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Mioaffitto: Le notizie dal mondo immobiliare scelte da Mioaffitto.it

September 5th, 2011

Detenzione di animali domestici e cose comuni: che cosa fare per evitare le lamentele dei vicini?

E’ cosa abituale la detenzione di animali domestici da parte di persone che abitano un’unità immobiliare in condominio . Finché si tratta d’animali che restano confinati nell’abitazione (si pensi ai pesci, ai conigli ed agli animali da tenere in gabbia come uccellini o criceti) l’unico problema che, eventualmente, può porsi è l’illegittimità in relazione alle clausole regolamentari. Clausole che, è bene ricordarlo, devono essere inserite in un regolamento contrattuale e, ad avviso di chi scrive, essere formulate in maniera tale da individuare con certezza la specie animale di cui s’intende escludere la presenza nell’abitazione.
 
Tanto premesso, vale la pena approfondire un argomento: quali comportamenti bisogna evitare quando si possiedono particolari tipi di animali (si pensi soprattutto ai cani ed ai gatti) per scongiurare il rischio di lamentele o, peggio ancora, di sanzioni. Inutile dire che il cane o il gatto di turno debbano essere tenuti al guinzaglio e possano transitare nelle parti comuni solamente per il tempo strettamente necessario a entrare in casa. Si potrebbe obiettare: “ Il mio cane sta sempre accucciato sul pianerottolo di casa da anni senza mai dare fastidio a nessuno e senza che nessuno si sia mai lamentato”. Nessun problema, il comportamento potrà proseguire nell’accordo comune e comunque fintanto che l’animale non rechi disturbo o non sporchi le parti comuni dell’edificio. Mai dimenticare di sorvegliarlo; infatti è bene ricordare che i proprietari degli animali sono civilmente responsabile dei danni da essi causati.
 
E’ usuale che di fronte a presenze più o meno tollerabili, l’assemblea disponga norme che, sebbene all’apparenza sembrino del tutto legittime, alla riprova dei fatti si manifestano come estremamente perniciose. Si pensi al divieto di far entrare animali in ascensore. Se un condomino, magari anche anziano, abita ad un piano altro, porgli quel divieto molte volte vuol dire impedirgli, di fatto, di poter portare il proprio cane fuori dal suo appartamento? E’ legittimo tutto ciò? Ricordiamo che ai sensi del primo comma dell’art. 1102 c.c. “ ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa”. In questo contesto di massima libertà d’uso, limitata solamente dal pari diritto degli altri condomini e dal divieto di modificazione della destinazione d’uso, s’inseriscono i poteri di regolamentazione posti in capo all’assemblea ed all’amministratore. Ad avviso di chi scrive tali facoltà possono essere esercitate sempre nel rispetto del diritto individuale dei singoli comproprietari. Per dirla in breve: una cosa è disciplinare cercando d’armonizzare le varie abitudini per evitare contrasti, altra cosa impedire l’uso che, in astratto, non può considerarsi dannoso. Come nel caso dei cani e dei gatti in ascensore o, nel caso di buona vigilanza, anche sui pianerottoli vicini alle abitazioni.

Fonte: condominioweb

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September 2nd, 2011

Immobiliare, nuove tasse? Per favore cercate altrove

Il Governo non sa dove reperire le risorse necessarie per far fronte al disastro dei conti pubblici, che però fino all’altro ieri risultavano a posto. Di conseguenza tenta di colpire a destra e poi a manca, salvo ritirare subito il provvedimento se non c’è il consenso dei diretti interessati. Vale anche per il settore immobiliare.

Con una nota dal titolo eloquente (“Manovra, Fiaip: Bene il No del Governo alla patrimoniale. Il Real Estate cresce in Borsa“) la Federazione italiana Agenti Immobiliari professionali esprime soddisfazione per l’operato del Governo in merito al ritiro del ventilato “contributo di solidarietà”.

Mette anche in relazione, certa ed evidente, il venir meno del provvedimento con la crescita in Borsa del comparto immobiliare.

«Una scelta – sostiene Paolo Righi, Presidente Nazionale Fiaip – che ha dato sicurezza al mercato del Real Estate. I risultati sono già arrivati, visti gli aumenti di ieri, degli indici di tutte le società immobiliari quotate a Piazza Affari».

