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Prescrizione TARI: tassa sui rifiuti, cosa bisogna sapere

Tassa sui rifiuti

settembre 27, 2016 • Preferiti, Tasse

La tassa sui rifiuti, oggi nota come TARI, sostiuendosi alla TARES, TARSU e alla TIA, è entrata in vigore nel 2014.

Tale imposta è costituita da una componente fissa, corrispondente al costo del servizio, e da una componente variabile che è proporzionale alla quantità di rifiuti prodotta.

“Deve pagarla chi ha il possesso di immobili aree scoperte, adibiti a qualsiasi uso, suscettibili di produrre rifiuti urbani”.

Tassa sui rifiuti

COME CALCOLARE LA TASSA SUI RIFIUTI

Per calcolare la tassa sui rifiuti sulle unità immobiliari e non, occorre sempre far riferimento alla superficie calpestabile.

“Si calcola in base alla tariffa commisurata ad anno solare. La tariffa, a sua volta, fa riferimento alla superficie dei locali e delle aree oggetto del tributo, essendo poi commisurata a quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in riferimento agli usi, oltre che al tipo di attività svolte”.

Nei parametri per il calcolo della Tari, influisce anche il numero di abitanti e la rendita catastale della Vostra casa o immobile tassato e, naturalmente l’aliquota che ogni Comune avrà adottato.

Tassa sui rifiuti

SCADENZE E PRESCRIZIONI

Le scadenze per il pagamento della tassa vengono fissate da ciascun Comune, stabilendo, normalmente,  almeno due rate con scadenza semestrale. Si ricordi inoltre che è comunque possibile effettuare il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ogni anno.

Molti cittadini, tuttavia, si chiedono qual è il termine di prescrizione di questa tassa, ovvero dopo quanti anni, il Comune, tramite Equitalia ha il diritto di procedere alla riscossione della tassa sui rifiuti?

La richiesta di pagamento della Tari deve avvenire entro e non oltre la fine del 5° anno successivo a quello in cui il versamento sarebbe stato effettuato. Nel 2016 la prescrizione è avvenuta per gli arretrati relativi al 2010 e a quelli degli anni anteriori al 2010.

Tuttavia, può capitare che nell’arco di tale periodo  arrivi un sollecito di pagamento: in questo caso viene interrotto il termine di prescrizione, e ricomincia di nuovo a decorrere da capo dal giorno successivo al ricevimento dell’atto interruttivo.

La prescrizione dunque è quinquennale salvo che il contribuente abbia presentato opposizione contro la cartella o contro l’ingiunzione e ha perso la causa. In questo caso passa da 5 anni a 10.

Il Comune deve sempre spedire una raccomandata con ricevuta di ritorno in modo da sollecitare  il contribuente a regolarizzare la sua posizione. Qualora però il contribuente riceva una richiesta di pagamento quando ormai la TARI (la TARES o la TARSU) si è prescritta, occorre presentare un’ istanza in autotutela al Comune, con raccomanda.

fonte: BlastingNews

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