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Mioaffitto: Le notizie dal mondo immobiliare scelte da Mioaffitto.it

December 27th, 2011

L’evoluzione dell’offerta e della domanda di abitazioni secondo Nomisma

Nell’ultimo decennio (2000-2009) la produzione edilizia è risultata in crescita, a tassi via via più sostenuti, fino al 2007, per poi scendere al di sotto dei livelli di inizio periodo, nel biennio 2008-2009. In questi ultimi due anni le nuove costruzioni iniziate ammontano in media annua a 36.409 fabbricati residenziali, per uno sviluppo complessivo in termini di superficie pari a 23 milioni di mq/anno e una dimensione media di 634 mq per fabbricato.

Nello stesso periodo i fabbricati non residenziali concessi all’anno risultano 8.000, per uno sviluppo di superficie pari a 13,4 milioni mq/anno ed un dimensionamento medio del singolo fabbricato di poco inferiore a 1.700 mq. Tali numeri approssimano l’offerta di nuova edilizia che si è riversata sul mercato tra il 2010 ed il 2011.
I tredici mercati monitorati da Nomisma rappresentano circa il 30% della superficie concessa in Italia e sono stati investiti da un calo ritardato e di minore intensità, rispetto al resto del Paese.
Nel decennio, l’incremento dello stock di abitazioni, dovuto perlopiù alle nuove costruzioni, è stato notevolmente superiore alla crescita dei nuclei familiari, che approssimano la domanda di nuove abitazioni, così da far ritenere che si sia in presenza di un eccesso di offerta che, al di là della congiuntura, faticherà ad essere assorbito dal mercato (il rapporto tra nuove abitazioni e nuove famiglie che, a livello nazionale, è pari a 1,7, nell’insieme dei 13 maggiori mercati sale a quasi 3).
Il dato congiunturale riferito al 2011 ha confermato la tendenza dell’offerta a crescere, a cui si contrappone il proseguimento del calo della componente di domanda.
Sul mercato tali dinamiche si sono tradotte in un nuovo calo delle quantità compravendite che, secondo le nostre stime, a fine anno potrebbe risultare del 6% per la componente residenziale e del 3,6% per quella degli immobili per l’impresa (uffici, negozi e laboratori e capannoni).
Il recente calo delle transazioni si inserisce in una tendenza ormai consolidata che ha prodotto un ridimensionamento delle quantità, per effetto della congiuntura negativa, a partire dal 2007.
In termini numerici, mediamente ogni anno si realizza un volume di transazioni inferiore al 23% per abitazioni e del 30% per gli immobili d’impresa, rispetto ai livelli di attività del periodo 2005-2007.

Peggiora la liquidità complessiva
(tempi medi di vendita e sconti sui prezzi richiesti)

La logica conseguenza dell’attuale fragilità è rappresentata dall’ulteriore inevitabile allungamento dei tempi medi di compravendita e di locazione, arrivati ad attestarsi su livelli record in tutti i settori.
Se confrontati con i tempi di vendita rilevati a fine 2007, l’allungamento è di un mese e mezzo per le abitazioni e di 2-2,5 mesi per uffici e negozi.
Il protrarsi delle difficoltà congiunturali del settore ha indotto l’offerta a rivedere le strategie di prezzo e con esse gli sconti praticati sui prezzi richiesti, che hanno fatto segnare una riduzione per le abitazioni ed una crescita per uffici e negozi.
Questo comportamento dicotomico sembra dipendere da una diversa percezione circa l’evoluzione dei prezzi: nel segmento abitativo l’offerta sembra avere preso finalmente atto di una congiuntura che permane sfavorevole, optando per un rapido adeguamento al fine di perseguire gli obiettivi di realizzo; nei segmenti degli immobili per l’impresa, continua, invece, a prevalere un atteggiamento di maggiore esosità iniziale, che ha portato ad un innalzamento dello sconto in virtù della flessione dei prezzi d’acquisto.

Fonte: mondocasablog

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December 23rd, 2011

La casa passiva è realmente passiva?

C’è un po’ di confusione a riguardo ma posso assicurarvi che non c’è una casa più attiva di una casa passiva, vediamo perchè.

Ho sempre trovato il termine PASSIVA inadeguato e riduttivo.
L’aggetivo qualificativo passivo dal vocabolario significa :
1 ) in generale, che subisce l’azione altrui; privo di iniziativa. 
2 ) in economia, si dice di un bilancio d’azienda in cui le entrate sono inferiori alle uscite.
3 ) in economia fa riferimento al complesso delle perdite e dei debiti di un’azienda.

