Specialisti in appartamenti in affitto

IMU e Tasi 2017: tra coniugi separati, chi paga?

IMU e Tasi 2017: tra coniugi separati, chi paga?

maggio 31, 2017 • Preferiti, Tasse

Ecco le regole in caso di separazione legale e gli obblighi del coniuge assegnatario della casa.

Si avvicinano le date di scadenza per i pagamenti delle tasse, ecco tutte le informazioni introdotte dalla Legge di Stabilità 2016, necessarie per sapere chi tra i due coniugi separati, dovrà pagare e chi è esentato.

Non vi è un’unica regola per quanto riguarda il pagamento di Imu e Tasi 2017. Bisogna specificare che i casi di esenzione dal pagamento delle due tasse e, nello specifico, i casi in cui Imu e Tasi non sono dovute nel caso di abitazione principale o di immobile assimilato ad abitazione principale.

La Tasi dovrà essere ripartita tra i due coniugi separati, l’Imu invece in caso di coniugi separati non è dovuta nel caso in cui il diritto di abitazione venga concesso al coniuge che stabilisca nella sede la propria dimora abituale.

IMU e Tasi 2017: tra coniugi separati, chi paga?

Vediamo a continuazione chi paga Imu e Tasi 2017 in caso di coniugi separati e quali sono i casi di esenzione in caso di separazione confermati anche nel 2017.

Anche per questo anno sono due le date e le scadenze da ricordare per il versamento delle imposte. L’acconto Imu e Tasi 2017 dovrà essere versato entro il 16 giugno 2017, e il calcolo dell’importo da pagare a titolo di imposta dovrà essere effettuato applicando le aliquote dei comuni relative alle delibere del 2016.

Il pagamento del saldo Imu e Tasi 2017 ha come scadenza il 16 dicembre 2017 ed in aggiunta all’importo ordinario, potrà essere applicato un conguaglio in base alle aliquote aggiornate al 2017 con le delibere dei singoli comuni.

Vediamo adesso nello specifico chi paga Imu e Tasi 2017 tra coniugi separati, casi di esenzione e divisione della spesa.

Imu 2017: chi paga in caso di coniugi separati

Se siamo nel caso di coniugi legalmente separati deciso da una sentenza del tribunale, quindi divorziati e con assegnazione della casa ad uno dei due coniugi, non è dovuta nel caso in cui l’immobile non rientri tra le abitazioni di lusso.

La legge stabilisce che a partire dall’ anno 2014, non si paga l’Imu per la casa coniugale assegnata al coniuge, dopo il provvedimento di separazione legale, o l’ annullamento o lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Sotto questo punto di vista infatti l’immobile rientra nei casi di esenzione Imu 2017 per assimilazione ad abitazione principale.

Il coniuge assegnatario sará quindi l’unico titolare del diritto di abitazione ed avrá il dovere di pagamento dell’imposta, non rientra tra i soggetti obbligati a versare saldo e acconto Imu 2017 in quanto l’abitazione verrà considerata prima casa.

Se invece si tratta di un’ abitazione di lusso, l’esenzione Imu prima casa 2017 non é applicabile. In questo caso paga l’Imu al 100% esclusivamente l’ex coniuge assegnatario.

Tasi 2017: chi paga in caso di coniugi separati

IMPORTANTE: i casi di esenzione Imu 2017 per assimilazione ad abitazione principale non si applicano anche alle Tasi.

Stando all’articolo 671 della legge n. 147 del 27 dicembre 2013 la Tasi è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo le unità immobiliari assoggettate all’imposta. Nella situazione in cui ci fossero più possessori o detentori, essi sono tenuti in solido a pagamento di acconto e saldo Imu 2017.

Per stabilire chi paga la Tasi 2017 in caso di coniugi separati bisogna ricordare l’articolo 1292 del Codice Civile, che spiega il significato di solidarietà, cioé:

“L’obbligazione è in solido quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può essere costretto all’adempimento per la totalità e l’adempimento da parte di uno libera gli altri; oppure quando tra più creditori ciascuno ha diritto di chiedere l’adempimento dell’intera obbligazione e l’adempimento conseguito da uno di essi libera il debitore verso tutti i creditori.”

Nel caso in cui l’assegnatario della casa non risulti essere il proprietario della casa coniugale verrà considerato come detentore e l’art 681 della legge 147/2013, così come modificato a decorrere dal 1 gennaio 2016, stabilisce che:

“Nel caso in cui l’unità immobiliare e’ occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare, quest’ultimo e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria. L’occupante versa la TASI nella misura, stabilita dal comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30 per cento dell’ammontare complessivo della TASI, calcolato applicando l’aliquota di cui ai commi 676 e 677. La restante parte e’ corrisposta dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare.”

Share

Tags:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

/html>