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Mioaffitto: Le notizie dal mondo immobiliare scelte da Mioaffitto.it

November 16th, 2011

Ici e patrimoniale, quali effetti sul mercato immobiliare?

Cancellata dal Governo Berlusconi, l’Ici sulla prima casa torna al centro del dibattito con il nuovo Governo Monti che sta per essere varato.

Secondo alcune stime, la reintroduzione dell’Ici sulla prima abitazione comporterebbe per le casse dello Stato entrate per 3,5 miliardi di euro, pari al 41% dell’attuale gettito Ici (9,1 miliardi di euro). Se per le casse dei Comuni i benefici sarebbero indiscutibili (12,8 miliardi di euro in totale), per le famiglie il ritorno dell’imposta avrebbe un peso differenziato da città a città: a Bologna, per esempio, costerebbe 416,85 euro a famiglia, a Roma 407,95 euro, a Firenze 385,05 euro, a Milano 393 euro.

Favorevoli e contrari

Favorevole alla reintroduzione dell’Ici (e non è una sorpresa) l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci). “La reintroduzione dell’Ici è sempre stata tra le richieste dell’Anci”, spiega il presidente dell’Associazione Graziano Delrio, già sindaco di Reggio Emilia. “L’imposizione sugli immobili collegati al reperimento di risorse per i servizi al territorio ha un senso, tanto che esiste in tutta Europa, ma ovviamente va discusso il modo con cui tutelare le fasce più basse”, precisa il presidente dell’Anci.

Per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, l’Ici sulla prima casa “non sarebbe una bella misura perché cancellerebbe una riforma fatta dal centrodestra”, ha dichiarato. “Sicuramente – ha aggiunto Alemanno – una qualche forma di patrimoniale deve servire per creare un sistema fiscale più equo: meno tasse su redditi e imprese, qualcosa di più sui patrimoni”.

“La prima cosa che chiederemo è equità sociale, si parla già di rimettere l’Ici su prima casa. Si inizia maluccio” ha commentato il segretario della Cgil, Susanna Camusso. “Non si possono far pagare sempre i soliti noti, e forse è ora di pagare la patrimoniale come tassa strutturale che garantisce una stagione di entrate rigorose sul piano fiscale. Poi ragionare più seriamente su rendite finanziarie, visto che il precedente governo non ha fatto nulla, e dopo sugli immobili e seconde case”.

Confedilizia e Fiaip: con la patrimoniale si rischia una crisi subprime

Netta contrarietà all’ipotesi di introduzione di una patrimoniale è stata espressa da Confedilizia e Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali). “Le continue richieste di introduzione di un’imposta patrimoniale (anche dopo la sua bocciatura da parte dell’Europa) hanno già avuto effetti fortemente negativi sul mercato immobiliare, determinando una sensibile riduzione del valore degli immobili. Se poi la patrimoniale venisse effettivamente varata, le conseguenze depressive sarebbero ben più gravi e farebbero sprofondare il settore in una crisi senza precedenti, fino al rischio di cadere nella spirale subprime”, avvertono le due Associazioni, che attraverso le proprie strutture territoriali effettuano un continuo monitoraggio della situazione del mercato immobiliare.

La perdita media rilevata in Italia in questi mesi di ripetute voci relative all’introduzione della patrimoniale può essere stimata, su scala nazionale, fra il 3 e il 5%. In particolare, i maggiori ribassi nel mercato residenziale si sono registrati in varie aree metropolitane ed in particolare al Sud e nel Centro Italia (Palermo – 8%, Napoli – 6%, Roma – 7%). Gli agenti immobiliari Fiaip rilevano nel corso degli ultimi mesi un’immediata contrazione del numero delle compravendite, pari al 3% circa su scala nazionale, con un ribasso medio dei prezzi in Italia di circa il 4%. Anche gli immobili ad uso ufficio mostrano un segno negativo medio dei prezzi (– 5%), così come i negozi (– 6,5%) e i capannoni (– 8%).