Attenzione però a non cadere dalla padella nella brace, cosa che si verificherebbe puntualmente se si volessero recuperare i mancati introiti con nuove imposizioni sulla casa o sugli immobili in genere.

«Confido – dichiara ancora il Presidente Fiaip Paolo Righi – che l’Esecutivo non valuti, nelle prossime ore, utile “coprire” le risorse mancanti con nuove imposizioni sugli immobili, anche “una tantum”».

Infine un consiglio all’Esecutivo e al Parlamento: «Chiediamo l’approvazione degli emendamenti presentati in Commissione Bilancio dal Sen. Latronico, (a costo zero sulle casse dello Stato), che fanno chiarezza in merito alle categorie già “liberalizzate” con il recepimento della direttiva Bolkestein».

Fonte: quotidianocasa

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September 1st, 2011

La cedolare secca: un successo inaspettato

In Italia quasi un proprietario di casa su due sceglie la nuova tassazione sui redditi locazione, la cosiddetta “cedolare secca”, al momento della stipula di un nuovo contratto di locazione. È quanto emerge da un’indagine del franchising immobiliare Solo Affitti, che ha analizzato le richieste pervenute alle agenzie nelle principali città italiane.

Ad alcuni mesi dall’entrata in vigore della cedolare secca, la percentuale di proprietari di immobili rimasti fedeli alla tassazione Irpef è scesa a poco più del 50%.
La cedolare secca piace soprattutto al Sud. Sul fronte dei nuovi contratti stipulati da quando è entrata in vigore la nuova tassazione, la cedolare secca va forte soprattutto nel Sud Italia, con una media del 64% di proprietari che la scelgono, mentre nel Centro e nel Nord si scende rispettivamente al 47% e al 46%.
A Milano e Roma il dato si attesta rispettivamente sul 54% e sul 53%. Un vero boom si registra a Catania dove più di sette proprietari su dieci si sono orientati sulla cedolare, mentre percentuali più contenute si segnalano a Bologna (47%), Firenze (35%) e Torino (34%).

Sul fronte dei contratti in scadenza, secondo i dati di Solo Affitti la percentuale di proprietari che in Italia ha rinnovato il contratto di locazione optando per la cedolare secca scende al 46%, mantenendo punte alte nel Sud (60%) e valori inferiori nel Centro e nel Nord (entrambi con il 42%).
Anche in questo caso a Milano e Roma è grande l’interesse verso la nuova tassazione con valori pari rispettivamente al 52% e al 53%. Negli altri grossi centri i proprietari si sono mostrati meno sensibili alla cedolare con percentuali pari al 35% a Firenze, al 32% a Bologna e al 30% a Catania.

La cedolare secca viene scelta sempre più dai proprietari di casa allettati dall’idea di pagare meno tasse a fine anno, rispetto alla normale tassazione Irpef. Dalla ricerca condotta da Solo Affitti attraverso le sue agenzie localizzate nelle principali città italiane, quasi il 40% dei locatori risparmierà dai 250 ai 500 euro l’anno, mentre poco più del 30% arriverà a sgravare da 500 a 1.000 euro. Solo nel 15% dei casi il risparmio scenderà a 100-250 euro e per un 12% di proprietari supererà i 1.000 euro annuali.

Fonte: mondocasablog

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August 25th, 2011

Stangata fiscale sulla casa

Una nuova e pesantissima stangata si delinea all’orizzonte per quel che riguarda le case: più di dieci miliardi di euro di agevolazioni fiscali legati agli immobili saranno decurtati nella prossima manovra fiscale, le riduzioni si concretizzeranno in due tempi diversi: la prima tra due anni che vedrà tagli complessivi intorno al cinque per cento, corrispondenti a circa mezzo miliardo di euro, e l’anno seguente la restante parte che sarà equivalente al venti per cento, ovvero due miliardi di euro. Nessuno sarà esentato da questa stangata fiscale, verranno infatti toccati i proprietari della casa in ci vivono, coloro che affittano la propria casa e chi fa lavori di ristrutturazione ed infine anche gli inquilini. Verranno anche tagliate tutte le agevolazioni ed aumentate fino al 25,2 per cento le condizioni della cedolare secca che è stata recentemente introdotta.

