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Scadenze fiscali dicembre 2017, cosa bisogna pagare

Scadenze fiscali dicembre 2017, cosa bisogna pagare

novembre 29, 2017 • Preferiti, Tasse

Scadenze fiscali di dicembre 2017: ecco quali sono le tasse da pagare prima della fine dell'anno.

Come tutti gli anni, siamo giunti all’ appuntamento fisso con le tasse di fine anno. Dicembre 2017 ci aspetta con meno tasse da pagare rispetto a ottobre e novembre, ecco le date da segnare sul calendario fiscale.

Imu e Tasi, dicembre 2017

È senza dubbio l’appuntamento di dicembre maggiormente temuto dai tutti i contribuenti. Il 16 dicembre segna il termine per il saldo di Imu e Tasi sulle seconde case (prima casa solo se di lusso e quindi classificata come A1, A8 o A9). Sará possibile versare questo importo Imu e Tasi mediante un bollettino sul conto corrente postale (“1008857615” per l’Imu e “1017381649” per la Tasi) o tramite modello F24 (in questo caso i codici tributo sono “3958” per la Tasi e “3912” per l’imu). La seconda opzione è normalmente più conveniente per chi ha più immobili in Comuni diversi perché il modello F24 permette un unico versamento mentre se si paga con i bollettini bisogna farne uno per ogni casa. Un altro vantaggio del pagamento Imu e Tasi con il modello F24 consiste nel fatto che è possibile effettuare la compensazione con eventuali crediti fiscali per ridurre o annullare l’importo Imu e Tasi da pagare.
IMPORTANTE: i contribuenti non riceveranno a casa nessun cedolino quindi dovranno procedere al calcolo dell’importo.

Dalle tasse Imu e Tasi in modo autonomo si dovrá detrarre quanto già versato a titolo di acconto entro il 16 giugno.

Scadenze fiscali dicembre 2017, cosa bisogna pagare

Acconto IVA dicembre 2017: scadenza e soggetti obbligati

Entro il 27 dicembre va effettuato il versamento dell’acconto IVA 2017, non importa se l’azienda abbia optato per la liquidazione mensile o trimestrale. Ricordiamo che i metodi a disposizione per procedere con il calcolo dell’acconto IVA sono tre: metodo storico, previsionale oppure analitico. La considerazione di quale sia più conveniente può variare di azienda in azienda. La differenza fondamentale da tenere a mente quando si fa questo ragionamento di opportunità è che chi opta per il metodo storico dovrà versare l’88% dell’importo complessivamente dovuto l’anno precedente, il metodo previsionale invece si basa su una stima delle operazioni che l’azienda ritiene di effettuare fino al 31 dicembre (sempre con la percentuale dell’88%) e infine quello analitico consente il versamento di quanto complessivamente dovuto sulla base delle operazioni effettuate fino al 20 dicembre con un acconto IVA pari al 100% dell’importo.

 

Fonte: investireoggi.it

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