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Mioaffitto: Le notizie dal mondo immobiliare scelte da Mioaffitto.it

February 20th, 2009

Case popolari: 2mila assegnazioni irregolari, via al nuovo bando

ROMA – Sono quasi duemila le assegnazioni irregolari di alloggi popolari a Roma dell’ultima graduatoria pubblicata il 31 dicembre 2006). A «scovare» i titolari non idonei a ricevere una casa è stato l’ufficio extradipartimentale per le Politiche abitative del comune di Roma con un’indagine su 2.908 assegnatari che sembravano avere i requisiti necessari per avere subito un alloggio. A presentare i dati del monitoraggio è stato l’assessore comunale alle politiche della casa Alfredo Antoniozzi che ha parlato di «una nuova era che inizia all’insegna della certezza del diritto».

Delle 2.908 documentazioni analizzate, 1.107 sono risultate in possesso di tutti i requisiti necessari mentre 1.306 non sono idonei per motivi diversi: 74 sono deceduti, 349 sono emigrati fuori dal Comune o irreperibili, 313 non erano in possesso della sentenza di sfratto e 495 erano già assegnatarie di un alloggio.

Ragazze madri, single e anziani. Queste le categorie che avranno priorità nelle assegnazioni di alloggi secondo i nuovi criteri introdotti dal nuovo bando generale per le assegnazioni che dovrebbe essere pronto entro la fine dell’anno in corso. All’interno del bando sono stati individuati alcuni criteri che lo differenziano dai precedenti e che, ha spiegato Antoniozzi, «lo adeguano ai cambiamenti della società».

Verrà data priorità a nuove categorie che hanno maggiore difficoltà ad avere una casa come i single, le ragazze-madri e gli anziani. Inoltre, non sarà più possibile rifiutare l’alloggio assegnato se non per motivi evidenti di inagibilità: chi non accetterà una casa perchè in una zona poco gradita verrà inserito alla fine della lista di assegnazione.

Fonte: il Messagero

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February 19th, 2009

«In Lombardia canoni da 300 euro»

«Pensare solo ai poveri non basta più. Sul fronte casa occorre aiutare anche il ceto medio». Non ha dubbi Mario Scotti, assessore alla Casa della Regione Lombardia.
Perché è così importante intervenire per assicurare un alloggio al ceto medio?
«Perché oggi solo nella mia regione 70mila famiglie si trovano in grave difficoltà. Hanno un reddito troppo elevato per ottenere una casa popolare ma non riescono a sostenere gli affitti imposti dal mercato immobiliare. Per questo già forniamo loro un sussidio per pagare il canone».
Da quanto tempo esiste questa emergenza?
«Da almeno due anni, quando abbiamo varato il piano triennale della Regione. Negli ultimi tempi, però, il problema è diventato più grave. Lo dimostra la crescita esponenziale delle domande, che sono passate da 40 a 70mila in soli due anni».
Cosa sta facendo la Regione Lombardia?
«Lo scorso luglio abbiamo varato un piano ad hoc per l’housing sociale. Inoltre, con il piano triennale abbiamo esteso gli interventi al ceto medio, non limitandoci più a costruire case popolari per le famiglie meno abbienti. Abbiamo stabilito accordi quadro con i quali i Comuni si impegnano a mettere a disposizione aree a basso costo, e noi a fornire i fondi necessari».
A che punto siete?
«Le prime case sono state consegnate alle Aler locali e quindi ai cittadini, che pagano da 300 a 400 euro al mese per un appartamento. Ora ne stiamo costruendo altre tremila, grazie a una nuova legge regionale».
L’housing sociale è, quindi, un progetto di successo?
«Assolutamente sì. Proprio in questi giorni stiamo rifinanziando la legge, in modo da poter andare avanti su questa strada».
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February 18th, 2009

Google ci farà risparmiare sulla bolletta

Messo a punto un sistema che permette di controllare online consumi e dispersioni degli elettrodomestici.

