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Mioaffitto: Le notizie dal mondo immobiliare scelte da Mioaffitto.it

June 14th, 2008

Cultura, Democrazia e Speranza, grazie all’Architettura. A Torino

Dopo le Olimpiadi, Torino torna ad avere un ruolo centrale a livello internazionale. Dopo quello agonistico e fisico, è il momento di quello intellettuale, delle scienze, della cultura e del sapere. Dal 29 giugno al 3 luglio 2008 si svolgerà la XXIII edizione del Congresso Mondiale di Architettura

Promosso dall’UIA, Unione Internazionale degli Architetti si svolgerà a Torino dal 29 giugno al 3 luglio 2008 il XXIII CONGRESSO MONDIALE DI ARCHITETTURA TORINO 2008.

La manifestazione, nata nel 1948 e per la prima volta assegnata a una città italiana, rappresenta il punto d’incontro e di dibattito sul futuro dell’architettura nel mondo del XXI secolo, in una società sempre più complessa e globalizzata.

Il tema del congresso 2008 è estremamente ambizioso e stimolante: Transmitting Architecture – Comunicare Architettura, ovvero la capacità e la forza che ha l’architettura di esprimere e trasmettere nel tempo valori, emozioni e culture diverse. Tre i temi al centro dei giorni di confronto ed esposizione, affrontati da relatori e personaggi di fama internazionale: Cultura, Democrazia e Speranza. Tre valori che alla luce della cronaca di questi anni – e soprattutto nel prossimo futuro – caratterizzeranno il vivere civile e collettivo del nostro tempo.

L’evento si svolge al Centro Congressi Lingotto di Torino e al Palavela dove ogni relatore terrà la propria lectio magistralis.

Fonte del 14 giugno 2008: Quotidianocasa.it

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June 13th, 2008

C’eravamo tanto amati, ma che si fa adesso con l’affitto?

Vi segnaliamo il post pubblicato dal blog AgenzieImmobiliari il 12 giugno 2008: Un inquilina si trova in difficoltà, il contratto di affitto dell’appartamento in cui vive è intestato al Suo ex. Ha diritto a restare nell’appartamento? Il padrone di casa potrebbe rifiutarsi di trasferire la contraenza su di lei e cogliere l’occasione per sciogliere il contratto?

Per leggere tutto il post e le risposte degli agenti immobiliari clicca qui.

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June 11th, 2008

A Genova più case di lusso che a Roma e Milano

Genova ha ben il 12,48% di tutte le case di lusso censite in Italia. Cioè di quelle che non sono esentate dal pagamento dell’Ici come stabilito con decreto del Governo. Nel capoluogo ligure, infatti, le case accatastate come A1, cioè abitazioni di tipo signorile e di lusso, sono ben 4458, mentre Roma ne ha 2156 e Milano addirittura solo 1274.

La Proprietà Edilizia di Genova che ha presentato oggi questi dati ha fatto notare quindi come vi sia qualche stortura o nel catasto o nella classificazione degli immobili. Dato che è impensabile che una città con poco più di 600mila abitanti abbia più case di pregio di Roma e Milano.

Se questi dati, come pare, sono veritieri è logico pensare che a Roma e a Milano siano stati fatti degli accatastamenti più “leggeri” rispetto alla tipologia immobiliare, oppure, che trattandosi di una legge del 1939, quella appunto che stabilisce le categorie delle abitazioni, non sia più rispondente alla realtà attuale.

Fonte del 9 giugno 2008: Rainews24.it

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June 10th, 2008

New York, in vendita le case “vip” – Ecco il Monopoli dei ricchi

Il turismo delle star prospera in ogni città americana. E proprio a New York questa ossessione per le celebrità si sta rivelando ora un utile strumento per le vendite immobiliare.

“Il primo proprietario di questa casa fu Old Blue Eyes”, ricorda il dépliant dell’agenzia Halstead Property descrivendo il superattico di 300 metri quadri sull’East side di Manhattan dove dal 1962 al 1972 visse l’uomo dagli occhi blu: cioè Frank Sinatra. Alla Essex house è in vendita un appartamento di due camere da letto con vista su Central park che apparteneva a David Bowie e a Iman, l’affascinante compagna del cantante. In altre zone della città sono sul mercato le case di Spike Lee e Walt Disney.