Io ho sempre preferito chiamarla amichevolmente casa Attiva.
Trovo che l’aggettivo ATTIVO sia più appropriato per descrivere una casa intelligente che trasforma il sole in energia elettrica e fa funzionare i nostri amati elettrodomestici, compreso il computer (fotovoltaico), che riscalda le acque sanitarie della doccia e dei rubinetti (solare termico), che ricicla le acque piovane e le riutilizza per gli sciacquoni dei bagni e per l’innaffiatura delle piante, che utillizza la temperatura interna della terra (geotermia) per riscaldare l’abitazione d’inverno e raffrescare la abitazione d’estate mantenendo sempre una temperatura ideale all’ interno, che utilizza la domotica per migliorare le prestazioni e le funzionalità della casa stessa.

In questo articolo non voglio entrare nel dettaglio affrontando specifici argomenti come fotovoltaico, solare termico, eolico, ecc ecc… Questo sito è pieno di splendidi articoli ben scritti ed esaustivi. Ho voluto affrontare l’argomento in generale, nella maniera più semplice possibile. Ho voluto offrire al lettore più inesperto le prime informazioni, ho provato ad inoculare il virus che infetterà e tenterà di migliorare il vostro senso etico. Lo scopo è farvi capire che esistono alcune tipologie di abitazioni ora, oggi, nel 21° secolo, che possono essere totalmente autonome o parzialmente autonome, che se ne infischiano dell’aumento dei carburanti e dei costi del gas metano, che si integrano perfettamente con la terra e non la sfruttano impoverendola ma al contrario utilizzano le sue risorse primarie gratuite ed inesauribili, come sole, vento e terra, per migliorare lo standard qualitativo dell’abitazione offrendo il massimo comfort al minimo costo.

Dò per scontato che una casa passiva sia anche una casa ecologica, cioè che sia costruita con materiali ecologici!

Chi non vorrebbe una casa, che offre grandi prestazioni, che non consuma niente?
Chi non vorrebbe una automobile, che offre grandi prestazioni, che non consuma niente?

Ho usato l’esempio dell’automobile, perchè è simile ed attuale più che mai. Tutte le case automobilistiche stanno immettendo sul mercato nuovi modelli di automobili, ibride o elettriche. Questo certamente sarà il futuro dell’automobile! Sono macchine fantastiche, che hanno un solo difetto grande come una casa… costano tantissimo! Chi le acquista a questi prezzi, non rientrerà mai dell’investimento fatto, risparmiando sul solo costo del carburante.

Fortunatamente, nel caso delle case passive i costi sono più abbordabili ed equilibrati ed in questo caso, c’è un autentico vantaggio economico. Dopo qualche anno vengono totalmente ammortizzati i costi per dotare la casa della sua passività, a lungo termine si può parlare di un autentico risparmio di denaro.

Una casa passiva costa sicuramente più di una casa “tradizionale”, ma non sono nemmeno paragonabili tra loro. Va detto che i costi stanno scendendo e anche di parecchio un’esempio tangibile è il fotovoltaico. Il fotovoltaico solo qualche anno fa costava il doppio, il prezzo è sceso grazie ad una semplice regola: è aumentata la richiesta di mercato,  di conseguenza sono aumentate le aziende che producono pannelli fotovoltaici, sono aumentati gli installatori, con conseguente diminuzione del prezzo stesso. Se aumenterà la richiesta per gli impianti di geotermia, il principio sarà lo stesso… 

Mi auguro che almeno uno di voi decida di costruire una casa “passiva”, ed auguro a chiunque di possedere un giorno una casa passiva. Immaginate la soddisfazione che si prova a non ricevere più bollette…

Pensate ancora che la casa passiva sia realmente passiva?

Fonte: casapassiva

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December 22nd, 2011

Giarda: valutare i costi per lo Stato della detrazione 55%

Prima di stabilizzare la detrazione fiscale del 55% sulle riqualificazioni energetiche degli edifici occorre valutarne i costi per lo Stato.

Lo ha dichiarato, durante un question time alla Camera, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda (foto), secondo il quale gli oneri della detrazione sono molto maggiori di quanto previsto dal precedente esecutivo. “Non oso dire le stime che mi sono state sottoposte dal ministero dell’Economia”, ha detto Giarda.

Le stime del Governo Berlusconi

Secondo le stime dell’ex Governo Berlusconi, la misura avrebbe prodotto in termini di cassa un maggior gettito di 124,8 milioni nel 2011 e un costo in termini di minori imposte per 32,4 milioni nel 2012 e 292,8 milioni nel 2013.