«Se non puoi misurarlo, non puoi migliorarlo», queste le parole di Lord Kelvin, ingegnere irlandese che ha dato un importante contributo allo studio dell’elettricità e della fisica dell’Ottocento. E proprio queste parole diventano oggi il motto del nuovo progetto del colosso della ricerca Google, impegnato nella misurazione dei consumi elettrici. Denominato Google PowerMeter, il servizio è nato dai laboratori della grande G e si propone di monitorare tutti i consumi energetici dovuti agli elettrodomestici, ai computer e a tutti i dispositivi casalinghi.

IL PROGETTO – Il PowerMeter è un software di monitoraggio online in cui vengono mostrati grafici di consumo individuale. Attraverso il sistema di Google è così possibile analizzare le informazioni energetiche relative alla singola abitazione e perfino attivare una sana competizione con gli amici, per confrontare bollette e impronta ecologica. È sufficiente impostare il proprio profilo e visualizzare i risultati per avere un’idea ben precisa del proprio andamento energetico, osservando i picchi di consumo; un semplice controllo permette di accorgersi che un elettrodomestico datato o malfunzionante causa una dispersione di energia, dando così modo all’utente di migliorare la bolletta e non solo. L’idea di base è che rendendo misurabile un consumo invisibile come l’energia, si raggiunge anche una maggiore consapevolezza dell’impatto ambientale dell’elettricità e le emissioni generate. Attualmente in fase di prototipo e test, il sistema potrebbe essere disponibile al grande pubblico già nei prossimi mesi.

PRESE INTELLIGENTI – I dati consultabili online vengono raccolti via wireless grazie ai cosiddetti «smarter power», piccoli dispositivi hardware intelligenti che vengono integrati alle singole prese elettriche: negli Stati Uniti gli smarter power entreranno nelle case di oltre 40 milioni di persone nei prossimi tre anni. La speranza di Google è che nei mesi a venire i produttori di elettrodomestici si sensibilizzino rispetto alle problematiche ambientali e che utilizzino dispositivi compatibili con il software PowerMeter. Sebbene siano molti i progetti di monitoraggio e analisi dei consumi casalinghi (basti citare il concept di applicazione per iPhone Current state, l’impegno di un colosso come Google può avere un peso decisivo sia nell’adozione del sistema da parte degli utenti, sia nella diffusione di hardware compatibili grazie ad accordi con i grandi produttori.

Fonte: Corriere della Sera

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February 17th, 2009

Con la domotica la casa intelligente diventa realtà

Una marea di apparecchi elettronici ha proliferato in maniera dapprima graduale, poi progressivamente più accelerata nello spazio, peraltro sempre più ridotto delle nostre abitazioni: elettrodomestici, automazioni per cancelli, porte, avvolgibili e tende, impianti antintrusione, sistemi di riscaldamento/condizionamento, dispositivi multimediali ecc. Passo successivo e sfida attuale è l’interconnessione e l’integrazione impiantistica, ovvero permettere ai vari dispositivi che ci circondano di comunicare fra loro. È il campo di azione della domotica, un termine che letteralmente significa “casa automatica” e definisce l’insieme delle tecnologie di integrazione e automazione degli impianti domestici. L’evoluzione delle tecnologie informatiche consente una radicale trasformazione della progettazione e gestione degli edifici, con vantaggi significativi non solo sul piano del confort, dell’accessibilità e fruibilità, ma anche sul piano della prevenzione, della sicurezza e del risparmio energetico.