In altri tempi gli agenti immobiliari preferivano non parlare di ex-proprietari illustri, perché temevano che la pubblicità avrebbe portato a un assalto dei curiosi e quindi a una perdita di tempo. Ma adesso la situazione è diversa.

Fonte del 10 giugno 2008: Repubblica.it

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June 10th, 2008

Il diritto di abitare: da Milano una nuova politica per la casa

Abitare è un diritto: su questo fondamentale assunto si basa il documento presentato dalla Compagnia delle Opere di Milano in questi giorni, per rilanciare la necessità di nuove e più efficaci politiche per tentare di risolvere il problema casa.

Milano si prepara a rinnovarsi anche a livello edilizio in vista dell’Expo 2015: grandi progetti e nuove costruzioni avveniristiche, che creano forti aspettative in fatto di innovazione e modernizzazione della città. Al tempo stesso, però, un tale rinnovamento non può essere compiuto dimenticando il fatto che quello della casa è per molti cittadini un problema primario ancora irrisolto. Sarebbe un bel modo di rinnovare la città, quello di creare un grande ammodernamento edilizio e infrastrutturale, e al tempo stesso farsi carico del problema sociale di chi una casa fatica ad averla. Perché non si pensi, come molti forse un po’ moralisticamente fanno, che abbellire una città sia necessariamente un’operazione che viene sempre fatta a discapito dei più poveri. Si può invece costruire una città più bella, più moderna, più efficiente e anche più solidale.

Fonte del 10 giugno 2008: ilSussidiario.net

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June 10th, 2008

Giovani e atipici vanno a vivere insieme

TORINO. Valentina, 26 anni, impiegata in uno studio grafico e Sara, 26 anni pure lei, europrogettista, trampoliera e fotografa atipica, da un mese vivono da sole, nel loro appartamento di corso Vittorio. «Finalmente siamo indipendenti, grandi e autonome». Valentina e Sara hanno trovato casa con il progetto «Stessopiano», nato, pochi mesi fa, dalla collaborazione tra il Programma Housing della Compagnia di San Paolo, l’associazione Ylda e la cooperativa sociale Tenda Servizi. Il principio è quello di promuovere la coabitazione giovanile, facilitando l’incontro tra i ragazzi in cerca di casa e i proprietari.
«Il raggiungimento dell’autonomia abitativa da parte dei giovani è spesso reso difficile dalla precarizzazione del lavoro – spiega Wally Falchi, responsabile della cooperativa Tenda – che diminuisce la capacità di affrontare spese rilevanti e rende difficoltoso fornire le garanzie che il proprietario dell’immobile richiede». Il progetto si rivolge a giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che siano studenti, lavoratori o, più in generale, in cerca di autonomia abitativa. Perché è inutile girarci tanto intorno: l’indipendenza costa cara. Per molti costa decisamente troppo, tanto che affrontare la spesa di un affitto è fuori discussione. Il «bamboccio», strozzato da contratti a termine e lavori interinali, non ce la fa ed è costretto a vivere a casa dei genitori. A Torino il 61% dei ragazzi sotto i 30 anni vive ancora in famiglia, contro il 40% degli spagnoli, il 21% dei tedeschi e il 12% degli svedesi. Sobbarcarsi, da soli, il peso di un canone d’affitto per molti è una chimera: «Paghiamo 420 euro al mese – spiega Sara -, se non avessimo coabitato non avremmo mai potuto permettercelo». Valentina e Sara rappresentano perfettamente lo stipendio medio dei trentenni torinesi: a testa riescono a portarsi a casa 900 e 1100 euro.
Fonte del 9 giugno 2008: La Stampa
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June 8th, 2008

L’ipotetico cliente non ha reddito, così scavalca l’Agente Immobiliare

Vi segnaliamo il post pubblicato dal blog AgenzieImmobiliari il 5 giugno 2008: Un agente immobiliare chiede un parere professionale ai colleghi: cosa fare se un cliente chiude un contratto con conduttore che non gli aveva proposto perché senza capacità di reddito? Si ha diritto alla provvigione?

Per leggere tutto il post e le risposte degli agenti immobiliari clicca qui.

