Specialisti in appartamenti in affitto

Le associazioni richiedono IMU al 4 per mille per gli affitti a canone concordato.

maggio 3, 2013 • Affitto, Attualità, Casa, Economia, Edilizia sociale, Imu, Inquilini, Problema abitativo, Proprietari, Società, Tasse

 

Una priorità, per realizzare obiettivi di ripresa economica e di tenuta sociale, é proprio quella di sviluppare il mercato dell’affitto in modo tale da contrastare la crisi del mercato immobiliare e di incentivare cosí l’attivitá edilizia e delle imprese. Tutto ció sará possibile se lo Stato assumerá iniziative coerenti ma soprattutto se la fiscalitá immobiliare si adeguerá a principi di equitá e razionalitá, come si sta verificando nella zona di Bologna.

Le associazioni quali Appc, Asppi, Confedilizia e Unioncasa propongono al governo Letta quattro misure immediate da adottare:

  • revisione complessiva dell’Imu e aliquota ridotta del 4 per mille per i contratti di locazione a canone concordato;
  • slittamento al 2014 dell’entrata in vigore della Tares;
  • scorporo della riforma del Catasto dalla delega fiscale varata dal Governo Monti;
  • proroga delle detrazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni edilizie e del 55% per le riqualificazioni energetiche degli edifici.

Aliquota ridotta del 4 per mille per i contratti di locazione a canone concordato

Le associazioni ritengono fondamentale applicare l’aliquota del 4 per mille alle locazioni a canone concordato. Tali contratti risultano al momento gli unici strumenti esistenti a favore degli inquilini piú deboli e un’opportunitá per quei locatori che intendono affittare a condizioni agevolate.

L’incentivo all’affitto é una delle misure che il Premier Letta ha annunciato nel suo discorso alle Camere: gli incentivi  ”potrebbero essere di carattere fiscale e altri di carattere normativo ma comunque incidendo sui canoni”.  Come spiega anche il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani “Erano 20 anni che un premier non ne parlava”,  commenta soddisfatto il numero uno di Confedilizia il quale, nell’intervista, ha ricordato che “la proprietà diffusa, negli anni scorsi, firmando accordi territoriali con le organizzazioni degli inquilini, aveva messo in pista i canoni concordati che avevano dato una casa a tanti italiani non abbienti. Nel frattempo però Imu e fiscalità hanno reso questa disponibilità un capestro. E gli accordi saltano e non si fanno più. Stiamo parlando di 218.891 affitti, quasi il 6% del totale. Qualcosa che riguarda probabilmente oltre un milione di italiani”.

Far slittare al 2014 l’entrata in vigore della Tares

La Tares é il nuovo tributo sui rifiuti che contiene una maggiorazione per finanziare i servizi indivisibili dei Comuni. Si richiede che il Governo riesamini e corregga i meccanismi del tributo, considerati iniqui dalle associazioni. Tale maggiorazione era stata prevista in una situazione che escludeva le abitazioni principali dal pagamento dell’Imu ma ora, con l’Imu estesa alle abitazioni principali, tale maggiorazione non ha più motivazioni ragionevoli.

La riforma del Catasto va scorporata dalla delega fiscale

Viene richiesta dalle associazioni lo scorporo della riforma del Catasto dalla delega fiscale varata dal Governo Monti. Secondo quest’ultime si tratta di una questione troppo importante per essere affidata a meccanismi razionali quali gli algoritmi, senza nessun tipo di valutazione di merito sulla reale redditività e sul reale valore degli immobili.

Prorogare le detrazioni per le ristrutturazioni e per l’efficienza energetica

Infine Appc, Asppi, Confedilizia e Unioncasa chiedono la proroga dei termini per le detrazioni fiscali relative alle ristrutturazioni edilizie (50%) e al recupero di efficienza energetica degli immobili (55%). Tale provvedimento affermano che aiuterebbe ad incentivare investimenti privati e darebbe impulso all’attività delle imprese piccole e medie.

Fonte: casaeclima

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4 Risposte a Le associazioni richiedono IMU al 4 per mille per gli affitti a canone concordato.

  1. Lorenzo scrive:

    Sempre per favorire le compravendite immobiliari che attualmente languono, un’idea per le seconde case potrebbe essere quella di lasciare inalterata (se non è possibile ridurla) l’aliquota attuale dell’imposta di registro. Però – per un importo pari alla suametà – dando all’acquirente un credito fiscale da far valere sul mod. 730 (o Unico) in dieci anni.

  2. Valeria scrive:

    Bisognerebbe anche rimodulare l’IMU sulle seconde case in base al reddito reale e non a quello catastale: chi possiede una o più case non possiede sempre, in automatico, i soldi per pagare questa IMU triplicata rispetto alla vecchia ICI

  3. MORENO scrive:

    NON SI PUO’ PAGARE 460 EURO DI IMU SU UN AFFITTO DI DI 300 MENSILI!!!!!!!! E POI NON POTERLO NEMMENO DETRARRE DAL 730 RIPAGANDOCI SOPRA L’IRPEF STATO LADRO!!!!!!

  4. michele scrive:

    non ho parole……. solo parolaccie….
    Vivere in italia significare subire violenza dallo stato continuamente…..mi vergogno di essere nato in questo paese, preferivo l’Africa,
    Probabilmente sarei morto di fame a 40 anni ma non avrei voluto subire le imposizioni di questo paese di merça con questi ladroni che a turno ci pigliano per il culo….. na volta uno e poi l’altro
    petr stare bene in questo paese devi evadere il fisco, rubare, elemosinare, e non avere nulla…..
    allora si che ci puoi vivere…..

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