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Mioaffitto: Le notizie dal mondo immobiliare scelte da Mioaffitto.it

January 5th, 2009

Catania, vendite di immobili in contrazione

CATANIA – Il mercato immobiliare catanese ha mostrato negli ultimi sei mesi una diminuzione delle quantita’ domandate per tutte le tipologie e di conseguenza una contrazione del numero di contratti di compravendita ad eccezione del comparto industriale che manifesta maggiore stabilita’. A dirlo e’ Nomisma, nel suo III rapporto sul mercato immobiliare.
”I tempi di vendita rimangono pressoche’ invariati mentre quelli di locazione si allungano per il segmento direzionale e commerciale – scrive il centro studi bolognese – Al contrario, per acquistare o per prendere in affitto un capannone industriale si impiega meno rispetto all’anno passato”.
Per le abitazioni, i prezzi medi di compravendita vanno dai 2.750 euro al metro quadrato per immobili di pregio ai 1.118 euro per le case di periferia. I canoni fanno segnare variazioni di segno negativo, ma i prezzi non cedono in termini nominali, con l’eccezione di una piccola erosione (-0,9%) sul mercato terziario. Anche per questo tipo di indicatore il segmento industriale da’ segnali piu’ positivi e registra una crescita di tutti i valori. Il rendimento massimo deriva dai negozi (8,8%) mentre le abitazioni mantengono la stessa bassa redditivita’ media dei mesi passati (5,1%). Lo sconto sui prezzi richiesti al momento dell’acquisto, si aggira attorno al 14% e risulta in aumento rispetto al primo semestre del 2008, ad esclusione del mercato dei capannoni industriali. Le previsioni per i primi mesi del 2009 sono orientate al proseguimento della fase riflessiva del segmento delle compravendite soprattutto nel mercato commerciale. Per le locazioni, invece, i sentiment indicano una situazione piu’ stabile in particolare per il comparto direzionale e industriale.

Fonte del 5 gennaio 2009: Demaniore.com

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January 2nd, 2009

Casa, allarme rosso «Affitti alle stelle»

Avere fame. E dover scegliere tra comprare da mangiare o pagare l’affitto. La crisi economica globale è arrivata. Ora, anche nel “ricco” levante arrivano i nuovi poveri. Famiglie con bimbi piccoli, anziani soli, giovani coppie o inquilini che vivono da single. Che hanno stipendi o pensioni non da sogno, ma da incubo. Persone che un anno fa non erano ricche, certamente. Ma che di sicuro oggi sono indigenti. Il termometro della situazione è offerto dal settore degli alloggi in affitto. Fotografato, per il territorio compreso nel triangolo tra Recco, Moneglia ed entroterra, dalla Caritas diocesana, dai sindacati di categoria degli inquilini: il Sicet Cisl e il Sunia Cgil. Il loro punto di vita è concorde, e risuona come un vero e proprio allarme rosso per il settore. «Problema nascosto, ma enorme – spiega Laura Labate, responsabile della Caritas -. Molte persone non vogliono, per vergogna, parlarne. Fino a quando, però, la situazione degenera, e la richiesta di aiuto è imprescindibile. Stimiamo che la media degli inquilini, nella zona del levante, paghi 7/800 euro al mese di affitto. Spesso a fronte di una bilancio mensile, stipendio o pensione che sia, sui 1.000 euro. Come si fa a stare a galla in situazioni del genere?». Si affonda, infatti. Secondo l’ente diocesano il tessuto sociale in riviera è, per così dire, “polarizzato”, ovvero ha due livelli soltanto. Ci sono i molto ricchi e i troppo poveri. «È proprio così. E c’è un altro dato che allarma – prosegue la responsabile della Caritas -: oltre la metà degli alloggi concessi in affitto non sono in regola con le norme fiscali. Ovvero sono, parzialmente o totalmente, pagati in nero». La Caritas ha sei centri d’ascolti sparsi sul territorio. E uno dei servizi che offre è la spesa: generi di prima necessità offerti a nuclei familiari che non hanno i soldi per comprare il cibo. «Noi non possiamo dare una casa, ma possiamo aiutare la gente a sopravvivere – conclude Labate – e col servizio della spesa gratuita ci siamo resi conto che ci sono sempre più nuovi poveri. Prima non si arrivava alla terza o quarta settimana del mese. Ora la vera scommessa è arrivare alla seconda…». Dal punto di osservazione del Sunia Cgil (Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari) l’ottica è la medesima. La crisi avanza, e travolge le fasce sociali. «Le persone che non ce la fanno ad arrivare a fine mese sono aumentate del 30 per cento – dice Roberto Simoncelli, segretario Sunia per Genova e la provincia – e si tratta di quegli stessi nuclei familiari che sono destinati ad entrare in morosità, costretti a scegliere tra mangiare o pagare l’affitto. È un vero dramma: in cinque o sei mesi da oggi si arriverà al collasso totale del settore». Secondo il Sunia le domande di assegnazione di edilizia popolare, in riviera, sono aumentate di un terzo in un anno. Un andamento identico a quello del resto della Provincia, e del Paese. «Le richieste per essere inseriti in graduatoria erano circa 600 all’inizio di quest’anno. Nei primi mesi del 2009, quando sarà effettuata una nuova stima, saranno oltre 1.000. Se non è un segnale da allarme rosso questo….».

