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Mioaffitto: Le notizie dal mondo immobiliare scelte da Mioaffitto.it

May 24th, 2013

Affittare di forma più sicura

 

In questo periodo di crisi è sempre più difficile per i proprietari avere un po ‘di sicurezza nel pagamento al momento della raccolta dell’ affitto derivante dalle loro proprietà. Si moltiplicano i casi di morosità, soprattutto nelle grandi città, dove il tasso di disoccupazione è in costante aumento.

Le agenzie immobiliari e le associazioni di proprietari consigliano di inserire alcune clausole nei contratti per proteggersi dal rischio di perdere l’affitto di alcune mensilità.

Per esempio, è il caso del Servizio garanzia affitto, disegnato da Confedilizia in collaborazione con Intesa San Paolo. Si tratta di un avallo, che in cambio di un interesse annuo che il proprietario paga all’assicuratore, ripristina il canone mensile nel caso in cui l’inquilino non possa più permetterselo.

Per ora, possono solo trarre vantaggio da questa garanzia i proprietari che siano associati a Confedilizia, ma sarà presto ampliata a tutti i proprietari e verrano modificate le condizioni, potendo essere diverse a seconda delle esigenze di ogni singolo proprietario.

E ‘cresciuto negli ultimi tempi, l’interesse dei proprietari per queste assicurazioni e si sono sviluppati altri prodotti assicurativi per evitare il pericolo del non pagamento;  per esempio quello offerto dalle agenzie Solo Affitti che comprende il risarcimento dei canoni non riscossi in cambio del pagamento di una polizza. Il pagamento viene effettuato immediatamente dopo la convalida dello sfratto da un giudice.

Altre agenzie offrono contratti di assicurazione come ad esempio Tecnocasa che propone polizze assicurative ad hoc. Ci sono altre promozioni che offrono maggiore servizio in cambio di un costo più elevato, come Cf Assicurazioni e Das.

Con la previsione della difficoltà di pagamento di sempre piú inquilini, queste clausole diverranno nel futuro più popolari e avranno grande varietà. Il mercato immobiliare si adegua alle conseguenze della crisi economica.

Fonte: casa24

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May 23rd, 2013

Il Governo comunica possibili detrazioni fiscali

 

Home.Il ministro delle Infrastrutture ha informato la Camera dei Deputati, sulla possibilità di prorogare fino al 31 dicembre le misure di esenzione fiscale per le ristrutturazioni e bonus energia del 50/55 per cento.

Potrebbero usufruire delle detrazioni fiscali famiglie e giovani coppie e potrebbero includere anche elementi di arredo.

Nella sua dichiarazione, Maurizio Lupi, ha anche reso noto che continua il processo di derivazione dell’ Imu. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto che sospende per tre mesi il pagamento di questa tassa.

Ma, significativi sviluppi sono attesi nelle prossime settimane, secondo alcuni membri del governo, per accelerare la riforma del decreto può venir incluso come correzione nel salda-debiti. Il presidente della Cassa depositi, Franco Bassarini, ha supposto la possibilità di un eventuale intervento da parte del suo instituto perché i tempi di consegna siano più veloci.

Sono ugualmente in discussione, all’interno del governo, quali saranno le misure definitive da adottare per l’Iva e il Tares. Per quanto riguarda l‘Iva, il Pdl, attraverso figure come Brunetta o Berlusconi, ha chiesto un decreto per bloccare l’aumento previsto dal 21 per cento al 22 per cento. Dato che pensano che questo aumento potrebbe causare un declino dei consumi e quindi una diminuzione delle entrate.

Il PD da parte sua, teme che gli aumenti fiscali possano punire le classi inferiori. E propone un aumento studiato, soltanto per i prodotti di consumo marginale. Il Vice Ministro delle Finanze, Stefano Fassina, ha proposto di far durare l’Imu sulle case di maggior valore, e così restare in posseso di importanti risorse economiche.

Nulla è ancora definitivo e sarà un mese decisivo in cui il governo dovrebbe prendere misure importanti per il futuro dell’economia italiana.

