrimoniale. Tutto questo produceva tra l’altro malumore tra i condomini, incentivando la morosita’ e le liti condominiali”. L’Apu sottolinea il fatto che “adesso, grazie alla sentenza della Corte, l’assemblea condominiale, con la maggioranza dei presenti e di 501 millesimi, puo’ modificare le tabelle millesimali, adeguandole alle reali quote proprietarie”.
Anche se, ha subito precisato Confedilizia, va ricordato che “la sentenza prende in esame il caso dell’approvazione di una tabella millesimale al fine di stabilire i contributi dei condomini dovuti in relazione al servizio di riscaldamento, sancendo che la relativa decisione possa essere assunta a maggioranza dall’assemblea. Non si tratta quindi di un principio del tutto nuovo”. Il parere della Confedilizia e’, quindi, quello di non enfatizzarlo piu’ di tanto, non riferendosi alle tabelle millesimali ai fini dei diritti di proprieta’. Un plauso arriva, invece, dall’Aduc secondo cui la sentenza “rendera’ molto piu’ semplice e meno dispendioso, in termini di tempo e di denaro, il procedimento d’approvazione e revisione delle tabelle millesimali conformi ai criteri legali”.
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August 26th, 2010

2 milioni di bonus per le famiglie

L’estate sta finendo e le stangate stanno arrivando. Forse, come ogni anno i primi giorni di settembre gli italiani al ritorno dalle vacanze subiranno infatti gli ennesimi rincari sulle bollette di luce e gas. Ma intanto ci si puo’ accontentare delle notizie positive che arrivano dall’Autorita’ per l’Energia che ha diffuso un censimento provvisorio sui bonus a sostegno dei consumatori in condizioni di particolare disagio economico o con un nucleo famigliare numeroso.
Si tratta, in particolare, dello sconto che – introdotto nel 2009 dal ministero dello Sviluppo economico – permette di limare un poco le bollette di luce e gas per le famiglie con un reddito modesto. Nel dettaglio emerge, cosi’, che sono 1,9 milioni le famiglie che vi hanno fatto ricorso di cui piu’ di un milione e 530 mila per tagliare la spesa della luce e circa 300 mila per quella del gas. Va ricordato che le riduzioni sulla bolletta sono cumulabili e permettono di ottenere uno sconto complessivo (gas ed elettricita’) tra 82 euro e 360 euro circa. L’esatto valore del bonus viene, infatti, stabilito dall’Autorita’ per l’energia ed e’ legato alla numerosita’ del nucleo famigliare. Mentre per il gas influisce anche la localita’ climatica e il tipo di consumo.
I bonus elettricita’ e gas possono quindi essere chiesti dalle famiglie che hanno l’indice Isee (indicazione di situazione economica equivalente) fino a 7.500 euro con lo sconto che aumenta con l’ingrandirsi della famiglia. Ad esempio, se una famiglia ha tre figli a carico l’indice di ricchezza puo’ salire fino a 20mila euro.
Ma non c’e’ solamente lo sconto sul reddito basso. Sono, infatti, previsti specifici bonus anche per i malati che utilizzano apparecchiature elettromedicali salvavita. Per il 2010 questo bonus e’ stato cosi’ pari a 138 euro e puo’ essere cumulato con gli sconti di luce e gas per i redditi modesti. Capitolo a parte per il bonus gas. Consente uno sconto annuo del 14% sulle bollette, vale solamente sul metano (quindi non il Gpl, le bombole e il gas citta’) e cambia in base all’utilizzo che se ne fa: e’ valido, infatti, solamente per cuocere i cibi o per scaldare la casa.
Altra variabile e’ la zona geografica. Visti i climi differenti, il bonus puo’ arrivare fino a 236 euro. Puo’ chiedere lo sconto anche chi ha l’impianto centralizzato di riscaldamento alimentato a gas. Ma in questo caso il bonus viene ritirato direttamente in posta, invece di avere il ribasso sulla bolletta. Gli sconti vanno chiesti in municipio oppure nei centri Caaf di assistenza fiscale, se delegati dal sindaco, e saranno seguiti dall’Autorita’ dell’energia d’intesa con i Comuni, con l’Anci e con la cassa conguaglio.
Per saperne di piu’ potrete contattare il numero verde dell’Autorita’ dell’energia 800.166.654 o andare sul sito web www.autorita.energia.it.
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August 25th, 2010

Umbria: proposta per riqualificare l’edilizia esistente

Anziché costruire nuovi edifici, occorre riqualificare l’edilizia esistente varando un programma di recupero delle periferie degradate dell’Umbria.