Fonte del 29 dicembre 2008: Il Secolo XIX

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January 1st, 2009

Le abitazioni del futuro? Case-albero

La casa del futuro? Un ritorno alle radici, letteralmente.
Il modo più ecologico e futuristico di vivere è sugli alberi, alberi intelligenti, modellati e fatti crescere a misura dei nostri bisogni quotidiani. Lo studio e la progettazione delle case-albero è già al centro dell’attività di un gruppo di scienziati israeliani e statunitensi che hanno unito i risultati delle loro ricerche sulla malleabilità, appunto, delle radici degli alberi.
A innescare il progetto è stato il principio dello sviluppo aeroponico delle radici, ovvero la crescita in presenza solo di aria, che Gordon Glaze, fondatore di «Plantware», centro israeliano di orticoltura e design, sta studiando da un decennio.

Gli studi di «Plantware» si sono già materializzati in alberi sorprendenti, sagomati come pensiline degli autobus, lampioni e parchi giochi, oppure, ancora, come porta-ombrelli e attaccapanni. «A livello cellulare abbiamo scoperto il modo di dire a un albero in che forma sagomarsi – dice Glaze -. Questo vuol dire che adesso possiamo cominciare a produrre in massa radici e alberi che servano per la costruzione di edifici, funzionando allo stesso modo delle travi di acciaio».
Il prossimo passo, perciò, sarà modellare una casa-albero. Ma ci vorranno almeno 10 anni prima che le nostre città possano essere abitate dai neo-Tarzan.

Fonte del 29 dicembre 2008: Civisonline.it

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December 31st, 2008

Dai mutui fondi per gli affitti

Avranno sempre la funzione di «salvagente». Ma cambieranno il bacino di riferimento: dai mutui a tasso variabile passeranno agli affitti dei nuclei familiari meno abbienti. Si tratta di almeno 200-250 dei 350 milioni destinati dal Governo, con un fondo ad hoc inserito nel decreto anti-crisi, al sostegno dei titolari di mutui «prima casa». Risorse che secondo la maggioranza, alla luce del progressivo calo dei tassi e quindi del superamento dell’emergenza legata all’andamento del “variabile”, possono essere utilizzate per altre “missioni”.
Gli stessi relatori del Dl alla Camera, Massimo Corsaro e Maurizio Bernardo (entrambi del Pdl), hanno già detto a chiare lettere che le risorse per i mutui potrebbero essere utilizzate per gli affitti. In questo modo, tra l’altro, verrebbe sostanzialmente recepita una richiesta formulata in questa direzione dall’opposizione. Il Governo, da parte sua, mostra di voler rispondere positivamente dalle sollecitazioni arrivate dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

Il nodo da sciogliere, oltre alla quantificazione della dote effettiva da prelevare dal fondo mutui, è quello della platea dei beneficiari. Un’indicazione precisa la si avrà soltanto a inizio gennaio alla ripresa dei lavori in Commissione dopo la pausa natalizia: a quel punto i tecnici del Tesoro avranno completato le «simulazioni» avviate nei giorni scorsi ma ancora allo stato “grezzo”. Al momento le agevolazioni appaiono scontate per la fascia di reddito sotto gli 8mila euro annui, sostanzialmente quella sulla quale è stata «ritagliata» la social card. Ma l’obiettivo è salire almeno al tetto dei 15mila euro annui premiando soprattutto giovani coppie, pensionati e nuclei più numerosi.