In particolare, nel terzo trimestre del 2011 – allorché si è intensificato il dibattito sulla patrimoniale – si sono moltiplicati i segnali di debolezza del mercato immobiliare, con diffuse indicazioni di flessioni dei prezzi e di aumento degli incarichi a vendere inevasi. Per la prima volta in Italia si può parlare di “panic selling” per i proprietari immobiliari, a causa dell’incertezza relativa alla tassazione del settore.

Se alle voci e alle richieste facesse seguito l’effettiva introduzione di un’imposta patrimoniale, Fiaip e Confedilizia prevedono un calo medio dei prezzi che potrà attestarsi fra il 10 e il 12%. Calo che – a giudizio delle due Organizzazioni – sarebbe destinato a protrarsi per un lungo periodo, considerato che la sola messa a punto dei criteri per il calcolo del sistema impositivo patrimoniale richiederebbe mesi (la legge istitutiva dell’ultima patrimoniale italiana, quella del ‘47, si componeva di 77 articoli) e che i pagamenti dell’imposta non potrebbero avvenire – dati i tempi occorrenti per l’applicazione ai singoli cespiti, immobiliari ma anche mobiliari, dei criteri stabiliti, quali che essi siano – prima di un ragguardevole lasso di tempo (come accadde anche nel ’47) quantificabile in almeno più di un anno a far tempo dall’istituzione dell’imposta stessa.

“Certe forze politiche e sociali continuano a pretendere l’istituzione di una patrimoniale. Ma l’Europa non ce l’ha chiesta, e non ce la chiede, in alcuna forma”, ribadisce il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani.

Fonte: casaeclima

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November 15th, 2011

Social housing nelle Marche per riscoprire il territorio

Nelle Marche il social housing è diffuso sul territorio, 25 interventi in località minori per un totale di 400 alloggi sparsi qua e là. Una progettualità da 100 milioni di euro che fa da modello su scala nazionale: la costituzione del fondo di investimento è sostenuta da un network di imprese e cooperative locali di medie dimensioni, unite per rispondere alla tensione abitativa (non così marcata come nei grandi centri metropolitani), ma aggravata dalla crescente domanda di servizi per una popolazione sempre più anziana.

Nel dettaglio il progetto «Abitare sostenibile Marche e Umbria» nasce, ancora nel 2008, da un’idea della cooperativa pesarese Tecno Habitat, oggi braccio esecutivo del Contratto di rete siglato il 13 aprile 2011 da un network di 12 imprese locali, da Fondazione Housing Sociale e Finabita Spa. Tutte insieme, queste realtà hanno ottenuto da Cdp Investimenti Sgr il via libera (il 19 luglio scorso) per la costituzione di un fondo immobiliare, con finalità sociali di tipo chiuso, destinato a finanziare piccoli progetti di housing sociale e assistenza sanitaria: oltre ai 400 alloggi diffusi in 15 comuni (14 marchigiani più Perugia), sono previste 6 strutture socio-sanitarie per anziani (Rsa) con 600 posti letto e 80 alloggi di residenza assistita.

La dotazione del fondo a 15 anni è di 100 milioni circa: 24 milioni da Cdp Investimenti Sgr, 10 dai promotori, 15 da investitori istituzionali; e il restante 50% a debito. «Oltre alla difficoltà, peculiare del progetto, di organizzare in modo efficiente realtà molto diverse tra loro, in questi giorni aumentano i dubbi sui tempi necessari per costituire il fondo – afferma Gabriele Gentili, ad di Tecno Habitat –. Facciamo molta fatica a portare a casa le delibere di recepimento del debito. Anche i più convinti spostano l’orizzonte più avanti». Se difficilmente, quindi, la costituzione del fondo potrà concludersi entro i primi mesi del 2012, come era stato annunciato, intanto procedono gli iter urbanistici per il via libera ai singoli progetti. «Stiamo ritirando il permesso a costruire per l’intervento più grande, quello di recupero di Villa Fastiggi a Pesaro», aggiunge Gentili. Gli altri interventi sono sparsi sul territorio: da Porto Recanati a Urbino, da Fano a Folignano, da Falconara Marittima a Massignano.