Coloro che possiedono una casa, non solo vedranno il ritorno all’Irpef dai redditi del 2013 e dell’anno seguente, ma vedranno che saranno tagliate le agevolazioni a partire da quelle fiscali per acquistare la prima abitazione; verrà diminuita anche la detrazione Irpef possibile per la quota di interesse passivo sul mutuo per la prima dimora ed inoltre verranno anche limitate le detrazioni Irpef per la provvigioni versata al mediatore immobiliare nel momento in cui viene comprata la prima casa.

Anche chi fa lavori di ristrutturazione nell’abitazione, anche con finalità volte al risparmio di energia, vedrà sensibilmente tagliate le proprie detrazione; queste agevolazioni venivano normalmente rinnovate ogni anno ed erano particolarmente apprezzate dai nostri connazionali, mentre ora si vedrà ridotto il bonus fiscale del 36 per cento sui lavori di ristrutturazione al 28,8 per cento; e quello per lavori finalizzati al risparmio di energia passerà dal 55 al 44 per cento.

Fonte: umm

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August 22nd, 2011

Il mercato immobiliare di Bologna secondo Nomisma

Alcuni segnali, potrebbero fare intravedere l’esaurirsi del ciclo riflessivo. Ma, altri, raccontano il permanere di una situazione di difficoltà riconducibile al calo della domanda, alle esigue quantità che transitano sul mercato, ad un’offerta che non è disposta a ridimensionare le proprie aspettative di ritorno sul capitale investito.

Con riferimento al segmento abitativo, gli operatori lamentano il perdurare di una situazione di mercato critica, sul fronte delle quantità scambiate e della domanda. I valori espressi dal mercato nel primo semestre dell’anno raccontano di una stabilità sui livelli minimi raggiunti dall’attuale ciclo immobiliare.

Le abitazioni nuove rappresentano il segmento maggiormente colpito dalla minore capacità di spesa delle famiglie e da un eccesso di offerta che ha prodotto, per ora, sconti più alti rispetto alla media degli altri mercati, e un calo dei prezzi di mercato sui valori minimi.
I prezzi massimi delle nuove abitazioni, invece, così come i valori espressi dalle zone di pregio della città, si sono stabilizzati e questo fenomeno potrebbe esser l’anticipazione di una nuova fase congiunturale che a breve potrebbe investire l’intero mercato cittadino, vale a dire stabilità su quantità e prezzi che si attestano sui valori minimi, frutto dell’attuale ciclo negativo del mercato.

Critica anche la congiuntura del mercato terziario con un nuovo calo della domanda ma, soprattutto, dell’offerta, nonostante l’ingente quantità di spazi prodotta dai più recenti sviluppi edilizi. In un contesto di crisi del mercato a risentirne di più è stato il segmento della locazione di uffici con un allungamento dei tempi medi necessari per locare un ufficio ed una flessione dei valori di mercato, maggiore rispetto a quella che ha investito i prezzi di acquisto.

Altro fenomeno: si riduce la forbice tra prezzi medi minimi e prezzi medi massimi a seguito di una flessione che colpisce con intensità maggiore i prezzi più alti. Si tratta di un segnale di debolezza del mercato che non riesce a mantenere differenziati i valori in funzione della qualità dell’edificio e della sua localizzazione.
Il mercato degli spazi commerciali risulta essere di piccole dimensioni e piuttosto stazionario sui livelli minimi espressi dall’attuale ciclo riflessivo. È in controtendenza il mercato dei negozi del centro con prezzi stabili, sconti minori e tempi per concludere le transazioni meno dilatati. Sul fronte della locazione, invece, il mercato del centro risente delle difficoltà congiunturali alla stregua degli altri mercati urbani.
In prospettiva, per il prossimo semestre, gli operatori non prevedono un’inversione del ciclo, ma la stabilizzazione sugli attuali livelli dei valori e delle quantità scambiate.