Proprio per questo motivo per l’operazione-affitti potrebbe essere previsto un raccordo con la redistribuzione del bonus. Che, sempre secondo le indicazioni della maggioranza alla Camera, dovrebbe favorire maggiormente le famiglie con più figli e più anziani a carico.

Tutto, comunque, dovrà essere realizzato nel pieno rispetto dei saldi di finanza pubblica. Nessun sforamento sarà insomma possibile. La sola voce che potrà beneficiare di risorse aggiuntive sarà quella degli ammortizzatori sociali. Che potranno attingere dai fondi europei da riconvertire a finalità di «sostegno». Anche in questo caso per conoscere la dote aggiuntiva esatta (si parla di una somma di poco superiore ai 2 miliardi) si dovrà attendere l’inizio del 2009. Il responso dei tecnici del Tesoro (e dello Sviluppo economico) sarà decisivo anche per il futuro dell’eco-bonus sulle ristrutturazioni. Due, al momento, le opzioni sul tavolo: mantenimento dello “sconto” del 55% vincolandolo però ad una spalmatura su 10 anni; conservazione integrale dell’automaticità del credito d’imposta riducendo l’agevolazione a quota 40-45 per cento.

Già certa appare invece la rinuncia a correttivi finalizzati a introdurre agevolazioni anche per i mutuatari a tasso fisso. Nonostante su questo punto si siano già concentrati numerosi emendamenti, a cominciare e da quelli della Lega e del Pd, relatori e Governo sembrano essere d’accordo nel non ritenere quella del “tasso fisso” una priorità. A rimanere al palo dovrebbe essere pure la modifica proposta dal Pd per rivalutare del 20% gli assegni familiari.

Fonte del 28 dicembre 2008: ilsole24ore.com

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December 30th, 2008

Inflazione: Confcommercio, +32% in 10 anni, corsa spese casa

ROMA – E’ cresciuta di oltre il 32% l’inflazione negli ultimi dieci anni in Italia. A pesare di più sull’andamento dei prezzi al consumo, che comunque evidenzia comportamenti diversificati tra i vari capitoli di spesa, sono le spese per l’abitazione, acqua, luce e gas che hanno messo a segno un incremento del 47,4%. Al contrario, si registra un crollo del comparto delle comunicazioni, con un calo che sfiora il 30% (-28,3%), sempre nel periodo considerato.

Sono questi alcuni dei risultati che emergono dall’analisi dei prezzi al consumo nel periodo 1995-2007 contenuta nel Rapporto prezzi 2008 realizzato dall’Ufficio studi Confcommercio. L’incremento dei prezzi più elevato dei 12 capitoli di spesa analizzati spetta così alle spese riferibili all’abitazione, escludendo però le bevande alcoliche ed i tabacchi su cui, viene sottolineato, ha pesato essenzialmente l’aumento dell’imposizione fiscale e che di conseguenza hanno segnato un +67,5%. A seguire, nella lista dei maggiori rincari ci sono le voci ‘alberghi e ristoranti’ (+46,2%) e trasporti (+37,7%).

