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Ristrutturazione della casa: quali permessi sono necessari?

Ristrutturazione della casa: quali permessi sono necessari?

luglio 25, 2016 • Edilizia sostenibile, Preferiti

Volete fare dei lavori in casa ma non sapete quali permessi sono necessari? Non sapete se ricorrere a un architetto? In questo articolo vedremo passo per passo quali permessi chiedere a seconda dei tipi di ristrutturazione che andrete a fare .

Prima di addentrarci nella vasta tematica delle ristrutturazione bisogna fare una distinzione tra ristrutturazione ordinaria, ristrutturazione straordinaria e interventi più complessi che richiedono una vera e propia concessione edilizia.

Ristrutturazione ordinaria

Nella ristrutturazione ordinaria rientrano tutti quei lavori  che puntano all’abbellimento dell’appartamento senza intaccare la struttura dell’edificio.

In generale possiamo affermare che si tratta di lavori che possono essere  realizzati autonomamente a patto che questi siano minimamente invasivi: opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad  mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.

Potete risistemare il bagno, la cucina o il salone, cambiare le piastrelle e i pavimenti . Se volete innovare i colori delle pareti, la carta da parati o riarredare la casa non dovete avvisare nessuno.

Semmai sarà buona educazione avvisare l’amministratore del condominio delle vostre intenzioni.

Ristrutturazione straordinaria

Se pensate di  spostare o abbattere dei muri interni, oppure ristrutturare il solaio o inserire una scala interna, in questo caso il percorso da seguire è diverso.

Stiamo parlando di opere di ristrutturazione straordinaria per la quale sarà necessario un tecnico che presenti un CIL o CILA (comunicazione di inizio lavori), una pratica che comprende una relazione tecnica di verifica delle normative. Di solito l’ufficio che si occupa di queste pratiche è il settore Edilizia Privata.

La denuncia di inizio attività (Dia) sarà presentata dal professionista e accompagnata da una relazione tecnica da lui eseguita.
Nella domanda di inizio lavori si dovrà dichiarare che le opere eseguite sono effettivamente quelle descritte nella relazione e che l’immobile non è vincolato.

La concessione edilizia

Ancora più complesse sono le pratiche quando si deve procedere a una ristrutturazione interna ed esterna dell’edificio.

Il restauro di un edificio o il suo risanamento conservativo rientrano nelle specifiche attività della SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) che tratta interventi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità.
In questo caso si deve richiedere una vera e propria concessione edilizia, cioè l’autorizzazione del tutto simile a quella che si richiede quando c’è da costruire un nuovo edificio.

La prassi è abbastanza simile a quella della ristrutturazione straordinaria ma i tempi di approvazione sono più lunghi.

Come possiamo dedurre,  anche in questo caso, non possiamo  prescindere dalla consulenza di un professionista per la stesura del progetto, per l’adempimento di tutte le pratiche burocratiche e per la direzione dei lavori.

 

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