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È obbligatorio ritinteggiare quando scade il contratto di affitto?

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novembre 8, 2017 • Inquilini, Preferiti

Stai per lasciare la casa in affitto e ti assale un dubbio: dovró ridipingere casa prima di andarmene? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.

Ecco cosa dicono la Cassazione e le relative sentenze dei giudici supremi.

Normalmente  giudici non prendono alla lettera la clausola del contratto che recita che l’inquilino deve «riconsegnare l’appartamento nello stesso stato in cui l’ha avuto», facendovi rientrare anche l’obbligo della tinteggiatura dei muri.

La giurisprudenza maggioritaria invece è del parere opposto. Ad esempio una sentenza facendo riferimento agli obblighi gravanti sul conduttore al momento della riconsegna dell’immobile al termine del rapporto locativo, rientrano nel normale degrado d’uso i fori da tasselli nel rivestimento della cucina derivanti dalla necessità di appendere pensili e i fori per il sostegno delle tende. Inoltre, la tinteggiatura non può essere posta a carico del conduttore, atteso che rientra nel normale degrado d’uso il fatto che dopo un certo periodo di tempo i mobili e i quadri lascino impronte sulle pareti.

L’inquilino deve sicuramente tinteggiare l’appartamento se ha fatto cambiamenti evidenti(per esempio, ha dipinto i muri con colori scuri o con dei graffiti).

Anche la Cassazione è d’accordo. Secondo la Corte, la clausola contenuta nel contratto di affitto che obbliga l’inquilino ad eliminare, al termine del rapporto, le conseguenze del deterioramento subito dall’appartamento per il suo normale uso (ponendo quindi a suo carico la spesa per la tinteggiatura delle pareti) è nulla. Essa infatti, addossando al conduttore una spesa di ordinaria manutenzione che invece la legge pone, di regola, a carico del locatore, attribuisce a quest’ultimo un vantaggio in aggiunta al canone, unico corrispettivo lecitamente pattuibile a carico del conduttore.

Secondo la Suprema Corte, l’impegno a ritinteggiare l’appartamento assunto volontariamente dall’affittuario è nullo perché tende ad assicurare al locatore il vantaggio, non consentitogli dalla legge, di non sopportare l’onere economico delle spese del deterioramento della cosa determinato da un uso normale della stessa, che è compensato in parte anche con il canone di locazione.

 

Fonte: laleggepertutti.it

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4 Risposte a È obbligatorio ritinteggiare quando scade il contratto di affitto?

  1. Ilaria scrive:

    Ciao, i muri vanno ridipinti anche se sono stati dipinti con colori molto diversi, per esempio prima erano bianchi e sono stati ridipinti di blu?

  2. simona scrive:

    meno male che è nulla. io però sn stata obbligata e l’ho fatto per non sentire le continue lamentele della proprietaria

  3. PAOLA scrive:

    Quando lascero’ l’appartamento dove vivo se il parquet presenta delle chiazze sarò obbligata a restituirlo “come nuovo?” o si può considerare usura. Premesso che la padrona ha 2 mesi di caparra, cioè 1000 euro.
    Saluti

  4. Marco scrive:

    Mi pare vi siano alcune incongruenze nella stessa maniera in cui l’articolo è esposto.
    Innanzitutto l’ordinaria manutenzione è di esclusivo carico del conduttore/inquilino, e non al locatore. Questo dice la legge!
    Inoltre, non si fa alcun riferimento alle sentenze. Si sappia che un grammo di realtà sposta una montagna di diritto! Se dunque l’inquilino per sue ragioni sta nell’appartamento solo un breve periodo, allora forse si pone la materia della effettiva necessità della ridipintura.
    Ma se l’immobile era stato consegnato come ridipinto, e l’inqulino vi ha soggiornato per una rgionevolmente lungo periodo di tempo, non vi è ragione che tenga che la ridipintura, la chiusura dei fori e la pulizia resti in carico all’inquilino uscente. Inutile cercare di ribaltare le cose confondendo le cose con la normale usura.
    Nel modo strumentale posto, anche qualunque riparazione la dovrebbe sostenere il locatore! In barba al fatto che l’utilizzatore è l’inquilino! Non a caso la legge pone a carico del locatore la sostituzione del bene quando ha terminato il suo ciclo di vita oppure quando, per lo stato di usura, è non conveniente la riparazione.
    La normale usura di cui alla legge è ad esempio quella che negli anni vede consumarsi il parquet, la ferramenta di serramenti, ecc. Per questa usura la legge prevede di non pretendere il relativo “valore di usura”.
    Dare notizie generiche, senza alcun riferimento alla realtà (e nel caso alle sentenze, che si muovono sempre su fatti reali) è fare cattiva informazione!

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