Fonte: attico

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May 22nd, 2013

Gli ostacoli per le persone disabili

 

Seniors friends talking together

La creazione di un ambiente idoneo per i disabili dovrebbe essere un compito di tutto il condominio, e non solamente di coloro che ne sono colpiti. Attraverso la coscienza e l’empatia di tutti i membri della comunità sarà più facile adattare l’edificio in base alle esigenze delle persone che hanno difficoltà a eseguire certi movimenti nell’edificio. Sia le persone con disabilità motoria a causa di malattia o infortunio che gli anziani.

È un problema che, in pratica, non sempre riceve la comprensione da tutti i residenti condominiali. In quanto è sempre difficile raggiungere un accordo, per realizzare opere, grandi o piccole, per contribuire ad eliminare gli ostacoli per le persone con handicap.

In funzione ad ogni persona e alle sue limitazioni, gli elementi architettonici possono diventare barriere che ostacolano l’accesso in un modo o nell’altro.

È da anni che la legge (legge 9 gennaio 1989 n. 13) prevede che sia i nuovi edifici che i vecchi, adempiano al dovere di essere adattati in base alle esigenze delle persone con disabilità. Non essendo più un problema individuale per le persone che soffrono questa difficoltá é pertanto diventata una questione collettiva.

È in assemblea, dove si deve decidere quando è necessario realizzare opere di abbattimento delle barriere architettoniche. È necessario il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti sia alla prima che alla seconda convocazione. La richiesta di convocazione dell’assemblea può essere effettuata dal titolare di handicap, da chi esercita la tutela, o dal’amministratore del condominio. I costi dei lavori è diviso fra tutti i i proprietari del condominio.

Se l’assemblea risponde negativamente o non dà alcuna risposta dopo un mese, la persona puó procedere all’ esecuzione dei lavori o effettuare gli  impianti necessari a propie spese, con la possibilitá di ottenere il contributo erogato dal “Fondo Speciale” istituito presso il Ministero dei lavori pubblici. Nel caso di installazione di elementi come servoscale, ascensori, o rampe non si può alterare il decoro architettonico dell’edificio, ne lasciare alcuna parte del condominio inutilizzabile. Se, in futuro, la persona che ha eseguito il lavoro, si spostasse l’assemblea deciderà se mantenere le strutture a proprie spese o rimuoverle.

Pertanto anche se le esigenze dei cittadini dovrebbero riguardare l’intera comunità, in molti casi questi si vedono  costretti a finanziare da soli le opere di cui hanno bisogno per muoversi liberamente nei loro condomini.

Fonte: attico

 

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May 21st, 2013

Riutilizzare gli edifici sfitti e invenduti é la nuova frontiera del Social Housing

 

Per far fronte al disagio abitativo nelle cittá italiane il Social Housing si lancia nel riutilizzo delle strutture abbandonate. Interviene in tale progetto il Fondo  Investimenti per l’Abitare (FIA) di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), che sostiene tutti quei progetti di edilizia sociale nel territorio.

Alla fiera del Real Estate che si terrá dal 4 al 6 giugno a Milano si presenterá questa porzione del mercato immobiliare e si illustreranno le strategie e politiche attuate dagli operatori.

Sergio Urbani, condirettore generale di Cdp Investimenti Sgr, spiega: «Abbiamo iniziato diversi anni fa a guardare al riutilizzo di immobili esistenti come opportunità all’inizio ci siamo concentrati sull’invenduto, su input delle associazioni di categoria e di singoli imprenditori intenzionati a riposizionare operazioni che non funzionavano più, nelle attuali condizioni di mercato».

Una prima esperienza si é vista realizzare a Verona in cui, il fondo Veneto Casa gestito da Beni Stabili Sgr, ha acquistato immobili dell’imprenditore privato Marani, al prezzo di  20 milioni di euro e li ha trasformati in edifici sociali, una parte destinati al mercato libero e un’altra come uffici e negozi. Il successo di questo primo caso sta portando alla realizzazione di piú progetti in tutt’italia.