L’offerta finale sarà differenziata, per rispondere a diverse esigenze: puro social housing in locazione a lungo termine (per le Rsa e il 25% degli alloggi), locazioni a riscatto con prelazione a 5 o 15 anni (50%) e vendite a prezzi convenzionati (25%). Per tenere unita l’offerta sparsa sul territorio e uniformare il progetto, i promotori hanno brevettato un sistema (Cives) per la messa in rete dei servizi, come i sistemi di controllo sul risparmio energetico, i servizi socio-sanitari integrati erogati nelle sei Rsa, l’assistenza domiciliare, e altro ancora: una piattaforma domotica brevettata metterà in comunicazione gli edifici e gli appartamenti. Si tratta di un nuovo gateway che potrà essere ulteriormente implementato.

Il progetto, insomma, si presta ad aprire la strada a iniziative analoghe, per realtà abitative diffuse, lontane dalla dimensione metropolitana. «Ci stanno chiamando da tutta Italia per capire come ci siamo organizzati e replicare altrove questo modello progettuale», conclude l’ad di Tecno Habitat.

Fonte: ilsole24ore

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November 14th, 2011

Global City Report 2011, rapporto internazionale sul futuro delle città

Il rapporto internazionale sul futuro delle città (sono state confrontate venti realtà europee è un evento organizzato da Scenari Immobiliari, con la collaborazione di Generali Immobiliare Italia. Ecco di seguito alcuni spunti di riflessione emersi durante la presentazione.

Ecco una sintesi del rapporto:
Il “pianeta casa” è influenzato da alcuni fattori, fra i quali, l’urbanizzazione, il fenomeno demografico, il progresso tecnologico, l’aumento del tempo libero e la sostenibilità.
La domanda di casa è influenzata da alcune tendenze abitative: l’estetica, la domotica, la sostenibilità, l’economicità e la diffusione delle case prefabbricate.
Anche gli interni della casa si evolvono: la casa viene sempre più utilizzata anche come ufficio, si evidenzia l’importanza della luce, assumono un ruolo importante gli spazi esterni privati, oltre alla personalizzazione degli spazi.
La casa è sempre vista come un investimento (in particolare in Italia).
Dal 2001 Atene è la città che ha registrato la percentuale più alta di nuove costruzioni (+12,7%), Londra è quella con un incremento minore (+3,8%), il capoluogo lombardo si piazza al 14° posto (+6,3%).
Milano è la città, fra quelle monitorate, con la superficie media più elevata in termini di metri quadrati (80,6), ultima Parigi con 59,6 metri quadri.
Milano è 14^ come percentuale di alloggi in social housing (7,2, Roma addirittura 17^ con il 4,3%), la casa sociale rappresenta, dunque, oggi uno dei migliori business da gestire nei prossimi anni per le pubbliche amministrazioni (la percentuale di Amsterdam è del 49,9%, Londra è seconda con il 26%, dunque, ampi margini di miglioramento per le due realtà nostrane).

Nel periodo 2001-2011 le case e gli immobili residenziali di alto livello sono cresciuti a Milano del 60,5%, Bruxelles sfiora il 90% prima in classifica), chiudono Lisbona, Zurigo, Copenhagen e Francoforte con crescite comprese fra il 20 e il 15%.
Madrid è la città che registra la percentuale più elevata di numero di proprietari per casa (82%), a Milano il 62% vive in casa di proprietà.
Lo stock del patrimonio immobiliare di Milano, espresso in metri quadrati, è pari a 54,4 milioni, il numero di alloggi presenti nel capoluogo lombardo è pari a 675.072.

