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Affitti Shock: lo sgombero a Re di Roma

Affitti Shock: lo sgombero a Re di Roma

marzo 26, 2015 • Uncategorized

Vivere in affitto, magari lontano da casa e per la prima volta nella vita, può essere molto emozionante... Affitti Shock è una nuova categoria del nostro blog in cui vi presenteremo delle situazioni tragicomiche, paradossali veramente accadute!

Avete storie da raccontarci? Scriveteci! Il primo episodio ci viene raccontato da un amico, arrivato a Roma per frequentare un corso di studi.

È tutto cosí cool

Era la mia prima esperienza lontano e fuori da casa, scelsi la città eterna, Roma. Ero entusiasta, tutto mi sembrava cosí affascinante e con un incanto che non riuscivo a spiegarmi. Perfino le cose più schifose della mia nuova casa mi sembravano affascinanti.  Prendevo tutto con filosofia e con un gran sorriso sulle labbra. La porta non si chiude correttamente? Non c’è problema! I resti del cibo accumulati nel lavandino della cucina uscivano dallo scarico della doccia? Posso sopravvivere!

 

Storie shockanti: Sgombero a Re di Roma

 

Re di Roma: il mio quartiere

Ero nella estenuante fase di ricerca di un alloggio, e tutti sanno che cercare casa in affitto a Roma, o peggio una camera in un appartamento in condivisione non è proprio la cosa piú facile del mondo. Dopo varie ricerche trovai un annuncio che sembrava perfetto ed effettivamente qualcosa avrebbe dovuto farmi insospettire, ma  la mia ingenuità mi fece pensare di essere solo un ragazzo fortunato. La casa in questione si trovava tra le fermate della metropolitana di San Giovanni e Re di Roma, il prezzo era onesto e un po’ meno caro di tutte le altre, 400 euro per una camera, spese incluse.  Avrei condiviso la casa con altre quattro persone: io, Giuseppe il proprietario di casa e due studentesse in Erasmus, una tedesca ed una svizzera, bionde e sorridenti. Non potevo essere piú soddisfatto.

 

Storie shockanti: Sgombero a Re di Roma

 Il “proprietario di casa”

Durante la prima visita all’ appartamento, Giuseppe si presentó come la persona piú tranquilla ed amabile del mondo. Niente gli dava fastidio, per lui tutti erano amici ed i benvenuti in casa e mi rassicuró sul fatto che non si sarebbe mai comportato come il padrone assoluto della casa (dopo capii il perchè).

Era un tipo sui 40 anni, veniva da un paese fuori Roma, ed occupava come me e le altre ragazze una delle stanze. La convivenza con Giuseppe si riveló un po’ diversa da come l’aveva spiegata. Molto pignolo, c’erano giorni in cui era impossibile rivolgergli la parola. Sembrava sempre molto nervoso ed era un continuo lamentarsi: “Ma nessuno vi ha insegnato come si pulisce il pavimento? Devi proprio fare tutto questo casino per cucinare due uova?” Queste erano le sue frasi preferite.

 

Storie shockanti: Sgombero a Re di Roma

 Una convivenza apparentemente tranquilla

Sono un tipo piuttosto istintivo, ma non ho mai risposto male a Giuseppe, mi sono sempre trattenuto. D’altra parte l’affitto che pagavo (soldi sempre in cash e consegnati direttamente nelle sue mani) era economico rispetto alle camere della zona e lui trascorreva molto spesso lunghi  e misteriosi periodi fuori di casa.  Nè e me nè alle due coinquiline era chiaro quale fosse la sua professione. Quando curiosi cercavamo di sapere qualcosa di piú sulla sua vita ricevevamo sempre risposte vaghe, contraddittorie ed ambigue. Ci rinunciammo presto.

Passarono tre mesi tranquilli di convivenza piacevole, forse il periodo piú divertente della mia vita. Imparai deliziose ricette svizzere, mangiai tanto cioccolato, appresi parolaccie in tedesco e mi resi conto che non era poi così male farsi la doccia con acqua fredda. Ma qualcosa stava per cambiare…

 

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Delle dormite splendide

Arrivó Natale, Capodanno ed infine gennaio. Si prospettava un altro anno pieno di avventure e mi sentivo FELICE. Giuseppe non si vedeva da piú di un mese, era partito per le vacanze natalizie e non era ancora tornato… forse il mio benessere psico-fisico era dovuto anche a questo motivo. Ero talmente rilassato che la qualità del mio sonno era ottimo. La finestra di camera mia era vecchia, non riparava dal freddo ed ancora meno filtrava i rumori della strada, la trafficatissima Appia Nuova. Questo ovviamente per me non era un problema. Era vintage ed io ero sereno.