Polaris Investimenti Sgr in collaborazione con l’Aler Milano, stanno lavorando sull’invenduto per riqualificare il patrimonio esistente. Tale progetto “Abita giovane” si realizzerá su 250 alloggi in caseggiati Aler in ritrutturazione. Oltre alla riqualificazione sono previsti interventi che permetteranno un piú semplice accesso al credito per gli inquilini interessati, verrano quindi locati con possibilitá di acquisto finale, per tutti quegli utenti che non avrebbero le possibilitá di accedere a crediti. Inoltre per tutti quegli alloggi che non venissero riscattati a scadenza del fondo, Aler ne assicura il riacquisto.

Come spiega Urbani «Si tratta di operazioni importanti che oltre a rispondere all’emergenza abitativa delle famiglie, possono sostenere imprenditori in difficoltà e l’universo delle banche che “riattivano” così i loro crediti». La sostenibilitá di questo tipo di progetti é data dal taglio dei tempi di realizzo e dal fatto che si evita di utilizzare ulteriore suolo pubblico.

Inoltre Urbani afferma che é interessante intervenire in un cantiere già iniziato, ma non completato «perchè si può adattare il progetto, grazie al know how di operatori specializzati, per affitti di lungo periodo. Acquisito il progetto, la Sgr con l’aiuto del Fia può fornire la benzina necessaria per terminare l’operazione, ottimizzandola per il giusto mix di destinazioni necessarie per garantire gli investitori».

Si basa su interventi avviati anni fa in un contesto di crisi del mercato e gli immobili saranno disponibili solo tra il 2015 e il 2020, affinché vengano convertiti in Social Housing é necessario  apportare modifiche ai progetti iniziali, rivedere gli spazi pubblici e la composizione delle abitazioni.

Inoltre va intuito quale si rivelerá il miglior mix di commercializzazione, se conviene mettere tutto in affitto, se pensare ad affitto con possibilitá di riscatto, o prevedere anche parti di vendita immediata.

Come tende a sottolineare Urbani: «Se due anni fa venivamo chiamati direttamente dalle associazioni di categoria o dagli imprenditori, oggi più spesso ci capita di essere coinvolti direttamente dalle banche creditrici, con cui abbiamo un’interlocuzione abbastanza diretta. Sono soggetti esposti nelle operazioni e cercano di preservarne il valore, trovando nel Fia una sponda di rifinanziamento».

Il FIA pertanto entra nelle operazioni con il fine di monetizzare gli investimenti realizzati da altri enti. Il Cdp intravede ampi margini di sviluppo in questo segmento di mercato una volta ingranato e definite le modalitá di azione corrette. Fin’ora si sta lavorando su casi nati in maniera occasionele che vengono visti come casi pilota in fase di studio.

Fonte: ilsole24ore

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May 20th, 2013

Le liti fra condomini possono diventare anche casi di Stalking.

 

 

Con l’introduzione del reato di stalking (legge 38/2009) stanno emergendo casi di molestia vera e propria subita da condomini. Le liti tra condomini stanno infatti affollando le aule dei tribunali e ci si rende conto che questi diverbi sempre piú sfociano in vessazioni anche gravi.

Scatta peró il rischio che una qualsiasi divergenza tra condomini venga portata davanti un tribunale penale con il fine di accorciare i tempi per la risoluzione e per spaventare il proprio vicino.

Il presidente dell’associazione Anammi (Associazione nazional-europea amministratori d’immobili), Giuseppe Bica, definisce molto chiaramente tale fenomeno dello stalking: «Lo stalking non è la classica lite condominiale ma una serie di atti illeciti che hanno un chiaro intento persecutorio. Invece di discutere ogni volta che ci si incontra o di fare un esposto, si preferisce una vendetta che prosegue per diverso tempo, distruggendo letteralmente l’esistenza degli altri. Gli episodi di cronaca stanno diffondendo la consapevolezza del reato tra i condòmini e aumenta così il numero di chi decide di scegliere questa strada. Non sempre a ragione: gli amministratori iscritti alla nostra associazione spesso ci segnalano che i condòmini tendono a parlare di stalking anche dove si verifichi un normale disaccordo».