Fonte: mondocasablog

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November 11th, 2011

Ance: subito la riforma fiscale per far ripartire l’edilizia

La riforma fiscale dovrebbe essere improntata su tre obiettivi strategici per il settore delle costruzioni: introduzione del principio di neutralità fiscale nelle fasi intermedie dell’attività edile, messa a regime delle detrazioni 36% e 55% e revisione delle misure introdotte dal fisco federale.

Queste le proposte avanzate da Ance (Associazione nazionale dei costruttori edili) in un’audizione davanti alla Commissione Finanze del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul sistema tributario nella prospettiva di una riforma.

L’Associazione, rappresentata dal suo presidente Paolo Buzzetti e dal vicepresidente del settore economico-fiscale-tributario, Giuliano Campana, ha ricordato ai senatori che se non verranno introdotte misure in grado di generare effetti immediati sulla produzione, la forte crisi che ha colpito il settore delle costruzioni continuerà almeno fino a tutto il 2012. Tutti i comparti produttivi del settore sono nella morsa della crisi: dall’edilizia privata (con una perdita dei volumi di investimento, pari al 38,9% nel comparto delle nuove abitazioni ed al 22,2% in quello dell’edilizia non residenziale) ai lavori pubblici, dove la flessione si attesta nel quinquennio al 33,9%, ma che arriva al 39,5% se si considera un orizzonte temporale più esteso (2004-2012).

Gli sgravi fiscali non bastano

L’Ance giudica positivamente la ventilata ipotesi di defiscalizzare le imprese che investono il proprio capitale nella realizzazione di infrastrutture (sgravi IRES e IRAP per i soggetti che partecipano al capitale per la realizzazione di opere pubbliche), ma osserva che tale misura non è sufficiente ad attrarre capitali privati nel settore se non accompagnata anche da un contributo pubblico da finanziare, eventualmente, o con i fondi già stanziati dal Tesoro o con il gettito dell’IVA generato dalla realizzazione dell’opera. Inoltre, tale strumento dovrebbe essere utilizzato per la realizzazione di tutte le opere d’interesse collettivo e non solo di “selezionate” infrastrutture strategiche.

Come finanziare la riforma fiscale

Più in generale, l’Associazione ha sottolineato la necessità che vengano adottate riforme strutturali e, tra queste, la riforma tributaria, volta a razionalizzare il prelievo riducendo complessivamente l’incidenza fiscale sul reddito d’impresa e su quello di lavoro dipendente. I costruttori edili sono fermamente contrari a qualsiasi ipotesi di aumento indiscriminato delle aliquote IVA ridotte (4% e 10%) e al taglio lineare delle agevolazioni fiscali, specie se riferite alla casa. Per finanziare la riforma fiscale, l’Ance propone piuttosto di incidere sulle aliquote dell’Imposta di Registro, equiparando così il prelievo fiscale sulle operazioni immobiliari, e di utilizzare il maggior gettito derivante dalla lotta all’evasione fiscale (+24,5 miliardi nel 2010).

Neutralità fiscale nella fasi intermedie

Il presidente Buzzetti auspica che nell’ambito della riforma fiscale siano accolte le proposte dell’Ance. Anzitutto, occorre introdurre il principio di “neutralità fiscale” nella fasi intermedie dell’attività edile, attraverso la riduzione dell’incidenza fiscale nella fase di produzione e in presenza di invenduto.

Accorpamento delle detrazioni 55% e 36%

Inoltre, le detrazioni fiscali del 55% (riqualificazioni energetiche degli edifici) e del 36% (ristrutturazioni edilizie) andrebbero accorpate in un’unica detrazione ad esclusivo beneficio dei privati e mantenendo il recupero decennale.

Estensione della cedolare secca alle imprese

La cedolare secca sugli affitti è una misura che andrebbe rafforzata per potenziarne gli effetti positivi. Ance propone di estenderla ai fabbricati concessi in locazione dalle imprese.

