2009, l’annus horribilis per le compravendite
La crisi, la difficolta’ di ottenere un mutuo a causa del credit crunch (vale a dire la restrizione del credito) e il caro-case hanno messo a durissima prova il mercato immobiliare nel 2009. Tanto che le compravendite hanno fatto segnare un calo complessivo a doppia cifra delle transazioni. Anche se il comparto e’ riuscito gia’ negli scorsi mesi a fare capolino fuori dal tunnel.
A scattare questa fotografia dalle tinte chiaro-scure e’ il rapporto sulle “Compravendite immobiliari e mutui” diffuso dall’Istat, secondo cui nel quarto trimestre 2009, a livello nazionale, le convenzioni relative a compravendite di unita’ immobiliari sono state pari a 238.977, in calo del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2008.
Ma nell’intero 2009 si sono registrate complessivamente 822.436 compravendite di unita’ immobiliari, vale a dire il dieci il 10% in meno rispetto al 2008. In particolare, il 92,5% delle convenzioni stipulate nel 2009 (220.973) riguardano immobili ad uso abitazione ed accessori e il 6,6% (15.875) unita’ immobiliari ad uso economico.
L’Istituto di statistica annovera tra le cause della riduzione del numero di compravendite sicuramente la contrazione del credito bancario. Le porte chiuse delle banche agli possibili acquirenti hanno, infatti, portato a una contrazione del numero di mutui immobiliari: – 2,7%, su base annua, nonostante un miglioramento sensibile nell’ultimo trimestre dell’anno.
Nel 2009 sono stati stipulati quasi 760mila mutui, fra ipotecari e non ipotecari. I primi (oltre 448mila) hanno subito un calo tendenziale del 5,8%, mentre quelli non garantiti da costituzione di ipoteca (oltre 310mila) sono cresciuti del 2,2%. Anche in questo campo, spiega l’Istat, si e’ assistito ad un acuirsi del trend negativo nei primi due trimestri del 2009 – proseguendo sull’onda lunga della crisi scoppiata nella seconda parte del 2008 – ma poi il calo e’ andato progressivamente raffreddandosi, fino a invertire la rotta nell’ultimo trimestre.
Non sono, tuttavia, solamente neri i riflessi del mattone. Il dato del 2009 – sottolinea l’Istat – fa comunque segnare un progresso rispetto al 2008, quando “si era passati da una riduzione dell’11,1% del primo trimestre ad una del 25,5% del quarto. La diminuzione e’ poi continuata con minore intensita’ nel primo e nel secondo trimestre del 2009, fino quasi ad arrestarsi nel terzo e ad invertire la tendenza negli ultimi tre mesi del 2009”.
Un andamento, conferma l’Istat, a cui hanno contribuito “sia l’irrigidimento dei criteri di offerta del credito da parte del settore creditizio, che ha avuto il suo apice tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, sia il rialzo dei tassi di interesse e, quindi del costo dei mutui, che aveva raggiunto il massimo nell’estate del 2008”.
Analizzando la componente territoriale emerge che nel quarto trimestre 2009, le compravendite di unita’ immobiliari in totale si sono ridotte in misura significativa nel Nord-Ovest e nel Nord-Est (rispettivamente -7% e -4,9%), meno nel Centro e nel Sud (rispettivamente -1% e -0,9%). Al contrario, le Isole registrano una variazione tendenziale positiva con un aumento del 2,%. Questo andamento e’ comune sia alle compravendite di unita’ immobiliari ad uso residenziale, sia a quelle ad uso economico.
Infine, con uno sguardo ai prossimi mesi, va detto che per il 2010, l’Agenzia del Territorio ha segnalato un ritorno all’attivo delle transazioni residenziali, aumentate nel primo trimestre di quest’anno del 4,2% a livello nazionale, con punte del 10,7% nelle aree metropolitane.
Fonte: miaeconomia

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