Giarda ha spiegato che il bonus fiscale del 55% è una misura condivisa dal Governo Monti “ma si tratta di valutarne la sostenibilità finanziaria”.

Le stime del Cresme

Secondo uno studio del Cresme, dal 2007 al 2010 la detrazione è costata allo Stato 6.446 milioni di euro, ma i benefici arriverebbero a 10.310 milioni di euro, considerando il risparmio in bolletta (3.200 milioni), il maggior gettito fiscale (3.310 milioni) e l’aumento del reddito derivante dal patrimonio immobiliare (3.800 milioni).

PD: prorogare il bonus 55%

Durante il primo question time svolto alla Camera dopo l’insediamento del Governo Monti, il Pd è tornato a chiedere la proroga della detrazione 55% da inserire nella prossima manovra finanziaria. “È stata la misura anticiclica di gran lunga più importante attivata in questi anni e che ha contrastato gli effetti della crisi nel settore dell’edilizia e contribuito a ridurre le bollette energetiche degli italiani e le emissioni di CO2”, ha sottolineato il presidente dei deputati democratici, Dario Franceschini.

Fonte: casaeclima

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December 21st, 2011

Bioarchitettura, una casa a impatto energetico zero. Ma è possibile?

Per partecipare alla competizione internazionale Solar Decathlon i nostri “campioni” hanno realizzato un’abitazione mediterranea alimentata a energia solare e dotata di tutti i comfort. Solo energia rinnovabile quindi per rispondere a tutte le esigenze di una casa allocata alle nostre latitudini che notoriamente è calda d’estate e fredda d’inverno.

Nel corso della Settimana della Bioarchitettura e della Domotica (Modena, 14-18 novembre 2011) una delle sezioni è stata dedicata alla costruzione di edifici a basso impatto energetico.

Alla sezione è stato “Azero: progettare e costruire edifici a energia quasi zero“.

A lavori ultimati fa piacere constatare che gli organizzatori hanno tenuto delle numerose persone che, pur essendo interessate ai lavori, non hanno avuto la possibilità di seguirli fisicamente.

Abbiamo avuto modo di apprezzare in modo particolare, per fare un esempio, l’intervista alla Dott.ssa Chiara Tonelli, docente e ricercatrice presso l’Università degli studi Roma Tre, che qui condividiamo attraverso il video disponibile su Youtube.

Tema dell’intervento di Chiara Tonelli è la partecipazione alla competizione Solar Decathlon, che prevede la realizzazione di prototipi di abitazioni energeticamente autosufficienti perché alimentati a energia solare.

L’obiettivo del progetto italiano è la realizzazione di una casa “mediterranea”, in grado cioè di rispondere alle necessità imposte dal freddo invernale così come a quelle altrettanto pesanti del caldo estivo, assicurando sufficiente comfort a chi vi abita in ogni periodo dell’anno alle nostre latitudini.

Tonelli sottolinea la particolarità del concorso che prevede in partenza uno stanziamento, già ottenuto, di 100.000 €, mentre non esiste un premio finale. Altra particolarità è appunto che alla competizione si partecipa attraverso una realizzazione e non soltanto con un progetto.

Ciò non vuol dire che non ci siano delle prove da superare, altrimenti che Decathlon sarebbe?

Al punto che la competizione è stata definita in casa nostra come le “Olimpiadi dell’Architettura Green“, fermo restando che tutte le prove da superare per classificarsi sul podio sono tutte all’insegna della sostenibilità.

Fonte: quotidianocasa

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December 20th, 2011

Fiaip, sbagliato aumentare la pressione fiscale sugli immobili

Se il nuovo Governo pensa di portare a casa risorse aggiuntive per risanare i conti dello Stato inasprendo la fiscalità sugli immobili è fuori strada. Ad affermarlo è il presidente Fiaip che ricorda come giovani coppie e famiglie che hanno acquistato casa negli ultimi anni non hanno neppure i soldi per onorare le rate mensili per il mutuo contratto.

Intervenendo alla presentazione della pubblicazione “Osservatorio immobiliare urbano” relativo a Bologna, il presidente nazionale FIAIP, Paolo Righi, ha colto l’occasione per dire la sua sulla nuova tassa sugli immobili che sarebbe allo studio da parte del Governo.

«Negli ultimi dieci anni – ha sostenuto Righi – il 70% degli italiani che hanno acquistato la prima casa lo hanno fatto ricorrendo al prestito bancario. Oggi, purtroppo, più della metà di queste famiglie sono in difficoltà, e non sono in grado di pagare le stesse rate dei mutui accesi con gli istituti di credito».

