È possibile inviare, entro il 15 luglio, le osservazioni alla bozza del 2° Piano di Azione Nazionale per l’Efficienza Energetica, il documento di indirizzo che individua gli orientamenti che il Governo italiano intende perseguire per il raggiungimento degli obiettivi di miglioramento dell’efficienza energetica e dei servizi energetici.
Il documento – sul quale si è aperta la consultazione pubblica per raccogliere commenti e suggerimenti prima dell’elaborazione e dell’approvazione definitive del testo – deriva da una proposta dell’ENEA e tiene conto delle prime osservazioni formulate nell’ambito di un gruppo di lavoro paritetico che ha coinvolto le Amministrazioni centrali e le Regioni. Il Piano, previsto dalla Direttiva Europea 2006/32/CE, sarà approvato dal Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente, d’intesa con la Conferenza Stato Regioni Province autonome. Successivamente all’approvazione sarà trasmesso alla Commissione europea.
Saglia: fondo europeo in linea con obiettivi Governo
“A fine luglio presenteremo a Bruxelles il piano sull’efficienza energetica”, annuncia il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Stefano Saglia. “Il fondo messo a disposizione dalla Comunità Europea per finanziare progetti di efficienza energetica è un valido strumento a supporto dell’azione del nostro Governo”, ha aggiunto Saglia commentando il Fondo di investimento da 265 milioni di euro, dedicato soprattutto agli enti locali, lanciato dalla Commissione europea, dalla Banca europea degli investimenti e dalla Cassa depositi e prestiti.
WWF: sul Piano d’Azione l’Italia è in ritardo
A sottolineare il ritardo italiano nella presentazione del secondo Piano d’Azione Nazionale per l’Efficienza Energetica (PAEE) è stato ieri il WWF, che in una nota ha ricordato che il termine per la presentazione del documento scadeva il 30 giugno 2011. “Siamo veramente costernati: la politica energetica è un continuo alternarsi di annunci vuoti e di manovre di lobby, per i quali la nostalgia del nucleare è una foglia di fico dietro cui nascondersi – dice Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia – Non esiste una garanzia degli interessi collettivi e ambientali, per non parlare delle scelte nel contesto europeo”.
Più volte annunciato dal ministro Romani, il PAEE manca ancora all’appello. “Dopo la definitiva cancellazione delle velleità nucleari, con il referendum, era anche stato annunciata la bozza di Strategia Energetica ‘prima dell’estate’ (intervento del Ministro all’assemblea di Assoelettrica), da sottoporre a consultazione con una Conferenza Nazionale dell’Energia in autunno. Nulla di tutto questo sta accadendo”. “La volontà espressa dagli Italiani con il referendum – continua Midulla – è chiarissima, si vuole che l’Italia scelga il risparmio, l’efficienza e l’energia davvero pulita e sostenibile, un mandato che nessuna parte o classe politica può permettersi di disattendere”.
La Direttiva 2006/32/CE
Va ricordato che la Direttiva 2006/32/CE impone agli Stati Membri di redigere un Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica che miri a conseguire un obiettivo nazionale indicativo globale di risparmio energetico al 2016, pari al 9% per il nono anno di applicazione della Direttiva, da conseguire tramite servizi energetici e altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica.
Il primo Piano d’Azione italiano (2007)
In Italia il primo Piano d’Azione (PAEE 2007) ha previsto programmi e misure per il miglioramento dell’efficienza energetica e dei servizi energetici nei diversi settori economici (residenziale, terziario, industria e trasporti), per un risparmio energetico annuale atteso al 2016 pari a 126.327 Gwh/anno (equivalente al 9,6% dell’ammontare medio annuo del consumo nazionale di riferimento). Gli interventi individuati dal primo Piano riguardano soprattutto gli usi termici (75% circa), in particolare sistemi di riscaldamento più efficienti e coibentazione di edifici, e per il 25% gli usi elettrici. Con il PAEE 2007 il risparmio energetico annuale conseguito al 2010 (target intermedio) è risultato pari a 47.711 GWh/anno (il 3,6% dell’ammontare medio annuo del consumo nazionale di riferimento: superato l’obiettivo del 3% stabilito per il 2010). Circa il 70% del risparmio energetico annuale conseguito al 2010, pari a 31.427 GWh/anno, proviene dal settore residenziale.
Le misure adottate
La valutazione quantitativa dei risparmi ottenuti è stata effettuata con riferimento a una serie di misure di miglioramento dell’efficienza energetica: recepimento della Direttiva 2002/91/CE e attuazione del D.Lgs. 192/05; riconoscimento delle detrazioni fiscali (55%) per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti; riconoscimento delle detrazioni fiscali (20%) per l’installazione di motori elettrici ad alta efficienza e di regolatori di frequenza (inverter); misure di incentivazione al rinnovo ecosostenibile del parco autovetture ed autocarri fino a 3,5 tonnellate; meccanismo per il riconoscimento dei certificati bianchi (o Titoli di Efficienza Energetica).
