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Il comune si perde nel labirinto delle scartoffie


Negli ultimi dieci anni a Torino sono stati finanziati 14 interventi di edilizia sovvenzionata. Di questi, solo 4 sono conclusi. Tre sono in corso d’opera, uno ha problemi di progettazione. Gli altri 6 non sono nemmeno iniziati, dispersi tra le scartoffie degli uffici comunali. Non è un bene, in questo periodo in cui persino gli ex sindaci vengono chiamati a pagare di tasca propria i ritardi della burocrazia.

Gli assessori della giunta Chiamparino bocciano in coro la decisione della Corte dei Conti di far pagare all’ex primo cittadino Valentino Castellani 15.000 euro per una pratica che non riusciva ad andare avanti. «Le decisioni della Corte dei Conti sono imprescrutabili, ma per fortuna appellabili», ironizza il direttore generale Cesare Vaciago.

Eppure il problema resta, e non è di poco conto con 214 alloggi finanziati nel secolo scorso ma fermi al palo. I motivi, a volte, sono storie di ordinaria follia. Un esempio: in piazza della Repubblica si deve costruire un edificio ad uso residenziale. Si scopre però che il palazzo privato, proprio a ridosso, ha aperto una finestra abusiva che dà sull’area del progetto. Come liberarsene? Semplice: prima la si condona, poi la si espropria. Infine la si mura. Immaginate i tempi. «Per realizzare un condominio di alloggi popolari – dice l’assessore alla Casa Roberto Tricarico – ci vogliono 3-4 anni. Quando si tratta di opere su aree esondabili o ex industriali, da sottoporre a bonifica, allora si va di male in peggio».

Fonte del 13 agosto 2008: LaStampa

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