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Sì alla tassa di soggiorno fino a 5 euro. Doppia aliquota per la cedolare secca: ecco come si calcola


Cedolare secca sugli affitti da quest’anno con doppia aliquota al 20% sui canoni concordati e al 23% su quelli liberi e arriva anche la possibilità per i Comuni di introdurre un’imposta di soggiorno da 50 centesimi a 5 euro, a seconda della classificazione delle strutture ricettive. Lo prevede il testo finale del decreto legislativo sul federalismo municipale appena depositato dal ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. Il gettito della tassa di soggiorno è finalizzato ai servizi turistici. Saranno «i comuni capoluogo di provincia a poter istituire »con deliberazione del consiglio comunale« l’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio.

Calderoli: se passa avanti fino al 2013 per fare le riforme
«Nel momento in cui viene fatto il federalismo fiscale, si può avviare la riforma del fisco, il decreto di sblocco e rilancio del Paese e la carta delle autonomie. Un complesso di quattro cose che darebbero senso alla legislatura», ha detto il ministro Calderoli, per cui la Lega, ha subito aggiunto, «si impegnerebbe su questo complesso di riforme per la legislatura».

Sì al mini-quoziente familiare da 400 milioni.
Il testo depositato da Calderoli prevede anche un mini-quoziente familiare da 400 milioni. «Una quota del gettito riscosso a decorrere dall’anno 2011 in forza della differenza delle aliquote della cedolare secca», pari al 3% (differenza tra 20% su canoni concordati e 23% sui canoni liberi), non superiore a 400 milioni annui, é iscritta nell’anno successivo in apposito fondo per essere destinata, con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Tesoro, da adottare d’intesa con la conferenza unificata, a interventi in favore delle famiglie dei conduttori di unità immobiliari adibite ad abitazione principale, con particolare riguardo al numero dei figli a carico», si legge nel testo.

Compartecipazione dei comuni all’Irpef al 2 per cento
Disco verde anche alla compartecipazione dei comuni all’Irpef al 2% e sanzioni quadruplicate per chi non denuncerà le case “fantasma” e il 75% andrà come premio ai comuni che s’impegneranno nell’attività per scovarle. Su questo secondo punto, si legge nel testo: «A decorrere dal primo aprile 2011 gli importi minimo e massimo della sanzione amministrativa prevista per l’inadempimento degli obblighi di dichiarazione agli uffici dell’agenzia del Territorio degli immobili e delle variazioni di consistenza o di destinazione dei medesimi sono quadruplicati; il 75% dell’importo delle sanzioni irrogate a decorrere dalla predetta data é devoluto al comune ove é ubicato l’immobile interessato».

 Arriva l’Imu, ma dal 2014 e solo sulle seconde case
Dal 2014, prevede ancora il decreto sul fisco municipale, i comuni avranno l’Imu, che non si applica sull’abitazione principale, e la cui aliquota sarà determinata annualmente con la manovra finanziaria. I comuni però avranno la facoltà di aumentarla o diminuirla «sino a 0,3 punti percentuali». Se l’immobile é locato l’aliquota é dimezzata e lo stesso é possibile «nel caso di immobili non produttivi di reddito fondiario ovvero posseduti dai soggetti passivi d’imposta sul reddito delle società». In questi ultimi due casi, il comune può variare l’aliquota, in aumento o in diminuzione, fino a ulteriori 0,2 punti percentuali.

Dal 2014 tassa vendite immobili al 9 per cento
Dal 2014, le compravendite immobiliari saranno tassate al 9% con aliquota ridotta al 2% nel caso di prime case, a eccezione di case di lusso, castelli e ville. Ai Comuni andrà il 30% del gettito.

I comuni incasseranno la metà di quanto recuperato con la lotta all’evasione fiscale
Sale poi al 50%, anziché al 33% attuale, quanto incasseranno i comuni dalla lotta all’evasione fiscale. «È elevata al 50% la quota dei tributi statali riconosciuta ai comuni» impegnati nella lotta all’evasione fiscale, si legge nel decreto legislativo sul federalismo fiscale depositato dal governo in Parlamento. «La quota del 50% – continua il testo – é attribuita ai Comuni in via provvisoria anche in relazione alle somme riscosse a titolo non definitivo. Con decreto del ministro dell’Economia, sentita la Conferenza Stato-Città, sono stabilite le modalità di recupero delle somme attribuite ai Comuni in via provvisoria e rimborsate ai contribuenti a qualunque titolo».

Fonte: ilsole24ore

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