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Affitti studenti fuori sede: quanto costa affittare una stanza

Affitti studenti fuori sede: quanto costa affittare una stanza

settembre 5, 2018 • Affitto studenti, Preferiti

Quanto costa studiare da fuori sede in Italia? Ecco una panoramica degli affitti per gli studenti 2018/19 nelle diverse cittá universitarie.

Le spese degli studenti universitarie sono davvero tante: libri, tasse, affitti. Le agevolazioni non mancano, ci sono le borse di studio ma non sempre sono sempre sufficienti e, a partire da agosto, parte la caccia all’affitto delle stanze per studenti, meglio se meno care.  Roma e Milano come ogni anno si riconfermano essere le le due città più care, ma quanto costa studiare in altre cittá e quanto incidono gli affitti per studenti bilancio annuale della loro famiglia?

Secondo il portale Immobiliare.it  l’anno scorso  i prezzi degli affitti per studenti hanno registrano il 4% in più rispetto al 2016 e addirittura il 9% rispetto a tre anni prima. La piú cara è sempre  Milano, con un prezzo medio per una singola di 528 euro mensili e di 388 per una doppia. Roma è la seconda cittá con 439 euro per una singola e 333 per un posto letto in doppia. Si tratta di prezzi medi in cui tengono conto quelli più bassi, che si trovano spesso nelle zone periferiche lontane dall’università, con quelli più alti che si registranono non solo in centro città ma anche nelle zone universitarie. Firenze si classifica in terza posizione con un prezzo medio per la singola di 401 euro e in doppia di 284. Le città italiane che si confermano più economiche per gli affitti per studenti fuori sede sono Palermo e Catania.

Contratto transitorio per studenti universitari

Dunque, mandare un figlio a studiare fuori casa rappresenta un sacrificio economico importante per le famiglie. Ed affittare una stanza è certamente una spesa onerosa da sostenere, ma varia da città a città.

Attenzione non solo ai prezzi, ma anche alla tipologia di contratto stipulato perchè, molte volte, non c’è nessuna registrazione all’Agenzia dell’Entrate e l’affitto si paga in nero. Però, è bene precisarlo, occorre sempre il contratto per evitare brutte sorprese. Per molti, purtroppo, risulta più comodo non registrare i contratti frodando così lo Stato.

C’è però una specifica tipologia contrattuale che tutela entrambe le parti, mettendole al riparo da brutte sorprese: si tratta del contratto transitorio per studenti universitari, così come stabilito dalla Legge n.431/1998. Questo contratto è conveniente perché consente di adattare il tempo dell’affitto alle proprie esigenze e, rispetto ai prezzi di mercato, è più basso dal 15 al 40%, a seconda della zona in cui si trova l’appartamento. Inoltre conviene al proprietario di casa perché prevede particolari agevolazioni sulla tassazione, mentre l’inquilino avrà detrazione sul canone d’affitto fino a 500 euro.

Il contratto a uso transitorio ha una durata minima di 6 mesi e massima di 3 anni con rinnovo automatico. Lo studente può comunicare la disdetta con tre mesi di anticipo. Inoltre, con il contratto, è possibile optare per il regime fiscale con il 10% sostituendo imposte di bollo e registro e di prima registrazione. I genitori dello studente possono detrarre dalla dichiarazione il 19% della spesa.

Per rientrare nella tipologia lo studente deve risultare residente in un Comune diverso rispetto a dove sta prendendo casa, la residenza dello studente dovrà essere esplicitamente indicata nel contratto di locazione transitorio e il Comune in cui si affitta la casa dovrà essere sede di un’università o sedi distaccate.

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