Zero Emission Temporary Home, una casa prefabbricata d’emergenza a zero impatto ambientale
L’Italia è il paese delle emergenze, come purtroppo è noto. Ciascuno di noi ricorda le immagini di qualche paese devastato da un terremoto e quelle delle settimane successive con i sopravvissuti costretti ad accamparsi in container o baracche prefabbricate che spesso non sono in grado di offrire una decente protezione dagli agenti atmosferici.
Ma un prefabbricato d’emergenza non deve per forza essere una soluzione scomoda e poco vivibile, come hanno dimostrato alcuni studenti di Udine con il supporto dei soci Coof e di diverse aziende del settore. I ragazzi hanno infatti progettato e realizzato un innovativo prototipo di casa componibile a zero impatto ambientale, grazie al finanziamento del primo Laboratorio Sperimentale di Sostenibilità Edilizia.
Il progetto del prefabbricato d’emergenza a zero impatto ambientale ha come principale caratteristica la componibilità della struttura: 12 moduli preconfezionati fissati su un basamento d’acciaio, che garantisce la rigidità necessaria, danno forma alla “casa” per una superficie totale di 22 mq. Il principio che sta alla base del prototipo è perciò la possibilità di trasportare e assemblare sul posto gli elementi finiti in ogni dettaglio, da unire con incastri e fissare successivamente con un numero limitato di viti e bulloni in solo mezza giornata di lavoro.
Per raggiungere lo standard di casa a zero emissioni, l’isolamento termico è stato realizzato con pannelli in lana di roccia Rockwool: in relazione alle problematiche di comfort legate al periodo estivo, nelle zone maggiormente esposte all’irraggiamento (in copertura a sud e a ovest), sono stati installati pannelli ad alta densità, mentre per il lato nord dell’edificio e per il pavimento è stato utilizzato uno strato di pannelli a media densità. A ciò si aggiungono un impianto solare termico e fotovoltaico e sistemi di trattamento dell’aria e di condizionamento, un innovativo sistema d’illuminazione a basso consumo, serramenti ad alte prestazioni, legno strutturale proveniente dalle foreste certificate del Friuli Venezia Giulia.
L’impegno e lo studio delle scuole coinvolte hanno permesso di realizzare un prototipo di casa in legno a zero impatto ambientale, ovvero che non fa ricorso a energia fossile durante il funzionamento, eliminando ogni forma di emissione inquinante anche nelle fasi costruttive.
La casa a zero emissioni è sicuramente la casa del futuro: è in grado di sviluppare tutte le sue potenzialità solo se legata alle condizioni climatiche, alla disponibilità di materiali e alle capacità costruttive del suo territorio. Non è da escludere che da questa esperienza nascano delle vere e proprie case da abitare, con una caratteristica unica: mentre normalmente le strutture delle abitazioni obbligano chi vi abita ad adattarvisi, con la casa in legno a moduli accade l’opposto, essendo modificabile nel tempo in base alle esigenze personali. Inoltre, l’estrema flessibilità e il concetto alla base del progetto fanno si che case come questa possano essere rapidamente montate in situazioni di emergenza e in contesti delicati.
Il prototipo presentato ha dunque tutti i requisiti necessari per essere la casa di domani, che sfrutta ogni elemento della tecnica in senso sostenibile, nella convinzione che la vera innovazione sia presente solo quando la tecnica sottostà alle leggi del nostro pianeta.
Zero Emission Temporary Home, caratteristiche tecniche
La casa è costituita da un unico vano con due grandi finestre sul lato sud, schermate da un sistema frangisole. Le pareti sono realizzate con un telaio leggero in legno, chiuso da pannelli OSB.
L’isolamento termico è assicurato in copertura, a sud, a est e a ovest, attraverso l’installazione di un doppio strato da 12 cm (per un totale di 24 cm) di pannelli in lana di roccia ad alta densità, in relazione alle problematiche dovute all’irraggiamento estivo, mentre a nord e nel pavimento è stato utilizzato un doppio strato da 12 cm (per un totale di 24 cm) di pannelli in lana di roccia a media densità.
Il legno utilizzato è abete bianco proveniente da foreste certificate PEFC, che essendo foreste regionali forniscono il materiale principale con cui è costruita la casa senza comportare un alto consumo di anidride carbonica.
Un sistema computerizzato presenta i dati raccolti da quattro sensori di temperatura e quattro sensori di umidità: questi rilevano ogni minima variazione delle condizioni climatiche nella stanza, all’interno delle pareti e del tetto e sui serramenti. In tal modo viene facilitata la raccolta dei dati reali sull’efficienza dell’involucro edilizio e sugli apporti dovuti alla presenza delle persone. La casa è pensata per essere autosufficiente dal punto di vista energetico; infatti, grazie agli impianti in classe AA e a una moderna illuminazione a Led, gradevole e a basso consumo, la casa produce più energia elettrica di quanta ne consumi. Alla casa è stata riconosciuta la Classe A di Casaclima come edificio sperimentale.
Fonte: casapassiva

Tag: casa prefabbricata, emergenza, impatto abientale, prototipo, temporary home