Se le cose stanno così è difficile immaginare come i conti dello Stato possano trarre giovamento da una nuova imposizione sulla casa che molti cittadini non sarebbero in grado di pagare, dato che non riescono neppure a far fronte al pagamento della rata del mutuo contratto.

I danni maggiori li subirebbero le giovani coppie e in generale le famiglie non proprio benestanti che sono state indotte negli ultimi anni ad acquistare casa, e quindi a indebitarsi a vita, sull’onda della facilità con cui si riusciva a ottenere un mutuo dalle banche.

«Dopo tre manovre finanziarie, tutte sulle spalle dei cittadini – ha sottolineato Righi – è giunto il momento di fare sul serio le riforme strutturali di cui tanto si parla», mettendo mano quanto prima alla riduzione dei costi della pubblica amministrazione e della politica.

Il presidente Righi ha quindi ricordato che la pressione fiscale sugli immobili ha raggiunto quota 60%.

E ha concluso il suo intervento affermando che «non si può pensare di spremere all’infinito un settore vitale per il Paese e per la stabilità sociale come quello del comparto immobiliare».

Fonte: quotidianocasa

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December 19th, 2011

Annunci immobiliari, rischio altissimo senza classe energetica. In Lombardia

Rotto ogni indugio la Regione Lombardia prende una decisione “storica”. Prevede che dal 1 gennaio 2012 ogni annuncio immobiliare debba obbligatoriamente riportare la classe energetica dell’immobile oggetto di compravendita. Le multe previste sono salatissime ed è quindi sconsigliabile il fai da te per chi non è del mestiere.

Con la solerzia e la precisione che lo contraddistingue il presidente Fiaip Bergamo, Giuliano Olivati, ci fa pervenire una comunicazione sulla classe energetica che dovrà accompagnare d’ora in avanti ogni annuncio immobiliare.

«Abbiamo avuto or ora conferma – dichiara Olivati – della promulgazione della Delibera di Giunta Regione Lombardia che rende esecutivo l’obbligo di indicare classe energetica e indice di prestazione energetica negli annunci commerciali di locazione e vendita immobiliare».

Il provvedimento entrerà in funzione a gennaio 2012 e sono previste multe salatissime per i trasgressori.

«In attesa del testo ufficiale, le nostre fonti – aggiunge Olivati – danno conferma della data del 1 gennaio 2012 per l’entrata in vigore dell’obbligo, delle sanzioni da 1.000 a 5.000 Euro per ogni trasgressione (cioè per ogni singolo annuncio), dell’estensione di obbligo e sanzioni a privati, costruttori, imprese, società, agenzie immobiliari».

Va da sé che adesso occorre provvedere in maniera veloce per evitare salassi stratosferici.

«Abbiamo chiesto ai nostri consulenti – rivela a questo proposito il presidente Olivati – l’aggiornamento della convenzione sulle certificazioni per spuntare condizioni più favorevoli per i clienti delle agenzie Fiaip Bergamo, dato che si profila una certificazione di massa. Occorre assolutamente aggiornare tutte le comunicazioni pubbliciatarie (cartelli, volantini, web, stampa, TV) entro e non oltre la fine dell’anno».

Con grande equilibrio il presidente Fiaip Bergamo ci tiene a precisare però che «non si tratta di un nuovo costo ma dell’anticipazione di un adempimento previsto comunque al rogito o al contratto di locazione».

Realisticamente d’altronde, vista la cautela e la professionalità degli Agenti immobiliari, a fare le spese per le multe comminate sarà il pressapochismo di certi privati “fai da te”, che bene farebbero a rivolgersi a del comparto immobiliare ha fatto la propria attività quotidiana.

Fonte: quotidianocasa

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December 16th, 2011

Immobili fantasma, in arrivo la rendita catastale presunta

I proprietari dei cosiddetti “immobili fantasma” hanno avuto oggettivamente tutto il tempo per fare il loro dovere e provvedere all’accatastamento dei loro cespiti. Questa volta d’altronde l’Agenzia del territorio ha fatto ricorso a strumenti sofisticati per scoprire quanto non è stato mai dichiarato, e adesso non resta che scovare i proprietari e far emergere il sommerso.

La circolare n. 7/2011 dell’Agenzia del Territorio, pubblicata il 18 novembre 2011, prende in esame la questione degli “immobili fantasma” e definisce le modalità di aggiornamento delle banche dati catastali ai fini dell’attribuzione della rendita presunta ai fabbricati non dichiarati al Catasto.

La Circolare specifica anche le modalità con cui gli atti dovranno essere notificati ai proprietari dei cosiddetti “immobili fantasma”.

