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Graffiti: reato meno grave se il muro era già sporco

Graffiti: reato meno grave se il muro era già sporco

maggio 2, 2016 • Arredo urbano, Preferiti

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha deciso che se i writers commettono un reato meno grave se disegnano su muri già sporchi.

Il caso che vi presentiamo oggi è la sentenza 16731, la Seconda sezione penale della Cassazione in relazione a “Manuinvisibile” , un ragazzo sardo writer che aveva scritto su un muro nei pressi della stazione ferroviaria di Lambrate a Milano. Il ragazzo è stato assolto in primo grado, evidenziando che ”la parete in questione era già stata completamente imbrattata e deturpata da ignoti” e che il ragazzo “aveva agito con l’intento di abbellire la facciata e di effettuare un intervento riparatore realizzando un’opera di oggettivo valore artistico“.

Tra l’altro, lo stesso Comune di Milano, ha dichiarato di apprezzare le doti artistiche del writer che effettivamente era stato il vincitore di un bando inteso a rivalutare piazza Schiavone nel quartiere Bovisa mediante l’intervento di uno street artist“.

Graffiti: reato meno grave se il muro era già sporco

Esecuzione di una iniziativa artistica non imbrattamento

La Corte di Appello di Milano, con sentenza del 28 aprile 2015, ha stabilito l’assoluzione completa del primo grado ed ha confermato che il writer non è punibile anche perché il muro su cui aveva disegnato, era giá stato imbrattato precedentemente da persone ignote.

Le polemiche sono comunque state tante e l’opionie pubblica si divide tra chi pensa che i graffiti siano arte e chi pensa sia puro vandalismo. Scrivere sui muri rimane un reato “astrattamente configurabile”

La Suprema Corte ha negato il ricorso con il quale il Procuratore generale della Corte di Appello di Milano richiedeva la condanna del ragazzo, dato che non sussisteva alcuna prova dell’esiguità del danno, “tale non potendosi considerare quello che, a detta della stessa Corte di Appello, potrebbe essere rimosso solo con l’intervento di un imbianchino”.

Inoltre, il pg ha fatto notare che non viene menzionato niente a proposito dei “costi necessari all’esecuzione dell’intervento di ripristino, senza calcolare che la copertura dei graffiti precedenti con un disegno di ancora più ampie dimensioni rende ancor più problematica l’opera di ripulitura”. Tra l’altro, “la firma “Manuinvisibile.com” richiama il sito Internet dell’imputato, e si puó quindi considerare attività scopo pubblicitario e quindi di lucro.

Gli ermellini hanno ritenuto “inammissibile” il ricorso del Pg, ritenuto esageratamente severo nei confronti del ragazzo incensurato.

La street art è diffusissima in tutte le città itraliane e la legge cerca di proteggere i cittadini, le abitazioni ed i muri pubblici prendendo provvedimenti penali ed amministrativi contro i writers, oltre a norme disposte da regolamenti e ordinanze comunali.

Qual è la vostra opinione? I graffiti sono una forma d’arte o vandalismo?

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