Prima di poter parlare di stalking bisogna, pertanto, accertarsi che gli atti molesti siano ripetuti e insistenti procurando stati di ansietá e timore nella vittima. Il confine tra una lite e un atto di vero e proprio stalking puó essere sottile, infatti , rumori e odori molesti, che sono le prime cause di itigio in condominio, se realizzati con il fine proprio di molestare certe persone ripetutamente, possono avere gli estremi per aprire un caso in tribunale. Si deve ad ogni modo chiamare in causa l’amministratore e solo in secondo luogo richiedere un parere legale esterno.

Pertanto chi si ritiene vittima di stalking deve chiedere al Questore di emettere un provvedimento, un ammonimento, e se l’autoritá riterrá tale segnalazione fondata procederá con l’invio di un primo verbale all’accusato.

Mentre, allo  sporgere querela, l’art. 612 bis del Codice penale dispone che sia «punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura o da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto».

Fonte: ilsole24ore

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May 17th, 2013

Animali domestici di piccola taglia: “benvenuti in condominio!”

20130508 Condominio animali domestici

L’integrazione all’art. 1138 c.c. dichiara che “le norme del Regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali domestici” in casa.

Ma niente cambia nei regolamenti condominiali entrati in vigore prima della riforma del condominio, la nuova norma ha efficacia solo per il futuro, in quanto vige il principio generale della irretroattivitá della legge.

Tale legge non viene considerata inderogabile e tale divieto potrá continuare anche in futuro a frente di un regolamento di natura contrattuale, questi, peró, dovrá venir trascritto nei pubblici registri immobiliari altrimente non sará opponibile al nuovo acquirente dell’immobile sito nel condominio.

Tale divieto viene considerato una limitazione del diritto di ciascun condomino di disporre del proprio bene liberamente, pertanto, si potranno ritenere nulle le clausole al regolamento che prevedono tale divieto. Se peró verra approvato tale accordo con il consenso unanime di tutti i condomini o verrá accettato e sottoscritto nel momento dell’acquisto dell’immobile stesso, tale divieto dovrá esser rispettato e sará quindi valido.

Non sará possibile proibire la presenza degli animali in condominio nemmeno con una delibera votata a maggioranza, anche solo un voto contrario al divieto fará sí che tale divieto verrá bloccato.

Per quanto riguarda la locazione di un immobile, se il divieto viene sottoscritto dall’affittuario al momento della firma del contratto di locazione, tale divieto andrá rispettato, e in caso di violazione il condominio potrá obbligarne il rispetto tanto all’occupante quanto al condomino proprietario (Cass. n.4920/06).

La convivenza in condominio con gli animali, anche se non semplice, dipende molto dalla correttezza dei loro padroni e dal rispetto delle semplici regole del saper convivere nella collettivitá. Ció che potrá fare il condominio sará porre in essere una serie di regole che andranno rispettate dai proprietari degli animali. Tali regole si imporranno nell’ uso degli spazi comuni, ed inoltre prevederanno regole piú generali sul comportamento che si deve tenere all’interno del complesso condominiale.

Vige la norma generale che ci insegna che il diritto di ciascuno trova il suo limite nel diritto del prossimo.

Pertanto, secondo l’art. 672 del codice penale, lasciar libero un animale o non custodirlo secondo le debite cautele costituisce un reato penale, pertanto sanzionato.

Nel caso in cui si tratti di animali, che per legge non é consentito possedere, quali rettili, mammiferi selvatici e qualsiasi specie di animale che puó provocare effetti mortali all’uomo o che possono esser portatori di malattie infettive, il divieto é effettivo e totale, e chi li possiede puó incorrere in ammende o addirittura nell’arresto.

Ma si parla anche di animali domestici ma che possono diventare pericolosi in alcuni casi e circostanze, pertanto si sta parlando anche del cane, che non potrá esser lasciato libero e senza museruola in spazi comuni condominiali.

Insorge inoltre il problema dell’uso dell’ascensore da parte di condomini accompagnati dai propri  animali. Un divieto di tale natura puó esser previsto solo in caso di motivazioni di ordine igenico-sanitario, che va valutato a seconda dello specifico caso.