Gli esordi
Sono passati ormai molti decenni dalla costruzione della casa che gli storici considerano il primo esempio completamente automatizzato, realizzata da un gruppo di architetti della scuola di Wright, vicino a Phoenix, nel deserto dell’Arizona. In quel caso, un computer Motorola MC 6800 era predisposto al controllo di tutte le funzioni della casa: rilevamento di eventuali fughe di gas, incendi o tentativi di furto, azionamento dell’impianto energetico ed elettrico a seconda della presenza o meno di abitanti. Le porte erano prive di serrature tradizionali: le chiavi erano sostituite da tastiere a codice che una volta riconosciuto dal computer, dava luogo all’apertura della porta. La prospettiva di un’applicazione diffusa di sistemi di Building e Home Automation, allora futuribile, è oggi una realtà concreta che ha ormai ampiamente superato la fase di sperimentazione e evolve con grande rapidità i suoi dispositivi, all’insegna di una sempre maggiore semplificazione dell’impiantistica, dell’installazione, della programmazione e dell’utilizzo. Una domotica che si propone non come optional per abitazioni di lusso, ma come dotazione di base di qualsiasi edificio, sia in nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni, nel residenziale come nel terziario. Le nuove tecnologie consentono la gestione coordinata, integrata e computerizzata degli impianti tecnologici, delle reti informatiche e delle reti di comunicazione. Nel percorso di ricerca di alcune aziende, l’approccio alla domotica si orienta allo sviluppo di soluzioni che facilitino la vita e i gesti quotidiani di migliaia di persone, temporaneamente o permanentemente affetti da disabilità.

L’utilità del controllo
La sua potenzialità di ‘ausilio’ è peraltro sempre più condivisibile, considerato l’aumento considerevole della popolazione anziana in tutti i paesi occidentali. La compatibilità con diverse apparecchiature e impianti e la flessibilità, intesa anche come possibilità di espandere nel tempo le funzioni, costituiscono i più recenti approdi dei sistemi domotici di ultima generazione. Unitamente al perfezionamento degli strumenti per controllare tutta l’installazione localmente, dallo schermo di un Pc, o a distanza, tramite Web. La vita di oggi si svolge per lo più all’esterno dell’abitazione; rendere la casa “intelligente” significa migliorare le modalità di utilizzo del tempo trascorso tra le mura domestiche. Significa anche poter esercitare le funzioni di controllo sulla propria casa dal luogo di lavoro o di vacanza. Il fatto di convivere ormai con Internet ed utilizzarlo sia per il lavoro che per il tempo libero, rende naturale accogliere l’introduzione di servizi che si basano sulle nuove possibilità offerte dalle moderne tecnologie della comunicazione.

Fonte: B2B24.ilsole24ore.com

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February 16th, 2009

Affitti: le regole

Chi paga le spese, tra proprietario e inquilino, in un’ abitazione affittata? Bisogna innanzitutto distinguere tra tre tipi di contratti. Quelli a canone convenzionato (locazioni di 3+2 anni di durata, transitorie e per studenti universitari), quelli a canone libero (4+4 anni di durata) e infine quelli sottratti alla legge n. 431/1998 (i più comuni sono le locazioni turistiche e quelle dei box).
Contratti a canone convenzionato
La suddivisione delle spese è stabilita dall’allegato G al Decreto ministeriale 30 dicembre 2002. Le spese di manutenzione ordinaria sono a carico del conduttore, quelle di manutenzione straordinaria del locatore. I costi dell’ eventuale servizio di portierato, invece, vanno spartiti al 90% all’inquilino e il 10% al proprietario. Nell’allegato G non sono però riportate alcuni spese (per esempio quelle sopportate per l’ amministrazione dello stabile o per le polizze condominiali), che resta possibile attribuire liberamente nel contratto.

Contratti a canone libero
Va fatta una distinzione. Se nel contratto non esistono clausole o allegati in merito alla spartizione delle spese, valgono le regole stabilite dall’articolo 9 delle legge n. 392 / 1978 (il cosiddetto equo canone), mai abrogato dalla norma di riforma delle locazioni, la legge n. 431 / 1998. In seconda battuta, contano le norme del codice civile (articoli 1576 – 1577, 1592 – 1593 e, soprattutto, 1609 – 1610). Gran parte dei giudici ritiene che l’ allegato G al decreto sia un ottimo punto di partenza per stabilire la spartizione anche per questi contratti, avallata negli accordi raggiunti tra associazioni dei proprietari di casa e degli inquilini. Però il contatto potrebbe stabilire condizioni diverse di assegnazione delle spese, facendo espressamente eccezione alle norme di legge (per esempio attribuendo all’inquilino alcune o tutte le spese di manutenzione straordinaria).

