Pareti senza isolamento, finestre sottili e montate male, ponti termici tra diversi materiali, serramenti e solai che facilitano le dispersioni di calore. Su 100 edifici (tra appartamenti e uffici) in 15 città italiane, analizzati da una squadra di tecnici, solo 11 (tutti costruiti a Bolzano) sono stati “promossi” da Legambiente nell’ambito della sua campagna nazionale “Tutti in classe A”, per la promozione della cultura del costruire sostenibile.
I tecnici hanno utilizzato immagini termografiche per mostrare difetti e pregi degli edifici. “Con le termofoto – ha spiegato Edoardo Zanchini, responsabile Energia di Legambiente – vogliamo rendere evidente quanto sia importante avere case ben progettate e costruite. Le foto del dossier presentato oggi mostrano con efficacia proprio la differenza tra una casa di “Classe A”, ossia con uno standard di qualità energetica che certifica un bassissimo fabbisogno di energia per il riscaldamento, e quelle costruite invece senza alcuna attenzione a questi temi. Le prime garantiscono una migliore qualità della vita agli abitanti grazie al buon isolamento delle pareti, e a parità di comfort, possono ridurre sensibilmente la spesa per il riscaldamento invernale e fare a meno dei condizionatori d’estate, riducendo fino a un terzo la spesa per il riscaldamento e il raffrescamento, ossia permettendo un risparmio tra i 200 e i 500 euro l’anno a famiglia”.
Sotto la lente gli edifici residenziali degli ultimi 10 anni
Per quanto riguarda gli edifici residenziali, sono state prese in considerazione costruzioni realizzate negli ultimi dieci anni, ossia nel momento del boom dei prezzi, venduti spesso a cifre superiori a 3/4.000 euro a metro quadro. “Se si considera che la differenza di costo di una Casa di Classe A rispetto a una “normale” è del 5-10%, e il costo di costruzione è 1.000 euro a mq mediamente, si capisce come non sia un problema di costi a impedire di investire nella qualità”, sottolinea Legambiente.
Bocciati 18 edifici pubblici su 19
Sul fronte dell’edilizia pubblica 18 edifici su 19 sono stati bocciati da Legambiente, in quanto presentano dispersioni a volte clamorose che obbligano ad un superlavoro i termosifoni d’inverno e i condizionatori d’estate. L’unico edificio che si salva è la nuova sede amministrativa della Provincia di Bolzano, con standard di edificio passivo CasaClima Gold.
Per capire le differenze per chi vi abita, le foto di Bolzano mostrano le caratteristiche omogenee delle pareti, il cui isolamento permette di evitare sbalzi termici. In questo modo si possono ridurre i costi del riscaldamento e del raffrescamento. Per fare un esempio, un edificio certificato di Classe A ha bisogno di circa 30 kWh/mq anno per il riscaldamento (paragonabile alla capacità di 3 litri di gasolio per riscaldare efficientemente per un anno la superficie di 1 m²), rispetto ad un edificio nuovo di Classe C che ha bisogno di circa 70 kWh/mq anno, mentre un edificio come quelli “bocciati” dalle analisi, mediamente di classe E, ha bisogno di oltre 120 kWh/mq anno.
Nel complesso la fotografia che emerge da questo primo monitoraggio “mostra come la quasi totalità degli edifici censiti presentino carenze strutturali relative alle dispersioni di calore. Un risultato – commenta Legambiente – che evidenzia quanto poco siano cambiate, negli ultimi trenta anni, le attenzioni da parte di progettisti e costruttori nei confronti di materiali, tecnologie e modalità costruttive impiegate per il contenimento degli sprechi energetici”.
Le Regioni promosse
Come si comportano le Regioni sul fronte dell’efficienza e del risparmio energetico in edilizia? Legambiente nel dossier promuove le Province Autonome di Trento e Bolzano, la Lombardia ed il Piemonte “dove le normative affrontano in maniera completa tutti gli aspetti di rendimento e certificazione energetica degli edifici, gli obblighi, i controlli e le sanzioni e dove, di conseguenza, si possono trovare esempi positivi di un nuovo modo di progettare e costruire”. Promosse ma con riserva Emilia-Romagna, Liguria e Puglia “dove mancano ancora dei tasselli a completare il quadro normativo”.
Le Regioni bocciate
Bocciate per alcune lacune normative il Lazio, l’Umbria e la Valle d’Aosta, dove sono vigenti leggi regionali che però prevedono indicazioni ancora troppo generiche sull’efficienza energetica. Il dossier boccia inoltre per incompletezza e inadeguatezza della normativa Toscana, Veneto, Marche, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna, Sicilia, Abruzzo. “Si tratta di intere aree del Paese – evidenzia Legambiente – in cui non esistono Leggi Regionali con obblighi sui rendimenti energetici degli edifici, sull’uso delle rinnovabili e sulla certificazione energetica. Per cui non si va oltre una generica promozione della sostenibilità in edilizia”.
Fonte: casaeclima