Allo stesso modo, la limitazione al numero di animali che un condomino puó tenere all’interno del suo immobile, dipenderá dalle stesse norme igenico-sanitarie, e spetterá al giudice intervenire con conseguente allontanamento degli animali e l’assegnazione degli stessi ad enti specializzati.

É dimostrato che l’equilibrio psicofisico di una persona puó esser messo a rischio dall’emissione continua di rumori o forti odori, da qui deriva il diritto del vicino di chiamare in causa un giudice per stabilire se vi sono condizioni reali di malessere e insofferenza, apportando in questi casi provvedimenti anche a carattere risarcitorio.

Anche l’amministratore puó intervenire in casi in cui gli animali vengano abbandonati per lungo tempo in spazi comuni o in ballatoi e balconi, si prevede anche il reato di maltrattamento di animali in questi casi particolari.

Secondo la legge, qualsiasi danno o sinistro provocato dall’animale é a carico del proprietario dello stesso o da chi ne ha la custodia, a meno che non si possa dimostrare che tale sinistro sia stato causato da comportamento negligente da parte del danneggiato.

Ad ogni modo sará sempre un giudice che stabilirá, secondo il caso concreto, se tale animale puó turbare la quiete o l’igiene della collettivitá, e non una norma generica condominiale.

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May 16th, 2013

Come ridurre i costi dell’Agenzia immobiliare attraverso il Web

 

Attraverso la tecnologia si abbattono i costi delle Agenzie immobiliari. Ai Tablet si possono  trasferire processi al giorno d’oggi ancora su carta ed inoltre, tali strumento aiutano a lavorare in mobilitá aumentando cosí la competitivitá degli agenti immobiliari.

Come spiega Gerardo Paterna, agente immobiliare e imprenditore nel settore dei servizi immobiliari  «Nonostante la crisi, ci sono diversi spazi e nuove nicchie di mercato da conquistare. Basta pensare che le compravendite non intermediate sono pari al 45% del totale. Dal 2008 al 2012 sono state oltre 1,29 milioni le case acquistate tra privati, senza l’ausilio di un agente. Riacquistando queste quote, potremmo tornare a viaggiare ai fatturati del 2006».

Si creerebbero cosí nuove frontiere di mercato in cui la figura dell’agente immobiliare potrebbe acquisire un ruolo fondamentale.

Durante il DigitalRE Forum, che si é tenuto i primi giorni di Maggio a Milano, si é parlato di come la mediazione acquisti importanza nella conquista di nuovi mercati, anche in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo. Durante l’evento, creato da un gruppo di professionisti del real estate italiano, si sono mostrati diversi strumenti che permetterebbero riqualificare la figura dell’Agente Immobiliare.

Paterna sottolinea, nel suo intervento,l’importanza dell’utilizzo delle nuove tecnologie, affermando che «Quello tra mattone e tecnologia oggi è un matrimonio di convenienza» e che le nuove applicazioni per device mobili possono trasformarsi in vantaggio competitivo. I professionisti sembrano essere ancora troppo estranei alla tecnologia, come affermato da Massimiliano Pochetti di Casashare.it, uno degli organizzatori del Forum, «i professionisti sono stati colti impreparati e a digiuno di tecnologia. È arrivato il momento di compiere quel “salto” richiesto dal mercato e dai nostri potenziali clienti».

ReGold Srl, sulla base di questi sviluppi, ha ritenuto indispensabile  creare una nuova cloud-application per gli agenti immobiliari, denominata RogitaRE. Si contano giá 4000 agenzie che hanno acquistato tale servizio, il quale permette la creazione e gestione delle pratiche di vendita e locazione digitale attraverso una piattaforma condivisa, i contenuti possono quindi esser condivisi con gli altri soggetti chiamati in gioco, come ad esempio: geometri o notai.

RogitaRe consente pertanto la gestione digitale di tutta una serie di documenti obbligatori. Semplicemento inserendo le anagrafiche di venditore, acquirente e dell’immobile stesso, si compila in automatico l’incarico professionale, fascicolo antiriciclaggio, proposta e preliminare, rogito notarile, adempimenti fiscali (F23 e Mod.69), visure catastali e ipotecarie. Si da cosí lo strumento ideale all’agente immobiliare che taglia i tempi della burocrazia.