Ne è convinto il consigliere della Regione Umbria, Gianfranco Chiacchieroni (PD), che sta lavorando a una proposta di legge di modifica del Piano Casa regionale. L’idea è quella di intervenire sui quartieri senza pregio architettonico attraverso la riqualificazione, con le ultime tecnologie, degli edifici esistenti, e di portare armonia all’interno del disegno urbano in funzione dell’aumento della vivibilità. “È necessario varare – ha dichiarato il consigliere – un programma di rottamazione e ricostruzione nell’edilizia, che faccia da stimolo alla ripresa di un settore in sofferenza e che dia modo di riqualificare, valorizzare e mettere in sicurezza alcuni quartieri, soprattutto periferici, delle città”.

Proposte dagli operatori del settore

Per la sua iniziativa legislativa, Chiacchieroni ha incontrato lunedì a Palazzo Cesaroni, rappresentanti istituzionali, di associazioni di categoria, professionisti, di Ater e di Gepafin che hanno formulato numerose proposte che lo stesso consigliere ha definito “incoraggianti perché legate sia al piano legislativo che operativo”.

Il “Tavolo delle costruzioni”

La proposta del consigliere del PD si basa “su alcune modifiche da apportare al così detto ‘Piano casa’ che dovranno permettere il finanziamento, attraverso risorse comunitarie, per ristrutturazioni edilizie che tengano conto delle problematiche relative alla prevenzione antisismica e quindi al miglioramento strutturale. Per raggiungere questi obiettivi – ha spiegato – vanno rafforzati i fondi rotativi di Gepafin”. Per Chiacchieroni, “particolare importanza dovrà rivestire il ‘Tavolo delle costruzioni’, uno strumento che trova la piena condivisione della presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini e dell’intero Esecutivo i quali concordano pienamente sulla necessità di mettere in campo nuovi strumenti contro la crisi che anche l’Umbria sta attraversando nel settore delle costruzioni”.

Progetto “Dream city”

“L’ambizione di questo progetto, denominato ‘Dream city’ e al quale stanno lavorando i progettisti Camillo Bacchi e Mattia Marchesi, è quello di dimostrare – ha concluso l’estensore della proposta legislativa – che conservazione del territorio, antisismicità, efficienza energetica e vivibilità sono prerogative assolutamente raggiungibili perfino a costo zero per i proprietari”.

Massima apertura dal Pdl

Commenti positivi alla proposta di legge del consigliere regionale del PD sono arrivati dal capogruppo del Pdl Raffaele Nevi. “Finalmente – ha dichiarato Nevi – in Umbria si prende atto del fallimento del Piano casa voluto dalla Giunta Lorenzetti. Siamo d’accordo a verificare la fattibilità di tutti quei provvedimenti che abbiano come obiettivo eliminare le brutture edilizie ed architettoniche realizzate anche in Umbria negli anni del dopoguerra, particolarmente evidenti a Terni e in alcune zone rurali dove si è costruito senza alcun criterio di qualità e razionalità. In un momento di evidente crisi, proprio del settore edilizio, ci rendiamo disponibili – ha aggiunto il capogruppo del Pdl umbro – ad esaminare con la massima attenzione tutti i dettagli di una normativa regionale che favorisca demolizioni e recuperi di periferie degradate che per essere appetibile in primo luogo alle imprese, dovrà necessariamente essere semplice e facilmente applicabile”.