Fonte del 27 dicembre 2008: Ansa.it

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December 29th, 2008

ROMA, ESQUILINO: TOLLERANZA ZERO CONTRO AFFITTI ABUSIVI AD IMMIGRATI

Cinquantasette persone arrestate, 112 denunciate in stato di libertà e 2262 identificate, di queste 292 sono cittadini stranieri che sono stati accompagnati al Gabinetto Interregionale Polizia Scientifica e all’Ufficio Immigrazione consentendo di erogare sanzioni amministrative per un totale di 90.000 euro. Questo il consuntivo degli ultimi quattro mesi dell’attività di controllo del territorio svolta dagli Agenti della Polizia di Stato del Commissariato Esquilino, diretto dal dr. Domenico Condello nella zona del Rione Monti, finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati e ad un capillare monitoraggio dell’attività commerciale. La Squadra di Polizia Amministrativa del Commissariato ha effettuato oltre 180 controlli ad esercizi commerciali presenti nella zona, ponendo fine ad una serie di attività illegali: – sequestro dei locali di un’attività abusiva di trasferimento di denaro all’estero denominata «Telemoney R.C.B.C.» in Via Tetrarca e della somma di 84.000 euro. Due cittadini filippini sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di riciclaggio e un avventore di nazionalità cinese è stato arrestato; – controllate numerose attività di affittacamere. 22 sono risultate abusive e 12 sono state poste sotto sequestro, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria dei relativi conduttori per aver favorito a scopo di lucro la permanenza sul territorio nazionale di cittadini extracomunitari in stato di clandestinità. Tali controlli hanno permesso di elevare 44 contravvenzioni amministrative pari a 63.400 euro.

L’attività del Poliziotto di Quartiere ha consentito di trovare, all’interno di uno stabile in Piazza Vittorio un insediamento/dormitorio con circa 20 posti letto, nel quale alloggiavano numerosi cittadini extracomunitari stipati in un interrato con unica via di accesso una botola. Nella circostanza il titolare è stato deferito all’Autorità Giudiziaria e sanzionato con 3.000 euro di multa. In un altro Magazzino/Dormitorio privo di finestre e di qualsiasi tipo di aerazione, i poliziotti hanno trovato 13 stranieri clandestini che hanno dichiarato di pagare mensilmente dai 100 ai 150 euro per l’utilizzo di un posto letto. Il locale è stato sequestrato, il locatario denunciato e sanzionato con 3.000 euro di multa.[continua]

Fonte del 27 dicembre 2008: Culturalnews.it

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December 26th, 2008

Milleseicento euro per due stanze, la rivolta dei senegalesi

GENOVA – «Casa e dignità» è il grido che precede e accompagna i tamburi e i ritmi della Banda di Caricamento in giro tra Prè e via del Campo, in una domenica pomeriggio ad una manciata di giorni da Natale. «Chiediamo di vivere con dignità, se stiamo qui è perché, anche se siamo regolari e abbiamo un lavoro, ai neri le case non le affittano» spiega Youssouf, che viene dal Senegal e, come dice lui, fa il paninaro, cioè riempie panini.


Ma lui, Babakhar l´operaio, Balder, Simon, trenta in tutto, non vogliono comunque lasciare quei tre appartamenti al secondo piano di salita San Paolo, tra la Commenda e Principe, che sono in realtà loculi dipinti di un blu elettrico e cattivo, con le brande accatastate, i bagni storti e fatiscenti, le finestre chiuse con lo scotch per impedire al freddo di entrare: perché in almeno due alloggi su tre non c´è riscaldamento né acqua calda.

E da qui, la mattina della vigilia di Natale verranno sfrattati perché la locazione è finita e loro non pagano affitti e spese, asserisce il padrone di casa; in realtà, dimostrano loro, noi paghiamo, ma le ricevute non le abbiamo mai avute, e tutto questo è un trucco per chiederci ben di più: 1600 euro per due locali e un soggiorno grande, altri mille per due stanzette, una turca e un ripostiglio chiamato cucina. Così, la vigilia di Natale, sotto il portone ci sarà un presidio, e intanto è al Comune che Youssouf e i “fratelli” chiedono una risposta: «Vogliamo una casa, paghiamo le tasse per questo».

Fonte del 22 dicembre 2008: Repubblica.it
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December 25th, 2008

Case, flessione record delle vendite

Qualche tempo fa, un agente immobiliare ha fotografato così il mercato: tante trattative e pochi contratti, venditori che non abbassano le pretese e compratori che non alzano le offerte. Un’opinione comune tra gli addetti ai lavori, che si riflette nel monitoraggio dell’agenzia del Territorio. L’ultima rilevazione approfondisce il dato medio sulle vendite di abitazioni – in calo del 14,1% nel trimestre al 30 settembre – e aiuta a capire qualcosa in più della frenata cominciata nel 2007.

