Il Governo impugna il Piano Casa bis del Lazio
“Quanto accaduto ieri è sconcertante, non hanno deciso nulla e hanno colpito solo il Lazio”.
Così Francesco Storace, capogruppo de La Destra in Consiglio regionale del Lazio, ha commentato l’impugnazione da parte del Governo della legge della Giunta Polverini sul nuovo Piano Casa (legge regionale 13 agosto 2011, n. 10), decisa nel Consiglio dei Ministri straordinario di ieri.
L’impugnazione davanti alla Corte Costituzionale riguarda le norme che derogano alle previsioni di divieto del piano paesaggistico e alla legge sulle zone archeologiche, e riguarda anche le norme che regolano il silenzio-assenso nei condoni sugli abusi nelle aree vincolate. Nel mirino del Governo quindi gli interventi in montagna e i completamenti e ampliamenti di edifici commerciali pubblici e privati.
Galan: Piano Casa illegittimo
A sollecitare il Governo ad impugnare davanti alla Consulta il Piano Casa bis del Lazio è stato il ministro per i Beni culturali, Giancarlo Galan. “Non sarò certo io il ministro che permetterà abusi sul paesaggio senza controlli”, aveva detto Galan sulle colonne del Corriere della Sera. Per l’ufficio legislativo dei Beni culturali la nuova legge laziale sul Piano casa presenta dei profili di illegittimità costituzionale.
Secondo Storace, quella del ministro dei beni culturali è “un’inaccettabile ingerenza”. “Galan – ha detto il leader de La Destra ed ex presidente della Regione Lazio – sembra avere un fatto privato con la nostra regione, altrimenti non si spiegherebbe come un ministro con tutto ciò che sta accadendo in Italia, si preoccupi di sabotare interventi come quelli relativi al Terminillo, rispetto al quale sono orgoglioso di aver presentato io un emendamento”. Il riferimento è a una norma contenuta nel nuovo Piano Casa, e osteggiata dal centrosinistra, che prevede l’abbattimento al Terminillo di diecimila alberi per fare posto a una stazione sciistica.
“Il cosiddetto piano casa della Regione Lazio è palesemente in contrasto con le norme del Codice dei Beni Culturali – replica Lorenzo Parlati di Legambiente Lazio – e quindi è un dovere del Ministro Galan impugnarlo, non un vezzo, sarebbe strano se non lo facesse. In deroga alle classificazioni dei piani paesistici potranno essere realizzati bacini sciistici, opere pubbliche o private di pubblico interesse quali ospedali, cimiteri, interventi portuali, strutture ricettive di carattere alberghiero ed extra alberghiero, scuole, università, impianti e attrezzature sportive. Cosa c’entra tutto ciò con il diritto alla casa? E perché prevedere procedure diverse e accelerate rispetto a quelle previste dalla legge? Questi dispositivi permetterebbero scempi irreparabili al nostro paesaggio, sono indifendibili, il vero scandalo è averli approvati in Consiglio regionale”.
Esposto alla Commissione Ue
Nel frattempo ieri Luigi Nieri e Filiberto Zaratti, consiglieri regionali del Lazio di Sinistra Ecologia e Libertà, hanno annunciato “un esposto alla Commissione Europea per promuovere una procedura di infrazione comunitaria sul Piano Casa del Lazio, per violazione del principio di integrazione e sviluppo sostenibile, della Direttiva VAS, delle Direttive Habitat ed Uccelli e della Convezione europea sul paesaggio”.
“Se il governo entro dopodomani non impugnerà il Piano Casa davanti alla Corte Costituzionale – hanno spiegato Nieri e Zaratti – l’Italia entrerà nel mirino dell’Unione Europea per violazione del diritto comunitario, a partire dalla violazione dell’art. 6 del Trattato che stabilisce come la definizione e l’attuazione delle politiche e delle azioni comunitarie, devono essere integrate con le esigenze connesse alla tutela dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile”.
“Il Piano Casa della Polverini doveva essere sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica – dicono ancora Nieri e Zaratti – visto che l’insieme degli interventi edilizi consentiti in deroga dagli strumenti urbanistici, hanno effetti significativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale. Inoltre la L.R. 13 agosto 2011, n.10 non esclude le zone della Rete Natura 2000 del Lazio, comprendenti i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e le Zone a Protezione Speciale (ZPS) e pertanto il Piano Casa doveva essere sottoposto a valutazione d’incidenza. Infine le gravissime deroghe in materia paesaggistica violano la Convenzione europea del paesaggio sottoscritta a Firenze il 20 ottobre 2000, che si applica a tutto il territorio nazionale”.
Fonte: casaeclima

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