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Airbnb: emendamento anti evasione per gli affitti di breve periodo

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novembre 17, 2016 • Attualità, Preferiti

La Commissione Finanze ha approvato un emendamento del PD che prevede, alle locazioni di breve periodo, l’applicazione della cedolare secca del 21% e che il proprietario e l'intermediario siano "responsabili in solido" del versamento al fisco.

Chi fino ad oggi ha affittato camere, case o castelli  per breve periodo senza aver mai dichiarato l’avvio dell’attività, ma svolgendola su Airbnb, non potrà più nascondersi. Infatti, Presso l’Agenzia delle Entrate nascerà il Registro unico nazionale delle attività extralberghiere non imprenditoriali: con le generalità dei soggetti che svolgono questa attività e le informazioni relativi agli immobili messi in affitto.

Il proprietario che offre ospitalità in appartamenti privati o l’intermediario delegato dovranno trasmettere la comunicazione relativa all’attività all’Agenzia delle Entrate per l’iscrizione degli immobili nel registro.

La “ norma Airbnb“, così è stata ribatezzata, si applicherà ai tutti quei portali che fanno da tramite tra chi è alla ricerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi e le persone che offrono la propria abitazione.

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Quali sono le tipologie di affitti temporanei?

  • Hostel o Ostelli
  • Affittacamere o Guest House
  • Ostelli per la Gioventù
  • Case e Appartamenti per vacanze
  • Bed & Breakfast
  • Country House

Inoltre, in questa lotta all’evasione, l’Agenzia delle Entrate ha fatto inserire una clausola antievasione con la responsabilità “in solido”  sul pagamento delle tasse da parte del privato e dell’intermediario.

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Il canone relativo alle locazioni di breve periodo sarà soggetto alla cosiddetta “cedolare secca, l’imposta in vigore per gli affitti, con un’aliquota al 21%. Gli intermediari come AirBnb dovranno diventare sostituti di imposta e, dunque, provvedere al versamento al fisco per conto di chi affitta. Ne consegue che dovranno avere una partita Iva italiana.

Così come avviene per alberghi e strutture ricettive tradizionali anche a questa tipologia di affitti si applicherà l’imposta di soggiorno.

Secondo una stima di Federalberghi, Airbnb ha raccolto introiti pari a 2,4 miliardi di euro nel 2014, con un’evasione fiscale superiore a 110 milioni a cui vanno aggiunti 57 milioni di tasse di soggiorno non versate.

fonte: ilfattoquotidiano

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