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Richiesta contributi per l’accessibilità degli edifici

Richiesta contributi per abbattimento barriere architettoniche

luglio 22, 2015 • Edilizia sociale, Preferiti

La legge n. 13 del 1989 vuol favorire l’abbattimento delle barriere architettoniche prevedendo anche tutta una serie di contributi per le spese sostenute da privati cittadini che si trovino in una situazione di disabilità e la cui dimora non sia accessibile.

Come abbiamo visto nel nostro precedente post sulle barriere architettoniche, “Barriere architettoniche e condominio, cosa dice la legge” sono stati previsti tutta una serie di contributi a favore dei privati cittadini che affrontino una spesa per l’abbattimento di barriere architettoniche. Ora ci soffermeremo su come richiederne i contributi.

Come presentare la domanda:

La domanda va presentata al sindaco del comune in cui è sito l’immobile, in carta da bollo, entro il 1 marzo di ogni anno dal disabile (o da chi ne esercita la tutela).

Non possono presentare domanda altri soggetti, ad esempio il propietario dell’immobile o l’amministratore, ma potranno prepararne la richiesta che andrà poi sottoscritta dalla persona disabile.

Ciò significa che quando i contributi vengono richiesti dal condominio stesso, sarà il disabile a presentare la domanda, anche se il beneficiario del contributo sarà poi chi ha sostenuto effettivamente la spesa.

Nella domanda, infatti, deve essere indicato il soggetto avente diritto ai contributi, che deve identificarsi in chi ha effettivamente sostenuto le spese per la realizzazione dell’opera.

Questi può pertanto coincidere con il disabile che ha presentato la domanda qualora sia lui a sostenere la spesa, oppure può essere il familiare cui il disabile è fiscalmente a carico.

In sintesi: a presentare la domanda è sempre il disabile (o il curatore o il tutore), il beneficiario dei contributi, invece, può essere anche un’altra persona che abbia effettivamente sostenuto la spesa, anche il condominio, se la spesa viene sostenuta dall’entità, a nome dell’amministratore.

Cosa va allegato alla domanda:

La descrizione delle opere e della spesa prevista.

Esempio di Domanda per la Concessione del Contributo

Il certificato medico e una autocertificazione:

  • il certificato medico, in carta semplice, può essere redatto e sottoscritto, da qualsiasi medico, e deve attestare l’handicap del richiedente. Se si tratta di un disabile totale, nel caso in cui voglia avvalersi della precedenza nell’assegnazione dei contributi, deve allegare anche la certificazione dell’ASL;
  • L’autocertificazione deve invece specificare l’ubicazione dell’immobile dove risiede il richiedente e su cui si vuole intervenire e vanno descritti in breve gli ostacoli alla mobilità presenti.

Esempio di autocertificazione

Va precisato che per accedere a tali contributi il disabile deve risiedere stabilmente e averne abituale dimora. Non vengono elargiti contributi nel caso in cui la dimora sia solo saltuaria, stagionale o precaria.

Gli interventi potranno però esser richiesti per immobili o unità immobiliari in cui il richiedente intende stabilirne dimora fissa in un momento successivo alla presentazione della domanda di contributi.

Una volta presentata la domanda si può procedere alla realizzazione delle opere senza attendere l’iter amministrativo di accettazione, ma si corre il rischio della mancata concessione dei contributi.

  • I contributi

I contributi verranno calcolati sulla base delle spese effettivamente sostenute, se inferiori al preventivo, o sul preventivo presentato, se queste risulteranno superiori.

Va però precisato che i finanziamenti alla legge 13/1989 sono stati erogati in forma discontinua nel corso degli anni, pertanto quanto previsto dalla legge non sempre veniva poi erogato secondo le entità previste.

Ad ogni modo l’erogazione del contributo avviene dopo l’esecuzione dell’opera ed in base alle fatture debitamente quietanzate: il richiedente ha pertanto l’onere di comunicare al sindaco la conclusione del lavori con trasmissione della fattura.

Le domande non soddisfatte nell’anno per insufficienza di fondi restano comunque valide per gli anni successivi, senza la necessità di una nuova verifica di ammissibilità: esse tuttavia perdono efficacia qualora vengano meno i presupposti del diritto al contributo (ad esempio: trasferimento dell’istante in altra dimora).

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