La flessione delle compravendite è più forte nelle piccole città di provincia che nei capoluoghi. Si sente più al Nord che al Sud. Colpisce più le abitazioni che le altre categorie di immobili (negozi, capannoni e uffici). Differenze relativamente costanti nel tempo, che raccontano come cambia il rapporto degli italiani con la casa. Quelli che la vorrebbero vendere, ma non riescono. Quelli che la vorrebbero comprare, ma non possono. E quelli che, per ora, preferiscono aspettare.
«Una delle ragioni più importanti del rallentamento delle vendite, se non la più importante in assoluto, è la difficoltà di accesso al credito da parte delle famiglie», commenta Caterina Andreussi, responsabile dell’ufficio studi dell’Omi, l’Osservatorio sul mercato immobiliare del Territorio. Da quando è iniziata la crisi, le banche sono diventate più prudenti nel concedere mutui alle famiglie. E, in parallelo, molti potenziali clienti hanno preferito rinviare la decisione di indebitarsi.

Il risultato è un’equazione semplicissima: meno prestiti e meno acquisti. E questo aiuta anche a spiegare perché il calo dei contratti sia stato più forte nelle regioni settentrionali. «Al Nord si ricorre al mutuo nel 54,9% degli acquisti immobiliari; molto più che al Sud, dove ci si ferma al 38,8 per cento», rileva ancora Andreussi.[continua]

Fonte del 22 dicembre 2008: ilsole24ore.com

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December 24th, 2008

Case popolari: modificata la legge, non i canoni

MILANO – A un anno dalla legge che ha aumentato i canoni delle case popolari la Re­gione mette mano al dispo­sitivo e introduce dei cor­rettivi sperando così di pla­care le proteste e soprattut­to il balzo della morosità degli inquilini che passan­do dal 16 al 43 per cento nel giro di nove mesi sta facen­do implodere il sistema e mette in grave difficoltà la proprietà pubblica. Il docu­mento è passato con i soli voti della maggioranza, contraria l’opposizione che chiedeva di rivedere i crite­ri di calcolo dei canoni an­dando al cuore del provve­dimento. Veniamo alle no­vità approvate.

I comuni (non le Aler) potranno ab­bassare i canoni fino al 30%. Quelli capoluogo (Milano) avranno da subito una diminuzione. Saranno introdotte franchigie sui ri­sparmi e patrimoni immo­biliari fino a 25.000 euro. La decadenza è stata innalzata a redditi sopra i 28mila eu­ro. Dal 1 gennaio 2009 qual­siasi aumento potrà essere rateizzato mentre l’aggior­namento Istat sarà sospeso dal 2009 per le 60.000 fami­glie meno abbienti delle Aler e per altre 40.000 fami­glie che vivono nelle case di proprietà dei Comuni; in caso di ristrutturazione del­l’alloggio, l’aumento sarà automaticamente bloccato.

Novità importanti anche per i sindacati degli inquili­ni ma certo insufficienti a placare un contenzioso che si tracina da novembre dell’anno scorso. Tanto che ieri erano sotto il Pirellone, per la quinta volta. «Perché gli aumenti sono stati supe­riori agli stessi calcoli fatti per predisporre la legge e la famiglie non li possono reg­gere» , spiega Stefano Chiappelli, segretario gene­rale del Sunia. «Di fatto a Milano il 60 per cento degli alloggi passano da 500 a 1100 euro, una mazzata che in questo momento mette in ginocchio le famiglie. Inutile fare le social card se si sceglie poi di far pagare agli inquilini delle case po­polari i problemi di bilan­cio dell’azienda».

Dati con­testati dall’assessore Mario Scotti che ieri si è detto soddisfatto delle modifiche approvate: « Quasi 20.000 nuclei familiari hanno già avuto una diminuzione del canone, per altri 32.000 l’aumento è stato fino a 25 euro al mese, che solo per 5.000 è stato superiore a 100 euro al mese e il canone medio per quelli più deboli è di 50 euro al mese».