Contratti non soggetti alla legge n. 431/1998
Poiché per essi non valeva nemmeno la vecchia legge sull’equo canone, l’ unico riferimento possibile sono le norme del codice civile. Il codice fa carico all’inquilino delle sole spese relative alla piccola manutenzione dipendenti da deterioramenti prodotti dall’uso e non quelle dipendenti da obsolescenza o da caso fortuito (un incidente, o gli effetti di poggia, neve o fulmini). Si tratta di un ambito assai più limitato di quello previsto dalla manutenzione ordinaria.

Locazioni a canone libero
Sono le più diffuse. La distinzione fondamentale pare quella tra opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, le prime attribuite agli inquilini, le seconde ai proprietari. Per differenziarle, i giudici fanno riferimento agli articoli 1004 – 1005 del codice civile sull’ usufrutto. Essi assegnano al proprietario le riparazioni straordinarie (stabilità muri maestri e volte, rinnovamento per intero o di parte notevole del tetti, delle scale, dei muri di sostegno e di cinta). Invece l’ usufruttuario (e l’ inquilino) hanno a carico la manutenzione ordinaria nonché le spese di amministrazione e custodia.

Manutenzione straordinaria a carico dell’inquilino
La riforma delle locazioni (legge n. 431 / 1998) non si pronuncia sulla spartizione delle spese tra proprietario e inquilino. Apparentemente, si limita infatti a tenere in vigore l’ articolo 9 della legge dell’ equo canone, che riguarda proprio la suddivisione dei costi di manutenzione ordinaria e straordinaria e cancella l’ articolo 23, che stabiliva che, in caso di riparazioni straordinarie, il proprietario avesse diritto a “un aumento non superiore all’ interesse legale sul capitale impiegato nelle opere e nei lavori effettuati”. In realtà abroga anche l’ articolo 79 dell’equo canone che vietava qualsiasi pattuizione che attribuisse un vantaggio in contrasto con le disposizioni di legge.

Perciò la maggioranza dei giudici è stata concorde sul fatto che è possibile, in un contratto di 4 + 4 anni a canone libero, attribuire all’ inquilino anche le spese di manutenzione straordinaria, purchè tale deroga alla legge sia chiaramente espressa. Non tutte, certamente, altrimenti un proprietario, a pochi mesi dalla scadenza della locazione, potrebbe rifarsi completamente l’appartamento a spese dell’inquilino: una conseguenza evidentemente abnorme.

L’ interpretazione più probabile
L’ inquilino dovrà sopportare per intero il costo delle opere decise in assemblea condominiale. Viceversa quasi mai dovrà pagare le riparazioni straordinarie nell’appartamento in cui vive. Infatti il patto contrattuale di locazione vede come oggetto l’ appartamento così come è. Sono inoltre vietate (articolo 1582) le innovazioni eseguite dal proprietario “che ne diminuiscano il godimento”. Non solo: in caso di riparazioni urgenti, che si protraggano oltre 20 giorni, il conduttore ha diritto a una riduzione del canone, “proporzionata all’intera durata delle riparazioni stesse e all’entità del mancato godimento” (articolo 1584). Infine, l’ articolo 1609 mette a carico del proprietario le spese dipendenti da deterioramenti prodotti da vetustà o da caso fortuito.

Eccezione alle norme del codice civile
Un contratto di locazione può fare espressa eccezione anche alle norme del codice civile. Ma un giudice potrebbe non essere d’ accordo, valutando la clausola di deroga troppo in contrasto con quelle considerate vessatorie dal Codice, anche nei contratti tra privati. Oppure ritenendo che così si otterrebbe un incremento indiretto del canone (un patto nullo, secondo l’ articolo 1 3 della legge n. 431 / 1998).
Poiché la deroga alle norme è comunque possibile, in genere nei prestampati di locazione viene fatto “rivivere” l’ articolo 23 della legge sull’equo canone: in sintesi, la manutenzione straordinaria resta pagata dal proprietario, ma in compenso egli ha diritto a un aumento del canone pari (oggi come oggi) al 3% dei costi sopportati.