Fonte: mondocasablog

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August 18th, 2011

Riforma fiscale: le agevolazioni che duplicano le prestazioni assistenziali

Nella riunione, tenutasi ieri mercoledì 3 agosto 2011, dello specifico Gruppo di lavoro per la riforma fiscale a suo tempo istituito dal Ministro dell’economia, la Confedilizia ha chiesto che si provveda alla immediata individuazione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali.

Lo rende noto la stessa Confederazione della proprietà edilizia, precisando che la clausola di salvaguardia” contenuta nella manovra approvata dal Parlamento prevede che la riduzione – del 5% a partire dal 2013 e del 20% a partire dal 2014 – di tutti i 483 regimi agevolativi previsti dalla tabella allegata alla manovra, non abbia luogo “qualora entro il 30 settembre 2013 siano adottati provvedimenti legislativi in materia fiscale ed assistenziale aventi ad oggetto il riordino della spesa in materia sociale, nonché la eliminazione o riduzione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali, tali da determinare effetti positivi, ai fini dell’indebitamento netto, non inferiori a 4.000 milioni di euro per l’anno 2013 ed a 20.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2014”.

Se l’individuazione e la successiva eliminazione/riduzione di tali sovrapposizioni saranno sollecite – rileva la Confedilizia – sarà possibile, visti i risultati complessivi ai quali tale azione porterebbe, verificare già prima del 2013 quanto si debba incidere con la ben più complessa azione del predetto riordino della spesa in materia sociale, e così assicurare in tempi brevi la non applicazione per il 2013 del taglio lineare del 5% di tutte le 483 voci inserite nella manovra.

Circostanza che contribuirà ad attenuare quegli effetti fortemente negativi che l’ipotizzato taglio generalizzato sta determinando sui contribuenti, come nel caso della cedolare secca sugli affitti, impropriamente compresa tra tali regimi agevolativi e il cui decollo ha subìto un arresto per effetto dell’ipotesi di un aumento dell’aliquota applicabile.

Quanto all’ipotizzato ripristino dell’Ici su tutte le abitazioni principali (essendone attualmente prevista l’applicazione solo per talune categorie di immobili), la Confedilizia sottolinea che tale regime fiscale non è ricompreso nell’elenco allegato alla manovra pubblicata in Gazzetta Ufficiale e che, pertanto, non vi è allo stato alcuna possibilità di un intervento in tal senso.

Fonte: mondocasablog

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August 11th, 2011

Agenti immobiliari, aiuto mi scappa l’intermediazione!

Per capire cosa agita l’attività degli Agenti immobiliari, e l’intermediazione immobiliare in genere, non c’è niente di meglio che prendere in considerazione le riflessioni dei “maîtres à penser” della categoria.

Quelli cioè che oltre a gestire una o più agenzie immobiliari si pongono anche qualche interrogativo sul futuro della professione.

Cosa che più o meno fanno tutti, s’intende, ma spesso invocando più leggi e maggiori tutele piuttosto che chiedersi perché sta loro sfuggendo di mano l’intermediazione immobiliare, che è poi la ragione della loro stessa esistenza.

A questo proposito vorrei segnalare appunto una riflessione di Raffaele Racioppi (Misgeneration.it) sulla “Disintermediazione immobiliare, un fenomeno da comprendere“.

Non si tratta di un post recente (è datato 14 aprile) ma credo comunque valga la pena porvi mente.

Orbene Racioppi stabilisce un parallelo tra quanto è avvenuto e ancora avviene alle Agenzie di viaggi a seguito dell’avvento di internet (avrebbero perso il 50% del fatturato), e il pericolo imminente, se non già presente, che alle Agenzie immobiliari accada qualcosa di molto simile.

Sarebbero infatti quattro i motivi fondamentali per i quali l’utente si rivolge all’Agente immobiliare, e tutti e quattro rischiano di essere offuscati, con conseguente perdita di intermediazione (e fatturato), a causa degli strumenti che internet rende accessibili  quasi a tutti (e meno male!).

Che fare, e come reagire alla non troppo ipotetica minaccia?