 Affitti Shock: lo sgombero a Re di Roma

 Quella mattina di gennaio…

Erano circa le 8:30 del 25 gennaio. Qualcosa stava cambiando per sempre ma io ancora non lo sapevo ed ero ancora in una fase REM dalla qualità degna del letargo di un orso. Le mie coinquiline mi dissero dopo che ci misi ben 5 minuti a svegliarmi e prendere conoscienza. Ricordo di aprire gli occhi e trovarmi di fronte ad una scena isterica: le mie coinquiline in lacrime, gridando cose incomprensibili in tedesco. Ricordo di avere pensato: “Ok, avranno trovato l’ennesimo ragno in bagno” ed invece…

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 Quel maledetto pigiama

Svegliato dalle urla e confuso dalla lacrime delle coinquiline non avevo minimamente idea di cosa stava accadendo. Mi sembrava una reazione eccessiva per un insetto nel bagno. Non si sono ancora abituate?!

Qualcosa di spaventoso stava sicuramente succedendo, ma ancora piú spaventosa era la mia tenuta da notte. Mia madre mi aveva messo in valigia un pigiama a fiori che per tutta la vita mi ero rifiutato di indossare, ma un giorno dato che la lavatrice per l’ennesima volta era guasta avevo deciso di provarlo e l’avevo trovato molto, molto comodo. Diventó la mia mise preferita ed ovviamente era quello che indossavo anche quella maledetta mattina di gennaio.

 

Storie shockanti: Sgombero a Re di Roma

Non volevo alzarmi dal letto, non volevo che quelle due splendide ragazze bionde mi vedessero in questa tenuta, ma non ebbi molto tempo di cambiarmi d’abiti. La porta si aprì  di scatto e fecero incursione in casa né più né meno di 15 poliziotti, gridando, armati e protetti con degli scudi e caschi, in tenuta antisommossa.

Storie shockanti: Sgombero a Re di Roma

 

Dopo lo shock, la confusione e gli urli,  siamo riusciti a fare chiarezza con la polizia, che ci ha spiegato, non molto gentilmente, la situazione. Abbiamo scoperto che Giuseppe, il proprietario di casa, non si chiamava Giuseppe e soprattutto non era il proprietario di casa. Aveva occupato illegalmente l’appartamento due anni prima, rubava l’elettricità del condominio usando i cavi del corridoio (meno male che era inclusa nel prezzo, pensai).

 

Storie shockanti: Sgombero a Re di Roma

 

La situazione era la seguente: alle 8 del mattino, senza aver fatto colazione, ho scoperto di essere stato truffato in modo significativo durante più di tre mesi, la polizia ci diede solo un quarto d’ora per raccogliere le nostre cose ed abbandonare la casa insieme a loro. 15 minuti più tardi mi trovavo in una macchina della polizia, non avevo un posto dove dormire ed indossavo un orrendo pigiama a fiori.

 

Storie shockanti: Sgombero a Re di Roma

 

Alla fine, tutto si è concluso in modo più o meno felice: degli amici mi hanno accolto nella loro casa fino a quando ho trovato un’altra stanza (questa volta ho firmato un contratto) e, dopo un paio di mesi e dopo aver testimoniato davanti a un giudice, la polizia ci ha permesso di tornare a casa per prendere le cose che avevamo dimenticato quella mattina di gennaio. Io e le mie bionde ex coinquiline abbiamo deciso di appropriarci delle cose di valore di Giuseppe, che probabilmente acquistò con i soldi che ci aveva rubato.

 

Storie shockanti: Sgombero a Re di Roma

 

Fu una vendetta innocente ed assurda. Assurda come quella mattina di gennaio, in cui ho deciso che, nonostante facesse freddo, non avrei mai più indossato un pigiama a fiori in vita mia. Ciao “Giuseppe”. Mi hai dato una lezione che ricorderò per sempre.

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