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Si può cedere il contratto di affitto ad un’altra persona?

Man giving keys to another man in a car shop

luglio 30, 2018 • Affitto, Preferiti

I giudici hanno risposto a una domanda piuttosto frequente: si può cedere il contratto di affitto a un’altra persona? Ecco cosa è stato chiarito in proposito.

Se il proprietario dell’appartamento dovesse cedere l’immobile, ossia venderlo, donarlo o semplicemente cedere l’usufrutto sullo stesso. La legge vuole che il contratto di affitto sia opponibile al nuovo titolare dell’immobile. Quest’ultimo quindi sarà tenuto a rispettare il diritto dell’inquilino a restare all’interno della casa fino alla scadenza del contratto, fatto ovviamente salvo il diritto di prorogarlo.

Vediamo ora il caso in cui, pur rimanendo l’appartamento nella titolarità dell’iniziale locatore, quest’ultimo o l’affittuario dovessero decidere di cedere a un’altra persona il contratto di affitto.

In generale, ossia per qualsiasi tipo di contratto, il codice civile stabilisce due regole distinte:

  • si può cedere un contratto a un’altra persona a condizione che l’altra parte dia l’autorizzazione. Ad esempio, se firmo un’assicurazione posso cedere il contratto a un altro beneficiario sempre che la compagnia mi dia il nulla osta. Se un’azienda stipula un contratto con un collaboratore esterno, la prima può cedere il contratto (e quindi anche il diritto a ottenere la prestazione) a un’altra società sempre che il prestatore d’opera acconsenta; e viceversa. Se incarico un professionista di eseguire un’attività quest’ultimo potrà sostituire sé a un proprio collega, magari dello stesso studio, sempre che io lo autorizzi;
  • si può cedere un credito a un’altra persona senza bisogno del consenso del debitore. Per quest’ultimo, infatti, una volta contratto il debito, è del tutto indifferente pagare nelle mani di un soggetto o di un altro (salvo vi siano particolari e gravi ragioni: ad esempio eseguire una prestazione a favore di un noto mafioso). Quindi, la cessione di un credito è efficace già nel momento in cui viene comunicata al debitore a prescindere da eventuali autorizzazioni; ove tale comunicazione però non venga eseguita, il debitore si libera del proprio obbligo anche eseguendo la prestazione all’originario creditore. Si pensi ad esempio un’azienda che avanza mille euro da un cliente: se gli comunica tempestivamente che il pagamento andrà fatto sul conto di un’altra società, cessionaria del credito, il debitore non potrà pagare al primo creditore; viceversa, se tale comunicazione arriva in ritardo, quando già il debitore ha versato la somma sul conto del primo creditore, non gli potrà essere richiesto un secondo pagamento.

Nel caso però di cessione del contratto di affitto le cose vanno diversamente. E la disciplina è differente a seconda che si tratti del locatore (il padrone di casa) o del conduttore (l’inquilino). Vediamole singolarmente.

Differenza tra cessione del contratto di affitto e sublocazione

Attenzione a non confondere la cessione del contratto con la sublocazione. Con la cessione del contratto, l’intestatario delle obbligazioni sarà il cessionario, che in tal caso sarà tenuto a pagare l’affitto. Con la sublocazione, invece, il titolare del contratto di affitto con il locatore resta sempre il primo inquilino. Quest’ultimo, però, stipulando un subaffitto dell’intero appartamento o di una singola camera, potrà ottenere a sua volta un corrispettivo da un terzo.

 

 

laleggepertutti.it

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