Revisione delle misure introdotte con il fisco federale

Occorre inoltre rivedere le misure introdotte dal decreto sul “federalismo fiscale comunale”, in modo da eliminare le distorsioni e le sperequazioni che colpiranno gli immobili delle imprese. “La riforma tributaria – sottolinea l’Ance – è la sede più opportuna per riconoscere la ’specificità fiscale’ del settore delle costruzioni. Non si tratta di introdurre agevolazioni tributarie ma di eliminare le distorsioni provocate dal complesso e stratificato sistema fiscale che, già oggi, deprime l’attività produttiva immobiliare e che, dal 2013, verrà ancor più esasperato dall’anticipata entrata in vigore del ‘federalismo fiscale comunale’”.

Sì condizionato alla patrimoniale

L’Associazione dei costruttori è disponibile anche a valutare la possibilità di introdurre una patrimoniale sui grandi patrimoni mobiliari e immobiliari, ma alla condizione che tale misura sia accompagnata da una riduzione del prelievo sulle imprese che investono e creano posti di lavoro.

Fonte: casaeclima

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November 10th, 2011

Record di sfratti nel 2011: 150 mila per morosità e niente aiuti dal governo per il 95% degli inquilini.

26 mila sfratti a Roma, 22 mila a Milano, quasi tutti per morosità dovuta alla perdita del lavoro. Le famiglie italiane in affitto, complice la crisi, non riescono più a pagare i canoni che rimangono su valori altissimi.
 
“Fino all’anno scorso – spiega Guido Piran Segretario Generale del Sicet – c’era il contributo del Fondo affitti con una dote di 130 milioni di euro che dava un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà. Oggi – continua Piran – legge di stabilità e tagli lineari del Governo lo hanno ridotto a 9 milioni. Nell’anno 2000 con 80 mila richieste il Fondo era di 360 milioni di euro; oggi con 400 mila domande viene cancellato l’aiuto agli inquilini deboli”.
 
Per Piran “il taglio del Governo oltre ad essere una misura inaccettabile è anche iniqua. Ad aprile 2011, con la cedolare secca il Governo ha regalato 1,5 miliardi di euro ai proprietari di case, e agli inquilini toglie l’unico ammortizzatore sociale.
 
Dobbiamo tutelare gli inquilini in difficoltà – afferma il Segretario Generale del Sicet – chiederemo un incontro urgente alle Regioni e ai Comuni per un confronto su possibili soluzioni”.

Fonte: condominioweb

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November 9th, 2011

Calabria: approvate le modifiche al Piano Casa

Via libera dalla Giunta regionale della Calabria al disegno di legge per la modifica del Piano Casa (L.R. n. 21/2010), cioè l’insieme delle disposizioni che consentono interventi di ampliamento, demolizione, ricostruzione e recupero degli immobili esistenti.

Il nuovo provvedimento, trasmesso alla IV Commissione per gli adempimenti di competenza, recepisce le norme collegate al Decreto Sviluppo (D.L n. 70/2011), ed integra e amplia in misura significativa le possibilità offerte dalla Legge Regionale n. 21/2010 estendendole anche agli immobili a destinazione non residenziale.

Miglioramento della qualità energetica e strutturale degli edifici

Il nuovo disegno di legge contempla, inoltre, l’integrazione della disciplina attuativa per gli aspetti della prestazionalità energetica ed adeguamento sismico e, soprattutto, presenta un insieme di modifiche all’articolato tese a risolvere una serie di problemi interpretativi sorti con l’applicazione della prima stesura della norma.