Fonte: casaeclima

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August 24th, 2010

Cedolare secca affitti a canone concordato

Se la cedolare secca sugli affitti, recentemente approvata dal Governo, fosse applicata ed applicabile solo al mercato delle locazioni con contratti a canone concordato, allora ci sarebbero vantaggi fiscali per i proprietari degli immobili, e contestuali vantaggi per gli inquilini per effetto del pagamento di un affitto più basso. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione di Stefano Vinti, assessore alle Politiche abitative della Regione Umbria, dopo il via libera del provvedimento da parte del Governo che secondo l’assessore andrà a favorire solamente i proprietari di immobili più ricchi.

La cedolare secca varata dall’Esecutivo, infatti, potrà essere applicata in via opzionale dal prossimo anno su qualsiasi tipo di contratto di locazione, con la conseguenza che secondo l’Assessore vinti a conti fatti, nonostante la mera propaganda, la misura non solo non contribuirà alla riduzione dei prezzi degli affitti sul mercato privato, ma sono tutti da vedere anche i benefici derivanti dall’inasprimento delle sanzioni per chi affitta in nero che dovrebbero sulla carta contrastare l’evasione fiscale.
 
Per l’assessore, tra l’altro, a trarre vantaggio dall’emersione dal mercato nero degli affitti saranno solamente i proprietari di immobili benestanti che applicano canoni elevati; inoltre, si può altresì arrivare al paradosso che chi affitta con il canone concordato, applicando quindi prezzi di locazione più bassi rispetto al libero mercato, può anche rischiare di pagare più tasse.

Fonte: vostrisoldi

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August 23rd, 2010

Nuove procedure per registrazione locazioni immobili: on line le specifiche tecniche

Dal 10 agosto sarà possibile registrare on line contratti di locazione relativi a più immobili, con diversi dati catastali, contemporaneamente. Con il provvedimento direttoriale del 23 luglio sono state, infatti, approvate le nuove specifiche tecniche che consentono una gestione globale degli adempimenti di legge, relativi a tali operazioni, da rispettare per essere in regola con il Fisco.

Le procedure tecnico-informatiche appena approvate riguardano, nello specifico, la registrazione telematica dei contratti d’affitto degli immobili, da effettuare con il modello “69″, e il pagamento delle relative imposte. Inoltre, permettono di comunicare i riferimenti catastali degli immobili nei casi di cessione, risoluzione o proroga degli stessi contratti. Per questo tipo di comunicazione va utilizzato il modello “CDC“.

Sia il “modello 69” che il “CDC” erano stati approvati con il provvedimento del direttore dell’Agenzia del 25 giugno scorso. Per il primo modello si era semplicemente trattato di un restyling, per il secondo di un vero e proprio debutto. Nello stesso documento, poi, si annunciava l’imminente uscita delle specifiche tecniche che avrebbero consentito il graduale abbandono della presentazione cartacea di richieste di registrazione e di comunicazioni di dati.

L’intera operazione si è resa necessaria in seguito all’entrata invigore del Dl 78/2010 che, all’articolo 19 (commi 15 e 16), ha previsto l’obbligo, dal prossimo 1° luglio, di indicare i riferimenti catastali dei beni immobili “nazionali”, contestualmente alla richiesta di contratti, e chi non si attiene alla nuova disposizione “è punito con la sanzione amministrativa dal centoventi al duecentoquaranta per cento” dell’imposta di registro dovuta.

Entrambi i modelli, disponibili sul sito dell’Agenzia nella sezione modulistica, dal momento dell’approvazione sono stati strutturati per la trasmissione telematica ma, mentre per il “modello 69” la modalità era già in linea, per il neonato “CDC” era stato previsto un periodo transitorio, necessario alla messa a punto della procedura informatica.

Pertanto, fino al prossimo 10 agosto, il contribuente che cede, proroga o recede da un contratto dovrà continuare a presentare il modello in forma cartacea all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate, presso il quale è stato registrato il negozio stesso, entro 20 giorni dal versamento attestante l’operazione.

Fonte: mondocasablog

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