«Sarà importante – è la considerazione di Racioppi – non arroccarsi su posizioni ormai indifendibili o combattere battaglie invincibili, ma elaborare sistemi e servizi offerti che, se efficaci e rispondenti alle esigenze del cliente saranno “sempre” quel valore aggiunto che farà la differenza».

Ecco, appunto, il valore aggiunto. Che deve essere, “aggiungiamo” noi a nostra volta, ben visibile al cliente, in primo piano.

Perché è questo l’aspetto che fa la differenza, internet o non internet.

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August 8th, 2011

Accordo Agenzia del territorio e ingegneri per case fantasma

Dopo i periti industriali, i periti agrari e i geometri, anche gli ingegneri sono stati “arruolati” nelle lotta contro le “case fantasma”.

Il Direttore dell’Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, e il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Giovanni Rolando, hanno infatti firmato un Protocollo d’intesa che disciplina le modalità di collaborazione tra l’Agenzia e il Consiglio per lo svolgimento di attività a supporto della regolarizzazione degli immobili mai dichiarati in Catasto.

L’accordo prevede che gli ingegneri collaborino con l’Agenzia nelle attività propedeutiche all’attribuzione della rendita presunta, in alcune province selezionate. I professionisti effettueranno, a titolo gratuito, un sopralluogo analogo a quello che sarà svolto dai dipendenti dell’Agenzia, al termine del quale compileranno una scheda tecnica contenente gli elementi utili alla determinazione della rendita catastale.

“L’Agenzia del Territorio continua l’ampliamento delle sue collaborazioni con gli ordini professionali per accelerare i tempi del processo di regolarizzazione delle case fantasma” ha dichiarato Gabriella Alemanno. “Queste collaborazioni non solo ci consentono di raggiungere speditamente gli obiettivi che ci siamo preposti, ma favoriscono un importante e proficuo scambio di conoscenze tra i vari organismi, consolidando i rapporti in vista di altre collaborazioni future”

AUTOCERTIFICAZIONE PER IL RICONOSCIMENTO DELLA RURALITA’ DEI FABBRICATI AI FINI CATASTALI. Ricordiamo che il Decreto Sviluppo, approvato dal Senato lo scorso 6 luglio, introduce nuove modalità di riconoscimento della ruralità dei fabbricati a fini catastali (ai sensi dell’articolo 9 del D.L. 557/1993).

Il provvedimento prevede la possibilità per gli interessati di presentare all’Agenzia del Territorio, entro il 30 settembre, un’apposita domanda di variazione della categoria catastale, con autocertificazione attestante che l’immobile ha posseduto continuativamente per cinque anni i requisiti richiesti dalla legislazione vigente per il riconoscimento del carattere rurale.

Entro il 20 novembre 2011 l’Agenzia del territorio, verificata l’esistenza dei requisiti, convalida la certificazione e attribuisce la categoria catastale A/6 oppure D/10, a seconda se l’immobile rurale è utilizzato a fini abitativi oppure se è un fabbricato strumentale. Nel caso di mancato pronunciamento da parte del Territorio nei termini, la norma consente al contribuente di assumere provvisoriamente, per 12 mesi, la categoria catastale richiesta. Qualora l’Agenzia del territorio esprima un motivato diniego entro il 20 novembre 2012, il richiedente è tenuto al pagamento delle imposte non versate, degli interessi e delle sanzioni raddoppiate.

SANATORIA CATASTALE, SANZIONI QUADRUPLICATE DAL 1°LUGLIO. Infine, va ricordato che il Decreto Sviluppo ha fatto slittare dal 1° maggio al 1° luglio 2011 il via alle sanzioni quadruplicate per chi non ha dichiarato all’Agenzia del Territorio gli immobili “fantasma” (cioè ignoti al catasto), ex rurali o che, a seguito di interventi edilizi, hanno subito modifiche o variazioni di destinazione d’uso non dichiarate.

Fonte: casaeclima

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August 4th, 2011

Tempo di decisioni per il mondo immobiliare italiano

Le riflessioni di uno dei protagonisti dell’immobiliare: Paolo Righi, Presidente Nazionale Fiaip
Noto con dispiacere che anche nel mondo immobiliare, mutuando tout court il mondo della politica, tutti sono pronti a lamentarsi dell’attuale situazione, accusando di volta in volta, come la causa della crisi sia ascrivibile in base alle proprie provenienze ed ai propri convincimenti: agli operatori, al Governo, all’opposizione, alle Associazioni di categoria, al mondo del credito e, chi più ne ha, più ne metta. Nessuno che si prenda, in proprio, un po’ di responsabilità.