I sindacati nei prossimi gior­ni apriranno un tavolo di confronto con gli enti loca­li, i comuni, per far sì che le concessioni strappate ieri siano subito messe in prati­ca.[continua]

Fonte del 19 dicembre 2008: cronacaqui.it

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December 23rd, 2008

Usa, ora sono i gruppi immobiliari a chiedere aiuto

Non solo banche e produttori di auto. Anche le società di gestione degli immobili commerciali, appesantite da debiti sempre più difficili da onorare, vogliono beneficiare degli aiuti governativi degli Stati Uniti, e chiedono ora di essere incluse in un piano di prestiti da 200 miliardi di dollari, inizialmente concepito per sostenere i mercati delle carte di credito, di prestiti agli studenti e finanziamenti per l’acquisto di macchine.

Un’altra idea, stando a quanto riporta il Wall Street Journal in prima pagina, è quella di convincere il Governo a creare un pacchetto di salvataggio ad hoc, che abbia come obiettivo quello di incrementare i prestiti a favore del comparto delle proprietà commerciali.

“Stiamo chiedendo con urgenza a Washington di includere anche questa tra le priorità che saranno adottate per fronteggiare i problemi economici”, ha detto Steven Spinola, direttore generale del “Real Estate Board of New York”, la commissione newyorchese di proprietà immobiliari.

I problemi partono dalla crisi che ha colpito il comparto dei mutui commerciali, oltre a quello dei mutui residenziali: una crisi che, come in quest’ultimo caso, ha seguito una fase di boom. In passato, molti investitori immobiliari hanno deciso infatti di puntare sugli edifici a uso commerciale, scommettendo in particolar modo sul boom degli affitti e sulla crescita degli uffici, causa le buoni condizioni dell’economia e del mercato del lavoro.

Tali investitori hanno acquistato così gli immobili, o sviluppato progetti per la costruzione degli stessi, accedendo ai finanziamenti delle banche: queste hanno proceduto poi alla cartolarizzazione dei crediti, trasformando i mutui in bond che sono stati piazzati sul mercato, garantiti dagli immobili.

Peccato però che tali titoli hanno seguito la stessa sorte dei bond garantiti dai mutui residenziali, bruciando gran parte del loro valore, e portando le banche a chiudere i rubinetti del credito. Di conseguenza, ora le società di gestione degli immobili premono per un piano di aiuti o di erogare finanziamenti che risollevi l’intero settore.

Le banche, affermano i dirigenti, tornerebbero infatti a erogare prestiti ai costruttori, in quanto gli stessi prestiti potrebbero essere rivenduti più facilmente, sempre attraverso il processo di cartolarizzazione, vista la presenza di una garanzia del governo americano.

Se non si agirà in fretta, invece, gli istituti di credito prima o poi saranno costretti a rivalersi sugli uffici, gli hotel, e i centri commerciali che sono stati creati e sviluppati grazie ai mutui accesi negli ultimi anni. Con nuove conseguenze negative per l’intera economia.

Tra le società che stanno premendo per l’arrivo immediato dei finanziamenti, si mettono in evidenza i costruttori The Related e Vornado Realty Trust. I rappresentanti del settore hanno già incontrato anche i funzionari del dipartimento del Tesoro Usa, il leader della maggioranza democratica al Senato Harry Reid e il presidente della Federal Deposit Insurance Corp Sheila Bair.

Contattati anche i membri del team di transizione del presidente eletto Barack Obama e il senatore democratico Charles Schumer. Sia i funzionari della Fed che del dipartimento del Tesoro hanno mostrato finora una certa apertura a includere il settore delle proprietà commerciali nel nuovo pacchetto di finanziamenti da 200 miliardi di dollari. Ma il programma potrebbe diventare operativo solo a partire dal prossimo febbraio.

E un intervento urge al più presto, se si considera che il numero di casi di mancato rimborso dei mutui commerciali è balzato a novembre allo 0,96%, dallo 0,62% di settembre. E che, secondo alcuni analisti, potrebbe arrivare a salire fino al 2% entro la fine del 2009.

Fonte del 22 dicembre 2008: Milano Finanza

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