Potenziate le possibilità del Piano Casa

“La nuova formulazione della legge – spiega l’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Giuseppe Gentile – dovrebbe potenziare enormemente le possibilità offerte dal provvedimento, che ha la sostanziale finalità di stimolare l’economia attraverso un significativo impulso alle attività edilizie. La difficile congiuntura economica che si sta attraversando impone scelte tempestive ed efficaci, capaci di incidere su quei meccanismi attraverso i quali il tessuto produttivo del Paese è in grado di azionare la leva dello sviluppo e favorire processi di crescita economica”. La presentazione del provvedimento, sottolinea Gentile, “rappresenta un momento particolarmente significativo, in quanto la legge nasce quale strumento per contrastare la crisi economica e tutelare i livelli occupazionali attraverso il rilancio delle attività edilizie dirette al miglioramento della qualità architettonica, energetica e strutturale del patrimonio edilizio, nonché ad incrementare, in risposta ai bisogni abitativi delle famiglie in condizioni di particolare disagio economico e sociale, il patrimonio di edilizia residenziale pubblica avviando un processo di riqualificazione di aree urbane degradate o esposte a particolari rischi ambientali e sociali.”

Fonte: casaeclima

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November 8th, 2011

Problemi di affitti e condominio? Confedilizia risponde

La rubrica fornisce risposta solo a quesiti di interesse generale. Non saranno, pertanto, presi in considerazione quesiti né a carattere personale né relativi a questioni già pendenti innanzi all’Autorità Giudiziaria.
I quesiti vanno inoltrati alla Confedilizia tramite le oltre 200 Associazioni territoriali aderenti alla stessa e presso le quali è possibile attingere anche ogni ulteriore informazione. Per gli indirizzi delle Associazioni consultare i siti www.confedilizia.it/www.confedilizia.eu oppure telefonare al numero 06.67.93.489

MANCATA CONVOCAZIONE ALL’ASSEMBLEA, EFFETTI
Un condomino, che non ha potuto partecipare alla riunione condominiale perché non convocato, domanda se, sulla base di questo presupposto, possa impugnare le delibere che, nella circostanza, l’assemblea ha assunto.

La risposta è positiva. Tuttavia si consideri che la mancata comunicazione, ad uno o più condòmini, dell’avviso di convocazione non rende nulla ma semplicemente annullabile la delibera condominiale, la quale pertanto, se non impugnata nel termine di trenta giorni previsto dall’art. 1137, terzo comma, c.c., è valida ed efficace nei confronti di tutti i partecipanti al condominio (cfr. Cass. Sez. Un. sent. n. 4806 del 7.3.’05).

CONTRATTI 3+2, DISINFESTAZIONE DEI LOCALI CONDOMINIALI
Nella palazzina nella quale sono proprietario di un appartamento concesso in locazione con contratto 3+2 è stata deliberata la disinfestazione dei locali condominiali destinati alla raccolta delle immondizie. Il mio inquilino afferma che la relativa spesa non è di sua competenza. È vero? Preciso che il contratto di locazione nulla prevede al riguardo.

La spesa relativa alla disinfestazione dei locali comuni destinati alla raccolta delle immondizie è di competenza del conduttore. Così prevede, infatti, l’Allegato “G” al D.M. 30 dicembre 2002, che disciplina il riparto degli oneri accessori per le locazioni agevolate (3+2).

RIFACIMENTO DELLA PAVIMENTAZIONE CONDOMINIALE, DETRAZIONE
In un condominio è stato deliberato il rifacimento della pavimentazione esterna con materiali uguali a quelli preesistenti. Si domanda se, per i lavori in questione, è possibile usufruire della detrazione fiscale del 36%.

Sì. Si tratta di una di quelle ipotesi, infatti, per le quali – come chiarito dall’Agenzia delle Entrate (cfr. Guida fiscale, marzo’11) – è possibile godere della detrazione in questione.

SOCIETÀ DI CAPITALI E CEDOLARE SECCA
Una società di capitali, proprietaria di un appartamento locato ad uso abitativo, può optare per il regime della cedolare secca?

No. Le società di capitali, benché proprietarie di unità immobiliari abitative locate ad uso abitativo, non possono optare per la cedolare secca.