Come afferma Raffaele Racioppi di Condivisioneimmobiliare.it, formatore e consulente esperto di Mls – «Dobbiamo avere il coraggio di dire che il servizio che offriamo non è più in linea con le necessità dei clienti. L’intermediazione immobiliare viene percepita come un costo perché i risultati e i servizi offerti non sono visibili. Le nostre agenzie vanno aggiornate tecnologicamente, l’agente immobiliare deve imparare ad usare gli strumenti che lo possono rendere mobile, per poter uscire dai nostri uffici e recuperare il contatto con i clienti.

Conclude pertanto che le Agenzie devono imparare ad usare il web, migliorare cosí il servizio e inserire nell’organico giovani esperti del digitale che possano innovare i processi del servizio offerto.

Fonte: ilsole24ore

 

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May 15th, 2013

Gli stranieri preferiscono comprare casa in Italia

 

Sorprendentemente, nonostante la crisi del mercato immobiliare italiano, secondo lo studio di Scenari Immobiliari, è cresciuto in modo significativo il numero di vendite di appartamenti a stranieri, raggiungendo la cifra di 4600 acquisti, un numero che aumenta negli ultimi anni.

marc Puglia e Lazio sono le regioni in cui avviene la maggior parte delle vendite, ma la Toscana e le Marche, fanno parte anch’esse delle regioni preferite dagli stranieri per comprare casa.

L’Italia è il terzo paese europeo in cui gli stranieri comprano più proprietà dietro la Francia e la Spagna. È stimato, secondo questo studio, che nel 2013 le vendite di questo settore crescerànno  almeno del 10%.

Al contrario, in generale, gli italiani hanno perso l’interesse di comprare una seconda casa, a causa della crisi e le alte richieste economiche dell’Imu. Sembra che per gli stranieri, l’acquisto di una seconda casa in Italia è diventata una passione.

Oltre ai tradizionali acquisti domestici sottocosto sono anche aumentate le vendite di case storiche o ville. Stanno aumentano, anche se è ancora una piccola percentuale, la vendita di case di fascia alta. Tuttavia, le vendite di case nelle località turistiche sono diminuite leggermente.

tablaGli acquirenti sono prevalentemente tedeschi e concentrano i loro acquisti sul mar Adriatico, ma  investono anche in Toscana o in Umbria, se si tratta di case più lussuose.

I secondi in classifica sono gli inglesi, anche se è notevole la crescita degli investimenti degli americani e dei russi nel nostro Paese.

Il mercato immobiliare italiano, quindi, deve trovare il modo di sfruttare nei prossimi anni l’interesse degli stranieri per comprare in Italia, e così compensare il calo delle vendite tra italiani.

Fonte: re-web

 

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May 14th, 2013

Il business immobiliare in tempo di crisi

la scelta imprenditoriale 15 maggio milano

Il messaggio viene lanciatoda TREE Real Estate per chi voglia al giorno d’oggi cimentarsi con la apertura di un’attivitá imprendiotoriale.

Viene proposto un evento formativo gratuito, il cui tema sará il “business immobiliare” e, l’oggetto dell’incontro è:  “La scelta imprenditoriale: resa, investimento e costi dell’Agenzia immobiliare”.

Il seminario si rivolge a professionisti (mediatori creditizi, amministratori di condominio, costruttori, architetti, home stager) e ad imprenditori o manager che vogliono investire nel settore immobiliare.

Tale evento si inserisce all’interno del progetto “Development Plant” (Modelli di business per la crescita imprenditoriale), che prevede un ciclo di seminari ed eventi con il fine di favorire la crescita di idee innovative e modelli di business per le imprese immobiliari, attraverso la strategia di comunicazione e formazione. Da qui il sottotitolo dell’evento “Creating roots for business to grow” (creare radici per far crescere il business).

L’incontro si terrà presso The Westin Palace, Piazza della Repubblica 20 a Milano, mercoledí 15 maggio dalle 10.00 alle 13.30, viene organizzato da TREE Real Estate, Holding controllata da Gabetti Property Solutions.