Il 2° PAEE (2011)
Nel secondo Piano di Azione Nazionale per l’Efficienza Energetica (PAEE 2011) la metodologia di calcolo dell’obiettivo è rimasta inalterata rispetto all’edizione 2007, così come il valore totale di risparmi energetici attesi al 2016. Per questo motivo le tipologie d’intervento sono rimaste sostanzialmente le stesse, anche se all’interno del documento sono elencate, in maniera non esaustiva, altre aree di intervento che potrebbero integrare i risparmi al 2016 già stabiliti. L’articolazione del PAEE 2011 è stata sostanzialmente mantenuta inalterata rispetto al PAEE 2007 a parte qualche modifica rivolta all’ottimizzazione delle misure di efficienza energetica, dei relativi meccanismi di incentivazione e in qualche caso, alla revisione della metodologia di calcolo.
Nel 2° Piano d’azione vengono aggiornate le misure di efficienza energetica da adottare per il conseguimento dell’obiettivo generale al 2016, che viene mantenuto pari al 9,6%, e sono anche illustrati i risultati conseguiti al 2010. Oltre alle misure relative ai Certificati Bianchi e agli incentivi agli interventi di efficientamento energetico in edilizia, sono stati considerati anche gli effetti del D. Lgs. 192/2005, che recepisce la direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico in edilizia.
Settore residenziale
Per quanto riguarda il settore residenziale, la sostituzione dei vetri semplici con quelli doppi e la sostituzione degli scaldacqua elettrici hanno avuto un ottimo riscontro, mentre la coibentazione delle superfici opache degli edifici residenziali ha raggiunto risultati inferiori alle attese, probabilmente a causa dei costi più elevati che caratterizzano questa tipologia di opere. Saranno pertanto studiate e messe in atto nuove forme di incentivazione per stimolare gli interventi sull’involucro opaco. Nel PAEE 2011 l’intervento di coibentazione di pareti opache è stato sostituito con le prescrizioni del D. Lgs. 192/2005 (RES‐1).
Settori terziario e industria
Nel settore terziario è stata introdotta la misura relativa al recepimento della direttiva 2002/91/CE e attuazione del D.Lgs. 192/2005. Nel settore industria si è, invece, riscontrato un risultato negativo della misura relativa alla compressione meccanica del vapore e si è pertanto deciso di dare maggiore spazio nell’ambito del meccanismo dei CB, ad interventi per il recupero termico nei processi produttivi.
Settore dei trasporti
Infine nel settore dei trasporti la principale novità ha riguardato l’algoritmo di valutazione dei risparmi energetici potenziali, anche in considerazione dei dati di monitoraggio e di nuove normative che sono entrate in vigore dal 2007 in poi. Tale variazione ha determinato la necessità di rivedere l’insieme delle misure da attuare e ha reso necessario l’introduzione di altre misure.
Allo studio un sistema di incentivi stabile e sostenibile
Al fine di raggiungere gli obiettivi ambiziosi di efficienza che la strategia energetica europea indica al 2020, è in fase di studio uno schema di incentivazione stabile ed economicamente sostenibile (es. revisione del sistema dei certificati bianchi con revisione degli obiettivi al rialzo).
Risparmio di energia primaria al 2020
Per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi di risparmio d’energia primaria al 2020, stabiliti dal “pacchetto Energia” dell’Unione Europea, il secondo Piano, come richiesto dalla Commissione Europea, si indirizza anche verso il raggiungimento del target della riduzione del 20% della domanda di energia primaria al 2020. Secondo le stime, nel 2020 l’insieme delle misure individuate nel Piano (ed estese al 2020) determinerà una riduzione in termini di energia primaria di oltre 18 Mtep, di questi circa il 55% è attribuibile al gas metano (10 Mtep), il 40% al petrolio e il 5% ad altro. Complessivamente nel 2020 le emissioni di CO2 evitate per effetto delle misure previste dal Piano (ed estese al 2020) saranno pari a oltre 45 Mtep.
Miglioramento delle reti di trasmissione dell’elettricità
Il PAEE 2011 stima inoltre in circa 550 GWh il risparmio ottenibile con l’efficientamento delle reti di distribuzione e trasmissione dell’elettricità.
Il ruolo esemplare del settore pubblico
Infine, nel documento viene evidenziato il ruolo esemplare del settore pubblico attraverso la presentazione di varie iniziative svolte a livello d’amministrazione centrale e locale, che hanno dato o daranno a breve un notevole contributo al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici. Tra le iniziative citate, figurano il Programma Operativo Interregionale “Energie rinnovabili e risparmio energetico” (POI Energia) 2007‐2013, e il Fondo Rotativo per Kyoto.
Fonte: casaeclima