Fonte: Mondocasablog.com

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February 15th, 2009

«E alla fine ho trovato un tetto»

Milano«Fra me e la mia fidanzata prendiamo da 1.500 a 1.800 euro al mese. Per noi affittare una casa a Milano sarebbe impossibile». A parlare è Simone, impiegato in uno studio che si occupa di amministrazione immobiliare, da qualche mese inquilino di un alloggio che Aler affitta a canone moderato.
«Abitiamo vicino corso Vercelli, in pieno centro – racconta -. L’appartamento in realtà è un sottotetto ristrutturato. Ogni mese paghiamo 450 euro spese incluse per 60 metri quadri. Per due persone è perfetto». Simone ha ottenuto l’alloggio partecipando come giovane coppia al bando pubblico. «L’iter non è stato affatto complicato. Abbiamo risposto alla domanda perché rientravamo nei requisiti richiesti. Successivamente c’è stata l’assegnazione. Abbiamo avuto la possibilità di scegliere la casa guardando la piantina. Abbiamo preferito un appartamento vuoto, in modo da poterlo arredare secondo i nostri gusti». In questo modo Simone e la sua compagna possono vivere a Milano senza rinunciare a tutto. «Se avessimo preso in affitto una casa privata non saremmo arrivati alla fine del mese, ci sarebbe costata almeno 700 euro. Qui ci troviamo molto bene e abbiamo anche un ottimo rapporto con i nostri vicini. Ma la cosa più importante è che in questo modo possiamo goderci un po’ la vita, senza avere troppe ansie». Una volta assegnata, una casa a canone moderato è un diritto per sei anni circa. Dopo di che il contratto può essere prorogato. «Iniziative come questa sono importanti – conclude Simone -, dovrebbero essercene molte di più. Per una famiglia come la nostra questa è l’unica soluzione. Il nostro reddito è troppo basso per sostenere l’acquisto o l’affitto di una casa privata. Ma è anche troppo alto per avere diritto a un alloggio popolare».

Fonte: Il Giornale

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February 13th, 2009

Vita ecocompatibile: niente frigorifero

CANADA - Ridurre la propria “impronta ecologica”, ovvero l’impatto delle proprie attività sull’ambiente, richiede impegno, ma non è una cosa impossibile. Un buon esempio ce lo dà Rachel Muston, trentadue anni, impiegata IT presso il governo canadese, che un anno fa ha deciso di dare una notevole accelerata alla sua responsabilità ambientale. La prima azione drastica, presa d’accordo con il marito, è stata quella di spegnere il frigorifero, uno degli elettrodomestici più dispendiosi in quanto a consumo energetico (circa 1300 chilowattora all’anno).

UNA SCELTA ESTREMA - Il frigo è presente in quasi tutte le case americane ed europee, eppure non è così indispensabile come appare, almeno secondo la signora Muston. Lei si è organizzata ad esempio con un freezer, per conservare a lungo termine gli alimenti più deperibili (carne e verdure), e un refrigeratore più piccolo, raffreddato con il ghiaccio prodotto dal congelatore, per i generi caseari e di immediato utilizzo. Basta un po’ di oculatezza e qualche modifica nella spesa quotidiana e nelle abitudini culinarie; ma, più di ogni altra cosa, è fondamentale avere tempo: va infatti dedicato più spazio alle compere e alla preparazione dei cibi (eliminando tutti i cibi precotti o surgelati). La vita senza questo elettrodomestico è comunque una scelta estrema, che in pochi si possono permettere. È agevolato ad esempio chi vive vicino a un negozio di alimentari, chi è da solo, o per lo meno non ha una grande famiglia, e può cucinare e comprare piccole quantità di cibo per volta. Chi vive in campagna o ha un giardino, ad esempio, in inverno può lasciare fuori casa gli alimenti da conservare al freddo.

