L’Aquila, sotto accusa gli isolatori sismici del progetto C.A.S.E.
Dopo gli impianti termici che non funzionano, ora ad essere sotto accusa a L’Aquila sono i settemila isolatori acustici installati nei 185 edifici del Progetto C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili), realizzato nel capoluogo abruzzese dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica, due esponenti al vertice del Dipartimento della Protezione Civile – Gian Michele Calvi, il “padre” del progetto C.A.S.E. e Mauro Dolce, capo dell’ufficio rischio sismico del Dipartimento – sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di “frode nella pubbliche forniture”.
Lettera di denuncia dalla società Tis Spa
Sotto inchiesta i sistemi antisismici utilizzati nelle nuove case aquilane. In una lettera del luglio 2009 inviata alla presidenza del Consiglio dei Ministri, e sequestrata dal Gico de L’Aquila presso la sede della Protezione Civile e presso il dipartimento delle Opere Pubbliche del ministero delle Infrastrutture, la Tis Spa (società che ha partecipato alla gara d’appalto per gli isolatori sismici) denunciava l’utilizzo di una nuova tipologia di isolatori sismici non sufficientemente testati.
Tecnologia del “friction pendulum”
La nuova tecnologia è quella del “friction pendulum”, fornita in Italia dalle società “Alga” e “Fip” che poi si sono aggiudicate l’appalto. Secondo la società Tis Spa, nella gara d’appalto c’è stata “una precisa volontà a forzare una tecnologia ‘nuova’ per imporla sul mercato come unica soluzione possibile”, una tecnologia che, diversamente dall’isolamento in gomma, non era ancora sufficientemente sperimentata. I nuovi isolatori sismici del “friction pendulum” sarebbero stati quindi installati nelle abitazioni del progetto C.A.S.E. senza che ne fosse stato certificato il funzionamento e le reazioni di fronte a una simulazione di terremoto, attraverso prove e test di laboratorio.
Fonte: casaeclima

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