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June 7th, 2008

Il designer giardiniere

Saranno stati i giardini di Tokyo, dove William McDonough è nato e cresciuto. O le stagioni immortalate nelle stampe di Hokusai. Certo che l’idea di costruire un grattacielo prendendo come modello un ciliegio ha qualcosa di orientale e di poetico insieme. Ma quando l’architetto McDonough illustra il progetto di un edificio che (parole sue) “può fare tutto quello che fa un albero tranne riprodursi”, non è per niente poetico, né inutilmente utopico. Sa quello che dice, quello che fa e quello che farà il suo grattacielo. Immagini di un grattacielo tondeggiante e vagamente ricurvo come un tronco, dal tetto coperto di verzura e la parete nord tappezzata di muschio come gli alberi di un bosco. Il lato sud, al contrario, è vestito di pannelli fotovoltaici perché lì batte quel sole che produce l’energia sufficiente a illuminare e riscaldare il tutto. A rinfrescare ci pensa la madre Terra dove affondano le strutturali radici del sistema geotermico.

Così si comportano tutti gli edifici della McDonough+partners, compreso quello per uffici che sta progettando per la futura Isola di Porta Nuova a Milano. Un organismo intelligente che sa utilizzare i raggi del sole e l’acqua piovana, è vestito di materiali, dalle stoffe ai legni, completamente privi di agenti tossici, dotato di impianti energetici che si mettono in moto solo alla presenza di corpi umani, per non sprecare energia a riscaldare i fantasmi. Nonostante la complessità del progetto, McDonough (che sarà presente al Festival dell’Ambiente a Milano a partire dal 5 giugno, assieme ai sindaci di Parigi, Londra e tante altre città) sostiene che “il design del futuro, quello che può veramente salvare il pianeta, dovrà necessariamente essere umile”. Ovvero: deve imparare a osservare ed entrare in punta di piedi nel grande ciclo della natura.

Fonte del 6 giugno 2008: L’espresso.it, le foto

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June 7th, 2008

Capo economista Ocse: «Taglio Ici non serve alla crescita»

- Il taglio dell’Ici «non è un ovvio punto di partenza» se si vuole stimolare la crescita, perché le tasse sugli immobili non hanno un impatto di rilievo sull’andamento economico. Questa l’opinione di Jorgen Elmesekov, il capo-economista dell’Ocse. Pertanto, «se l’obiettivo è quello di rafforzare il tasso di crescita dell’economia questo non è un punto di partenza ovvio». In generale, ha aggiunto il capo-economista, «le tasse che distorcono più la crescita sono quelle sulle aziende e sul capitale e poi quelle sul lavoro». È meno negativo l’impatto per l’espansione che deriva dalle tasse sui consumi e, in assoluto, quelle sugli immobili «sono le meno cattive in termini di impatto sulla crescita».

Fonte del 06 giugno 2008: IlMessaggero.it

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June 6th, 2008

Rette e caro-affitti strozzano gli universitari che fanno causa

TORINO
Hanno protestato, presidiato, manifestato. Si sono incontrati in assemblea, in gruppi di lavoro. Ora hanno deciso di passare ai fatti. Gli studenti faranno causa all’Università, colpevole di imporre «tasse ingiuste e discriminatorie». Lo hanno annunciato i rappresentanti dell’Udu – Unione degli universitari, che raccoglie le liste di sinistra -, che ieri mattina hanno dichiarato l’intenzione di impugnare gli atti amministrativi, perché «violano il tetto del 20% delle entrate da tasse – ha spiegato il rappresentante Udu Alessandro Orsi – imposto dai decreti ministeriali». Vale a dire che l’Università ha incassato più soldi di quanti avrebbe potuto (il 22,18 per cento, 6 milioni di euro in più). E ora gli studenti li rivogliono indietro.
«Penalizza chi ha un reddito più basso, mentre ha un’incidenza proporzionalmente minore su chi ha redditi più alti. È un sistema profondamente ingiusto». L’Udu ha presentato una documentata e approfondita bozza di un nuovo regolamento e, contestualmente, una campagna contro il caro-affitti, l’altra spina nel fianco dell’economia studentesca: «In tre anni gli affitti sono aumentati del 150% – dice Alessandro Orsi -, il 250% in più nelle “zone rosse”, quelle vicino alle facoltà, come il Centro e la zona attorno al Politecnico». L’azione legale cercherà di colpire chi specula sulla difficoltà degli studenti di trovare posti letto convenienti e per periodi limitati: agenzie private che promettono aiuto in cambio di quote d’iscrizione che si aggirano sui 200 euro e che, spesso, non portano a nulla. Un bel giro d’affari, considerando che almeno il 20% degli studenti torinesi è un fuori sede.

Fonte del 5 giugno 2008: La Stampa

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