Tutti hanno la ricetta giusta per uscire dalla crisi, e accusano i propri competitors di non fare abbastanza o di non fare addirittura nulla. In tutto questo marasma, la confusione regna sovrana, le proposte si sprecano, le lettere aperte ai Ministri pure! Ritengo, e ne sono fortemente convinto, che il tempo delle proposte sia finito da un pezzo, oggi l’unico modo per uscire dalla crisi, o quantomeno per cercare di tamponarne gli effetti, è quello di prendere decisioni chiare e metterle, quanto prima, in pratica. Il porre in essere azioni concrete, è il solo modo per uscire dalla crisi.

Il settore immobiliare sta scontando la forte crescita degli anni passati, e oggi, siamo in presenza di un riallineamento a posizioni più sostenibili. Infatti, la facilità di accesso al credito degli anni passati, ha portato a 850.000 il numero delle vendite immobiliari destinate alle abitazioni, calate poi a 610.000 nell’anno appena trascorso. I numeri che il settore immobiliare ha espresso nel 2006 non ritorneranno più, o quantomeno, per ritornare ai vecchi parametri, si dovrà attendere il compimento di questo ciclo economico, che non sarà di breve durata.

Nel frattempo cosa possono fare le associazioni? La risposta di Fiaip è: “lamentarsi meno e lavorare di più”. Mettere quindi in pratica azioni concrete. I nostri associati – e per il vero anche qualche giornalista – ci chiedono: cosa ha fatto la Federazione in favore della categoria e per lo sviluppo dell’associazionismo?

Vi elenco brevemente alcune delle azioni concrete che la nostra associazione ha messo in campo:
- Ruolo attivo per salvare la Legge professionale durante il recepimento della direttiva Bolkestein. Il Governo voleva liberalizzare la professione ma, grazie al nostro impegno e alla sensibilità di molti politici, siamo riusciti a mantenere la L. 39/89 con tutti i suoi contenuti.
- Presentazione e sostegno del disegno di legge Ventucci, per la riforma della mediazione creditizia.
- Lotta contro l’emanazione del D.lgs 141 che, di fatto, abolisce un’intera categoria (mediatori creditizi). Da due anni lottiamo contro questa norma che trasformerà 50.000 mediatori creditizi, liberi professionisti, in dipendenti. In questi due anni siamo stati addirittura derisi per la nostra battaglia in loro difesa. Solo oggi, le altre associazioni di categoria iniziano a rendersi conto del grave danno alla filiera dell’immobiliare, che l’applicazione di questa Legge porterà.
- In forza dell’imminente applicazione del D.lgs. 141, Fiaip ha creato Auxilia Finance, a cui tutti gli associati iscritti alla Federazione potranno aderire gratuitamente, per continuare a svolgere la propria professione senza cadere nelle mani di reti, a cui, per poter lavorare saranno obbligati a pagare delle fee.
- Proposta in merito alla possibilità, per gli agenti immobiliari, di fornire servizi complementari alla locazione nel settore turistico. In occasione dell’esame, presso le commissioni parlamentari, dello schema di decreto legislativo, in materia di turismo, contenente il riconoscimento in capo agli agenti immobiliari della facoltà di gestire gli immobili ad uso turistico, tramite mandato o sublocazione, Fiaip ha proposto di aggiungere anche il riconoscimento della facoltà di fornire servizi complementari e funzionali alla gestione dell’immobile. Tale proposta è stata accolta dalla X Commissione del Senato, che l’ha inserita nel proprio parere, quale condizione alla pronuncia favorevole allo schema di Decreto sul Codice del Turismo. Ciò, rappresenta un primo passo per l’eliminazione/modifica della disposizione relativa all’incompatibilità di cui all’art. 5, comma 3, della Legge 39/89 cui miriamo in merito alla riforma del turismo.
- Fiaip è la prima associazione italiana di categoria, nel campo immobiliare, a creare un Ente Bilaterale Paritetico con i consumatori di Adiconsum. Oggi, Mediaconsum è già una realtà e, nei prossimi mesi, sarà editata una modulistica condivisa, in modo che i consumatori possano entrare in una qualsiasi agenzia associata alla Fiaip, ed essere certi della qualità del servizio e delle clausole interne alla modulistica.
- Ruolo attivo nella proposta e nell’emanazione della Cedolare Secca”, introdotta dall’art. 3 del Dlgs. 14 marzo 2011 n. 23. Questo ed altro ancora, abbiamo fatto sotto l’aspetto normativo.

