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Installazione dell’ ascensore in condominio

Istallazione dell’ ascensore in condominio

febbraio 19, 2016 • Preferiti, Problema abitativo

Secondo il principio di accessibilitá l’installazione di un ascensore deve essere volta a favorire un migliore acceso a tutti gli appartamenti ed inquilini dell’edificio in cui si istalla.

L’installazione di un ascensore all’interno di un edificio privato si rifá alla legge n. 13 del 1989 che tratta di abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati.

Più precisamente l’articolo 2, lettera “G” del D.M. 236/89  che menziona il principio della accessibilità come:

“La possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia”.

Certo è che in caso di installazione di un ascensore che non da servizio a tutti i piani dell’edificio ma solo ad alcuni, da diritto agli inquilini esclusi dal servizio di ricorrere al TAR competente per bloccare il provvedimento che autorizza l’installazione dell’ascensore.

Pertanto va sottolineato che il principio della accessibilità non puà escludere nessun condomino nè comportare una riduzione od una compressione dell’accessibilità agli altri appartamenti ed agli spazi comuni.

A tale conclusione si arrivà con la presentazione di un caso concreto successo a Roma, in cui, un’ inquilina di un edificio presente nel centro storico, impugnò il provvedimento di autorizzazione edilizia per un ascensore al Tar di competenza.

Istallazione dell’ ascensore in condominio

Il condominio, infatti, col fine di eliminare le barriere architettoniche presentó un progetto al Comune di Roma per la realizzazione di un impianto ascensore, che peró prevedeva la riduzione delle rampe presenti nell’edificio.

Tale impianto ascensore inoltre non prevedeva la fermata al piano  in cui é ubicato l’immobile della condomina. Per tale ragione, e per il fatto che l’assemblea di condominio non era stata messa al corrente del progetto,  presentò ricorso al Tar e vinse la causa.

La Sentenza con cui vinceva la causa é la n 11423 del 2016 depositata il 18 gennaio 2016. In cui il TAR Lazio, esaminato il carteggio, constatava che l’autorizzazione edilizia presentata dall’amministratore era irregolare, poiché si poneva in violazione delle previsioni di cui all’articolo 23, comma primo, del DPR 380/2001 , ovvero era necessaria la preventiva acquisizione della volontà assembleare.

Se anche a voi é successo un caso simile a quello riportato scriveteci alla Community e domandate ai nostri esperti.

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