Fonte: news.attico

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November 7th, 2011

FINCO: i tagli alla detrazione 55% non si possono applicare a ritroso

I tagli lineari alle detrazioni fiscali del 55% e del 36%, introdotti con il Dl 98/2011 (Manovra di luglio) e anticipati al 2012 dal Dl 138/2011 (Manovra bis), non possono essere applicati a ritroso.

Questo il parere espresso da Finco (Federazione industrie prodotti impianti servizi ed opere specialistiche per le costruzioni) nella sua newsletter, a commento della risposta del sottosegretario all’Economia, Bruno Cesario, a un’interrogazione in Commissione Finanze della Camera sulla retroattività dei tagli – del 5% per il 2012 e del 20% a decorrere dal 2013 – alle detrazioni sulle riqualificazioni energetiche e sulle ristrutturazioni edilizie.

Secondo il sottosegretario, nel caso in cui non siano adottati entro il 30 settembre 2012 i provvedimenti di riordino in materia fiscale e assistenziale, le decurtazioni si applicheranno anche alle detrazioni sostenute prima del 30 settembre 2012.

La risposta di Casario viene giudicata da Finco “criptica” e sfavorevole al contribuente, poiché sembra non salvaguardare i diritti acquisiti dei contribuenti che hanno sostenuto le spese prima dell’entrata in vigore della novella normativa. L’applicazione retroattiva dei tagli si pone infatti in contrasto con i più elementari principi del diritto, come il principio della irretroattività della legge e della sua validità solo per l’avvenire, fondato sull’art. 3 dello Statuto dei Diritti del Contribuente (legge n. 212/2000). La giurisprudenza di legittimità in varie occasioni ha precisato che le norme dello Statuto del Contribuente costituiscono principi generali dell’ordinamento tributario; ne consegue che, nell’interpretazione e applicazione delle norme tributarie, il giudice deve fare riferimento allo Statuto.

Secondo Finco, una norma che abrogasse retroattivamente il diritto alla detrazione già acquisito (per le frazioni di esso che la legge stessa ha dilazionato nel tempo) sarebbe del tutto irragionevole, ai sensi dell’art. 3 della Costituzione. “Ciò, infatti – si legge nella newsletter – tradirebbe le legittime aspettative dei contribuenti, quali ingenerate dallo stesso Legislatore attraverso le normative agevolative a suo tempo introdotte e, come tale, sarebbe incostituzionale per violazione dei principi della irretroattività, della ragionevolezza e dell’affidamento nella sicurezza giuridica (tra le altre, cfr. Corte Costituzionale sentenza n. 349/1985 e sentenza n. 525/2000).”

Pertanto, qualora si dovesse effettivamente adottare la retroattività dei tagli, i soggetti colpiti “potranno contestare, in sede contenziosa, l’atto impositivo (con il quale si richiede la maggiore imposta) ovvero, in ipotesi di presentazione di istanza di rimborso, il silenzio rifiuto/diniego dell’Agenzia delle Entrate e ciò sulla base degli argomenti in precedenza indicati.”

Fonte: casaeclima

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November 4th, 2011

I giovani e la casa, un problema sociale

L’inchiesta sulla condizione abitativa degli under 35, condotta dal Gruppo di studio per le politiche giovanili del Cnel, in collaborazione con il Sicet, sindacato degli inquilini, evidenzia l’esigenza di un rilancio delle politiche abitative, maggiori agevolazioni fiscali e un calmiere sui mutui. Dall’indagine emerge che i giovani vivono per il 35,7% in casa di proprietà e per il 63% in affitto.

Quel 35,7% che vive in proprietà, in maggior percentuale risiede nel sud e nel nord-ovest del Paese (circa il 35%), abita in un appartamento (70%) prevalentemente in periferia (43,8% ) e nel 35,2% dei casi convive con i genitori. Solo il 30% dei giovani vive in una casa singola di proprietà
Il 74,1% dei giovani che invece vive in proprietà, ha acquistato la propria abitazione (il 13,1% l’ha costruita da sé ed il 12,8% l’ha ereditata). Il 37% paga un mutuo nella prevalenza dei casi a tasso fisso (il 60,2%) con una rata media di 676 euro.
Chi vive in affitto, invece, ha come padrone di casa quasi sempre una persona fisica (72%) mentre una percentuale intorno al 4% abita in casa di un ente pubblico o di una società.