LO SCETTICISMO DEGLI AMBIENTALISTI - Interpellate sull’argomento, molte delle persone più eco-responsabili e attente al risparmio energetico ritengono il frigo un lusso irrinunciabile. Anche tra gli ambientalisti ci sono molti scettici riguardo alla questione, ritenendo che la sfida di vivere senza frigo abbia acquistato un risvolto romantico, idealizzando una pratica che in realtà non è poi così conveniente. In effetti esistono alternative più accessibili per ridurre l’impatto ecologico, come acquistare un modello a basso consumo. C’è chi ha recuperato vecchi progetti tutt’oggi validi, come l’Università di Oxford che ha rispolverato l’”Einstein refrigerator” (accreditato al premio Nobel): un frigo a gas pressurizzato che non usa energia elettrica. O più semplicemente si possono tenere a mente alcuni suggerimenti di comune buon senso: sbrinare il frigo una volta all’anno, non aprire lo sportello troppo spesso e per troppo tempo, posizionare il frigo in modo che sia lontano dalle fonti di calore (forno, fornelli, luce diretta del sole).

Fonte: Corriere della Sera

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February 11th, 2009

Casa, Milano la città più cara d’Italia per vendite e affitti

La casa è sempre più un miraggio per i milanesi. I prezzi salgono da cinque anni, anche se con sempre meno enfasi: +0,4% nell’ultimo anno rispetto a +10% nel 2004. E nell’anno dei timori di crisi le aspettative degli operatori sul mercato e il numero di compravendite sono al ribasso in sette casi su dieci.

Se in Italia Milano è la più cara, anche rispetto a Roma, in Europa è dodicesima. Costa di più solo in alcune città inglesi (Londra, Bristol, Manchester, Birmingham, Edimburgo, Cambridge), in Lussemburgo, in Scandinavia (Stoccolma, Oslo e Tromsø), a Salisburgo in Austria. E’ quanto emerge da un’indagine della Camera di commercio di Milano su dati Eurostat 1999-2006, Osmi – Camera di commercio e Fimaa.

Milano, insieme con Roma ,si conferma la città più care d’Italia anche per gli affitti. Anche per gli appartamenti adatti alle coppie, come monolocali, bilocali e mansarde. E’ quanto emerge da uno studio del portale immobiliare Casa.it. Bilocali, loft e mansarde tra i 30 e gli 80 metri quadrati, un solo bagno e rigorosamente una sola stanza da letto. La città meno cara dove affittare un bilocale è Venezia, dove l’affitto medio per un appartamento di circa 50 metri quadrati è di 747 euro al mese. Poco più cara Firenze dove si sale a 826 euro al mese per un bilocale delle stesse dimensioni.

Gli affitti più alti si trovano Milano e Roma, che si attestano, rispettivamente, per appartamenti della stessa metratura, a circa 940 euro e 1.100 euro mensili. Chi invece è alla ricerca di un loft o di una mansarda troverà le migliori occasioni a Firenze. L’affitto medio per un loft di circa 50 metri quadrati si aggira intorno ai 1.000 euro mensili, mentre si scende a circa 820 euro per l’affitto di una mansarda della stessa metratura. A parità di dimensioni, costi più alti del 5% per affittare un loft a Milano e del 10% a Roma. Per quanto riguarda invece le mansarde, Milano è la città più cara in assoluto, con costi medi per l’affitto pari a 1.150 euro mensili. Si scende a 1.020 euro a Roma per metrature intorno ai 50 mq. Cresce il numero di italiani che scelgono appartamenti in condivisione. La capitale e il capoluogo lombardo sono le città che offrono le maggiori opportunità, concentrando il 40% del totale delle offerte di stanze in appartamenti condivisi. [continua]

Fonte: AdnKronos

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February 10th, 2009

Quanto consuma la tua casa?

Quello sui consumi delle automobili è un discorso sentito molte volte. E non solo per i continui aumenti del prezzo del petrolio. Pochi, invece, sono in grado di dire qual è, in termini di consumo, la spesa che comporta una casa.