Questi sono alcuni esempi di come Fiaip, con tutti i suoi dirigenti, voglia dare risposte concrete a chi chiede quale sia il ruolo dell’associazionismo all’interno della filiera immobiliare. Oggi Fiaip sta mettendo a punto una riforma della legge 39/89, in quanto riteniamo che l’attuale quadro politico ed economico stia mutando molto velocemente, e la nostra categoria è stanca di subire continuamente una normazione contraria al buon andamento della filiera immobiliare. Naturalmente, non tutte le nostre proposte sono state accolte, ma lo scopo minimo di una associazione di categoria, è quello di impegnarsi nelle giuste battaglie, tralasciando le difese corporativistiche e cercando di costruire quell’humus sociale che possa rendere l’economia, trasparente e sostenibile.

Fonte: mondocasablog

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August 1st, 2011

L’Aquila, contro il boom di casette di legno abusive

All’Aquila è polemica per il fenomeno delle casette di legno. Trattasi delle abitazioni costruite sull’onda dell’emergenza post sisma 2009 e che ora pare stiano proliferando fuori controllo e, spesso, fuori norma. In una periferia in piena espansione, molti di questi alloggi sorti su terreni non edificabili come provvisori e, come stabilito dalla delibera 58, da smantellarsi allo scadere dei 36 mesi, sono diventati permanenti, sfociando, di fatto, nell’abusivismo.

80 segnalazioni di case abusive.
E se le abitazioni autorizzate dalla suddetta delibera ammontano a 1046, resta ancora sconosciuto il numero delle case illecite, ma al quotidiano Il Centro, Cialente comunica di aver già ricevuto ”80 segnalazioni, anche se i casi di abusivismo edilizio sono presumibilmente centinaia”.

Cialente: “per gli abusivi bisogna intervenire subito”.
Uno scenario che è stato denunciato dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente durante l’incontro del 26 luglio con il prefetto, Giovanna Maria Iurato, e i rappresentanti delle forze dell’ordine. L’intero territorio comunale, ha dichiarato Cialente, sarà fotografato dall’alto e le immagini saranno confrontate con quelle realizzate all’indomani del 6 aprile 2009, nelle quali la presenza di casette abusive non è riportata. A preoccupare il primo cittadino aquilano è il boom di alloggi abusivi, costruiti in trasgressione alle norme disciplinate: “la situazione”, ha ribadito Cialente, “deve essere riportata ad uno stato di normalità edilizia e paesaggistica”.

Cialente attaccato per le sue dichiarazioni.
La posizione del sindaco aquilano è stata subito preda di commenti infuocati: a polemizzare, tra gli altri, il consigliere comunale Roberto Tinari, il quale ha commentato come “Fuori luogo e assurda l’ultima sortita del Sindaco Massimo Cialente, che ha chiesto la demolizione delle casette costruite faticosamente da chi ha perso la propria abitazione a causa del terremoto. Due anni fa le permise. Oggi le vuole togliere.” Toni accusatori anche da parte del dirigente provinciale del pdl L’aquila, Alfonso Magliocco, e di Roberto Santangelo, vicecoordinatore comunale del Pdl, i quali si sono detti «esterrefatti» per la posizione di Cialente: “Concordiamo che il fenomeno dell’abusivismo edilizio debba essere affrontato e risolto, ma a cose fatte (da lui) non si può scatenare una guerra santa minacciando denunce”, hanno sottolineato i due pidiellini.

Fonte: casaeclima

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