L’indagine mette in evidenza che se nella maggioranza dei casi (l’82,2% dei casi) l’inquilino può contare su un regolare contratto d’affitto, i contratti “in nero” esistono ma riguardano una minoranza, il 17,8% dei casi, prevalentemente costituiti da studenti che abitano nelle città in cui risiedono le maggiori università.
Il 39,7% degli affitti è a canone libero (durata 4 anni + 4), il 20,6% a (durata 3 anni + 2), il 7,2% abita gratuitamente in comodato d’uso, il 7% con contratto ad uso transitorio ed il 6% presso un ente pubblico.

C’è anche una grande variabilità dei costi delle locazioni: i canoni più alti sono a Roma e Milano, dove in media per un’abitazione di 65metri quadrati si pagano 600 euro mensili, con punte fino a 1800 euro; i più bassi a Palermo (350 euro mensili). Affittare una stanza costa da un minimo di 170 euro al mese a Catania ad un massimo di 400 euro a Roma.

Fonte: mondocasablog

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November 3rd, 2011

Agente immobiliare, è arrivata la versione 2.0!

Vale ovviamente per qualsiasi professione, ma l’idea di innovazione, quell’essere sempre al passo con i tempi, si attaglia particolarmente bene agli Agenti immobiliari. Che devono essere in grado di percepire anzitempo tutte le sfumature che il mercato esprime ancor prima che queste si manifestino. Altrimenti dove starebbe la concorrenza?

La Scheda a cura della casa editrice presenta il libro così: «Un’autentica bussola operativa per gli operatori immobiliari: singoli, associati o in franchising.

Il testo aiuterà a cambiare mentalità, a dare attenzione a ciò che davvero è importante, a trovare idee e approcci nuovi per la propria attività.

Il Multiple Listing Service è il nuovo metodo operativo che ha come fine migliorare il servizio al consumatore e aumentare le possibilità di business dei singoli operatori».

Qualche informazione in più l’abbiamo però trovata su condivisioneimmobiliare.it, dove Raffaele Racioppi esprime il proprio incondizionato entusiasmo verso l’opera di Luca Gramaccioni, di cui si dice tutto il bene possibile («uno dei pochi formatori in Italia davvero specializzati nel Real Estate»).

Racioppi, che è un vero patito dell’innovazione, non si perde la ghiotta occasione di commentare un libro che già nel titolo, “Agente immobiliare 2.0“, è tutto proiettato verso il futuro.

E così commenta: «Dopo una fotografia critico-spiritosa sul mondo immobiliare odierno e l’evoluzione del ruolo dell’Agente negli ultimi 30 anni, il testo affronta prima di tutto la parte relativa alla mentalità vigente fornendo parametri nuovi su regole da seguire ed abitudini lavorative ormai da cambiare ed innovare.

Si affronta quindi l’Essere un Agente prima ancora delle attività organizzative proprio perché chi opera nell’ambito dei servizi, deve avere nel proprio dna atteggiamenti consoni all’ottenimento del risultato.

Le argomentazioni seguono con l’indicazione precisa su come affrontare le colonne portanti di questo business, ovvero quei campi di azione irrinunciabili troppo spesso sottovalutati e non tenuti sufficientemente in considerazione e la cui naturale conseguenza sfocia nella capacità di auto-determinare i propri obiettivi aziendali in modo chiaro e facilmente usufruibile».

Il libro si annuncia quindi come un percorso da seguire da vicino, almeno da parte degli Agenti immobiliari, e non solo per la proposta di fare business con l’MLS.

Fonte: quotidianocasa

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