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LA BIOARCHITETTURA PIANIFICA LE AREE VERDI SUI TETTI DELLE CITTÁ

giugno 17, 2009 • Architettura, Arredo urbano, Attualità, Casa, Design, Edilizia sostenibile, Società

Nel futuro delle nostre città spunteranno aree verdi a mezz’aria! Dimenticate i classici giardini a pochi passi da casa, le nuove aree verdi saranno sui tetti delle nostre case.

 

Proprio così, a darci questa notizia sono i progetti futuri della Bioarchitettura che ha pensato al bene del paesaggio e del clima delle aree cittadine con una soluzione all’avanguardia, i tetti verdi.

 

I vantaggi che i giardini sui tetti apporterebbero nelle nostre metropoli sono vari, di seguito un elenco dei più importanti:

 

- È bello da vedere e, secondo i casi, fruibile.

- Protegge la copertura riducendo l’ escursione termica giornaliera e stagionale.
- Aumenta l’ isolamento termico e acustico dell’ edificio

- Riduce l’ inquinamento dell’ aria intrappolando le polveri sottili

 

L’idea di questi giardini moderni garantirebbe alle nostre città nuovi polmoni verdi, ovviamente bisognerà vedere a quanto ammonteranno i costi di realizzazione per valutare una concreta possibilità d’inserimento.

A questo proposito va precisato che il tetto verde si adatta maggiormente alle case di nuova costruzione, ma non è economico metterlo su case già esistenti. Il motivo è che il “tetto verde” è più costoso di quello tradizionale e può essere messo a dimora solo se la struttura portante può reggere carichi che vanno dai 100 kg (tetto inclinato) ai 300 kg (tetto piano con giardino a piccoli arbusti) al metro quadro.

In Italia le aziende attive su questo fronte ci sono, ma perché la realtà di queste aree verdi si diffonda ci vorrà ancora un po’.

Finora, l’unico esempio, arriva dal Comune di Bolzano, che sta favorendo lo sviluppo delle aree verdi su tetto tramite l’ obbligo, per le nuove costruzioni, di avere il certificato Casaclima (è un metodo di certificazione energetica degli edifici e aiuta i professionisti a valutare i propri edifici in fase di progettazione, stabilendo a quale classe energetica dovranno appartenere una volta realizzati).

 

Fonte: UMM.IT

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