Specialisti in appartamenti in affitto

Conosco un posticino… Ca ‘Dario: il palazzo maledetto

Conosco un posticino… Ca ‘Dario: il palazzo maledetto

febbraio 25, 2015 • Guida cittá

Ca' Dario è uno dei più bei palazzi di Venezia, situato nel Canal Grande è uno dei gioielli dell’architettura gotica e rinascimentale. Ma la vera ragione per cui questo edificio è noto, è la sua maledizione: i loro proprietari sono destinati a andare in bancarotta o morire violentemente.

Nel 1479 è iniziata la costruzione di questo palazzo nel sestiere di Dorsoduro. Questo edificio è diventato un simbolo della città, per la sua facciata unica ed i suoi camini. Artisti come il pittore Claude Monet o il poeta Henri de Régnier rimassero stupiti della belleza di questo palazzo.Ma a causa delle disgrazie che soffrivano i loro differenti proprietari, ha acquisito ben presto lo status di palazzo maledetto. Infatti, la scritta all’ingresso, è stata modificata e recita: “SVB RVINA INSIDIOSA GENERO” (“Io genero sotto una insidiosa rovina”).

Conosco un posticino… Ca ‘Dario: il palazzo maledetto

Coloro che camminano attraverso il Canal Grande di Venezia, sicuramente hanno sentito parlare della maledizione di questo famoso palazzo. Ma non tutti sanno che non si tratta di una ciarla o uno scherzo. Una lunga lista di eventi tragici animano questa leggenda che rimane tragica fino ad oggi.

Per gli scettici, di seguito vi elenchiamo le vittime del palazzo Ca’ Dario di Venezia:

· Il primo tragico evento si era già verificato con i primi proprietari di Ca ‘Dario. Marietta, figlia del costruttore del palazzo, Giovanni Dario, si suicidò dopo il fallimento economico del marito, Vincenzo Barbaro, che è stato accoltellato a morte. Il loro figlio ha avuto anch’ egli una tragica fine, è stato ucciso in un agguato.

Conosco un posticino… Ca 'Dario

· Nel XIX secolo la famiglia Barbaro ha venduto la casa ad Arbit Abdoll, un commerciante di pietre preziose, che andò in bancarotta poco dopo l’acquisto della casa.

· In seguito, è stato trasferito agli inglesi Radon Brown, che si è suicidato con il suo inquilino, poi si scoprì che erano gay e amanti. Un altro proprietario omosessuale, l’americano Charles Briggs, è fuggito in Messico a causa delle critiche della società veneziana, dove il suo fidanzato si era suicidato.

· Dopo di loro, il famoso tenore Mario Del Monaco ha avuto un incidente con la sua auto mentre andava a Venezia per chiudere l’acquisto del Palazzo.

· Nel 1970 Raoul, un marinaio serbo diciottenne, ha ammazzato nel palazzo, con una statua di bronzo, il suo amante e proprietario di Ca ‘Dario, il conte Filippo Giordano delle Lanze. Raoul fuggì a Londra, dove è stato ucciso.

· Nel 1974, Christopher Lambert, manager dei The Who, ha comprato il palazzo, da quel momento è peggiorata la sua dipendenza dagli stupefacenti e ha perso tutti i suoi soldi, poco dopo è morto dopo essere caduto giù per le scale della casa di Londra di sua madre.

Conosco un posticino… Ca ‘Dario: il palazzo maledetto

· Lambert ha venduto la casa a un uomo d’affari veneziano, Fabrizio Ferrari, che si stabilì con la sorella Nicoletta, che morì in un tragico incidente stradale. Fabrizio poco dopo ha subito un crollo finanziario ed è stato arrestato per aver picchiato una modella.

· L’ultima vittima italiana di Ca ‘Dario è stata il magnate italiano Raoul Gardini, che si è suicidato nel 1993 con uno sparo, era avvolto nello scandalo di Tangentopoli.

· Nel 2002, una settimana dopo aver affittato il palazzo, il bassista John Entwistle, morì per un attacco cardiaco.

Oggi l’edificio appartiene a una società americana, il cui proprietario ha scelto di rimanere anonimo.

Dopo aver letto questa lista, di certo sembra più credibile la teoria della maledizione di Ca’ Dario. Se siete interessati ad acquistare questo palazzo, vi consigliamo di pensarci bene.

Share

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

/html>