Se lo sono chiesto, dandosi anche una risposta che è diventata prima progetto e poi realtà, Aipe e Centro Informazione sul pvc. Con un’iniziativa congiunta, le due associazioni hanno infatti dato vita a una passivhouse, un’abitazione con un impatto minimo sull’ambiente e che annualmente consuma l’equivalente di 1,5 litri di combustibile per riscaldare, climatizzare e illuminare ogni metro quadro di superficie abitabile. Traducendo in termini energetici, una casa che ha un consumo pari a circa 20 Kwh/m2, 10 volte inferiore rispetto a quello medio dell’attuale parco edilizio italiano.

La casa in questione è a Ozzano, in provincia di Bologna, e la presentazione del progetto e di altri studi pilota è avvenuta al Made Expo di Milano in occasione del convegno “La casa 2 litri: dal progetto alla realtà”, incontro dibattito sulle passivhouse e i materiali isolanti.

L’iniziativa promuove un approccio costruttivo all’insegna della sostenibilità e prevede una serie di linee guida, riproducibili ovunque, tra cui: facilità di manutenzione, efficiente isolamento termico, processi produttivi a basso consumo energetico e utilizzo di componenti riciclabili.
Il nuovo modello dimostra inoltre come l’utilizzo di pvc per serramenti, pavimenti e scarichi e di eps per le sue capacità termiche ed acustiche, permetta di costruire con idee nuove e ottenendo un risparmio sia nei costi di gestione che in termini di impatto ambientale.

Per ora, come detto, la sfida è stata raccolta dal Comune di Ozzano, con una gara d’appalto per la costruzione di 5 villette a schiera e un centro didattico sperimentale secondo i principi del progetto “Casa 2 Litri”. Il passo successivo sarà il monitoraggio per tre anni dell’abitazione costruita , sia per valutarne la conformità alle caratteristiche previste sia per poter eventualmente intervenire in corso d’opera.

La speranza, invece, è che il modello progettuale si diffonda e che anche altri accettino la scommessa. La posta in gioco è alta e nobile: un futuro edilizio più sostenibile e un impatto ambientale meno nocivo.

Fonte: Repubblica Casa & Design

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February 9th, 2009

La casa cambia pelle

Per rinnovare le quattro mura di casa può bastare poco. A volte è sufficiente puntare su una seduta importante, “vestire” una stanza con una tonalità forte o optare per delle decorazioni adesive.

Vorreste rinnovare tutto l’arredamento, ma non avete abbastanza soldi per cambiare look al vostro appartamento? Per vestire di nuovo, abbellire e personalizzare le quattro mura di casa basta poco. A volte è sufficiente sostituire, ad esempio, il vecchio divano con un sofà di design per ottenere l’effetto voluto. Oppure puntare sull’illuminazione per creare atmosfere personalissime o “vestire” una stanza con una tonalità forte. Ma per iniziare, ci si può divertire applicando sulle pareti simpaticissimi adesivi in vinile per un effetto davvero unico.

Stickers d’autore
Perché non scaldare l’ambiente con un caminetto, rigorosamente finto? O “attaccare” una cornice, senza chiodo? Tutto questo è possibile grazie a degli speciali adesivi che riproducono “irreali” componenti d’arredo. Il risultato? Trasformare un’intera parete spoglia e scegliere, in ogni momento, di rinnovare la vostra stanza con un semplice gesto. Facili da applicare, le creazioni Vinyluse, trasformano ogni parete in un’opera d’arte.

 Sedute di valore
Un elemento d’arredo “ingombrante”, di grande identità può contribuire a rendere la casa più accogliente e avvolgente. Questo l’effetto della Poltrona Nido di Abhika. Protagonista del palcoscenico domestico grazie alle sue dimensioni importanti e alla sua forma organica dalle linee decisamente morbide, sinuose, avvolgenti come un abbraccio. Sembra invece un morbido e caldo piumino il divano Piumotto, posato a grandi quadrotti sulla sua struttura leggera, che gioca per contrappunto stilistico con la poltroncina Belle Epoque Capitonné. Le semplici e sinuoso linee dei Pouf Quadrifoglio riproducono, invece, le movenze delicate dei petali.[continua]

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