L’evento é dedicato a chi, anche in tempi di crisi, non vuole rinunciare al proprio spirito imprenditoriale ma vuole investire nel business immobiliare, settore che presenta ancora  prospettive di crescita per chi ne sappia cogliere e sviluppare al meglio le potenzialitá.

Bruno Vettore, AD di Tree Real Estate, nonché Presidente e AD di Gabetti Franchising Agency, Grimaldi Immobiliare e ProfessioneCasa dará il benvenuto ai partecipanti e introdurrá gli specialisti.

Il primo intervento verrá proposto da Alessandro Fré, AD di Risorsa Uomo, il quale esaminerá le evoluzioni dei mercati, analizzando vincoli e opportunitá, i modelli di business immobiliare e il conto economico in termini di costi e ricavi raggiungibili.

Un secondo intervento incentrato nelle opportunità offerte dal Business immobiliare, sará oggetto dello speech di  Armando Borghi, Ad di Gabetti Property Solutions.

Inoltre si vedrá l’intervento di Graziano Fiorelli, Presidente di Assofranchising, che presenterá  il franchising come modello operativo in grado di sostenere lo sviluppo d’impresa mentre Roberto Perego, Direttore Sviluppo di Tree Real Estate, promuoverá le strategie multi-brand, che riguardano l’offerta di prodotti appartenenti a marchi diversi, come soluzione che risponde efficacemente alle caratteristiche del mercato.

Durante l’evento, Lidia Ranghetti, specialista legale fiscale Tree Real Estate, parlerá del percorso per diventare Agenti d’affari in mediazione.

Infine, Corrado Mosele, Direttore Formazione e studi Confcommercio Milano, presenterá le differenti opportunitá di finanziamento per imprese e lavoratori che Confcommercio é in grado di mettere in campo.

L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti: per partecipare è sufficiente confermare la propria adesione scrivendo a eventi@treere.it.

Fonte:  attico

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May 13th, 2013

Graffiti nel condominio. “Writers, ora scatta l’associazione per delinquere”

 

Imbrattare muri e facciate di edifici pubblici e privati é diventato un fenomeno dilagante che colpisce soprattutto le grandi cittá. Tale pratica, se non espressamente autorizzata, puó essere perseguibile dalla legge come vero e proprio reato.

L’ordinamento giuridico prevede sanzioni tanto amministrative quanto penali nei confronti dei writers ed inoltre sono previste norme derivanti da regolamenti e ordinanze comunali che fungono da deterrente.

Un esempio viene dato dall’art. 639 del Codice Penale che è stato modificato dalla Legge n. 94 del 2009 che dispone: “chiunque, fuori dei casi previsti  dall’articolo 635, il quale disciplina il reato di danneggiamento,  deturpa o imbratta cose mobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 103”.

Ai Comuni , non avendo un potere specifico per regolarizzare tale fenomento, gli viene rilasciata la possibilitá di elargire sanzioni amministrative che derivano da violazione di ordinanze emesse dal sindaco.

Il Comune di Milano, uno dei piú colpiti da tale fenomeno, ha trovato un suo rimedio facendo intervenire la Polizia locale. Dopo un periodo dedicato ad accertamenti, sopralluoghi e archiviazioni di testimonianze fotografiche, l’inchiesta dei vigili milanesi porta alla conclusione che sono stati un gruppo di ragazzi che hanno commesso tale reato di imbrattamento con la finalitá dell’associazione a deliquere; si trasforma cosí una semplice bravata in vero e proprio reato perseguibile.

Arrivano poi alcune proposte da associazioni a tutela dell’ambiente e del patrimonio immobiliare. La prima é quella di introdurre incentivi alle Amministrazioni Comunali, per la pulizia delle facciate di edifici con valore storico-artistico; in seconda istanza si é pensato di inserire delle detrazioni fiscali anche per gli interventi di pulizia delle facciate, come giá prevista per le ristrutturazioni edilizie; ed infine vi é la prposta di promuovere dei Bandi , per la presentazione di domande di contributo, ed incentivare cosí gli interventi di pulizia delle superfici imbrattate di proprietá privata antistanti spazi pubblici.

Fonte: condominioweb

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