Come si ricorderà i proprietari di detti immobili avrebbero dovuto provvedere all’accatastamento entro il 30 aprile 2011 (Legge 26 febbraio 2011, n. 10).

A questo punto all’Agenzia del territorio non rimane che avvalersi dell’opera dei propri tecnici, oltre che dei professionisti iscritti agli Ordini che hanno aderito ai Protocolli d’intesa con l’Agenzia, per le attività di sopralluogo e di aggiornamento catastale.

E’ l’ultimo adempimento che porta all’assegnazione di una rendita catastale presunta.

Nella Circolare n. 7/2011 sono appunto definite le modalità di aggiornamento del database insieme a tutte le operazioni che i tecnici preposti dovranno seguire.

Ai fini della trasparenza delle operazioni l’Agenzia del territorio informa che i dettagli relativi alla registrazione nelle banche dati delle rendite presunte, così come l’aggiornamento delle variazioni oggettive e soggettive degli immobili, insieme alla notifica degli atti e l’attività di contenzioso e autotutela, possono essere consultati attraverso il sito dell’Agenzia alla pagina dedicata.

Fonte: quotidianocasa

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December 15th, 2011

Bollette sempre più care: come risparmiare?

Le bollette dell’energia elettrica, in Italia, sono sempre più care. Talmente care da essere diventate le più salate d’Europa. A sostenerlo è un workshop organizzato dalla Fondazione Italianieuropei e dall’associazone Romano Viviani, in cui si è cercato di comprendere quale sarà l’evoluzione del comparto energetico della Penisola nei principali settori energetici e strutturali.

Secondo quanto affermato da Alessandro Clerici, responsabile della task force “Efficienza Energetica, “in Italia i clienti finali pagano una bolletta dell’energia elettrica ben superiore a quelle delle altre nazioni dell’Europa dei 27. Chiaramente tali differenze sono diverse per le varie tipologie di clienti in funzione anche dei loro consumi e delle modalità dei loro prelievi durante la giornata, come le ore di punta con prezzi più cari od ore non di punta e notturne dove il prezzo è inferiore”.

A pesare sono anche gli oneri legati alle energie rinnovabili, sebbene sembri francamente eccessivo attribuire al solo comparto eco-energetico – e alla necessità di “finanziare” lo sviluppo del fotovoltaico & co.

L’argomento sembra comunque abbastanza rilevante, tanto che lo stesso Clerici ha ritenuto opportuno fare il punto sulla materia. “Occorre, inoltre, notare – ha aggiunto il presidente” – che ai balzelli addizionali stanno aggiungendosi gli incentivi per le rinnovabili elettriche che sono “esplose” per gli elevati valori degli incentivi stessi, che in 2 – 3 anni raggiungeranno i 10 miliardi di euro all’anno: il 70% per il fotovoltaico ed il resto per eolico e biomasse. Per i clienti che non sono esentati dall’applicazione di tali incentivi, come gli autoproduttori e le industrie energy intensive, corrispondono a 0.04 euro al kWh”.

Ma come risparmiare allora sulle bollette dell’energia? Con l’apertura del mercato ai nuovi operatori, le occasioni di ridurre il costo in bolletta grazie alle offerte promozionali, non mancano di certo. Il consiglio è allora quello di confrontare attentamente le proposte dei diversi gestori dei servizi energetici, richiedendo un preventivo sulla base del proprio profilo di utilizzo.

Non esiste infatti il gestore più conveniente per tutti gli utilizzatori: l’individuazione del contratto più adatto alle proprie esigenze deve essere necessariamente figlio di un confronto personalizzato. Spendete pertanto qualche minuto di tempo per verificare quali sono le tariffe sulla base del vostro consumo medio (che potete leggere nell’ultima bolletta ricevuta), e domandate chiarimenti ai vari operatori qualora sia necessario.

Fonte: vostrisoldi

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December 14th, 2011

Detrazione 55% stabile, lo chiede la commissione Ambiente della Camera

Nel decreto legge Salva Italia varato dal Governo, e ora all’esame del Parlamento per la sua conversione in legge, la detrazione fiscale del 55% sulle riqualificazioni energetiche degli edifici è stata prorogata fino al 31 dicembre 2012 con l’attuale apparato normativo. A partire dal 2013 gli interventi di riqualificazione energetica potrebbero essere assorbiti nella normativa sulla detrazione del 36% sulle ristrutturazioni edilizie, che diventa stabile.

La proroga per un altro anno del bonus fiscale non è tuttavia sufficiente per la commissione Ambiente della Camera, che nell’ambito dell’esame della manovra Salva Italia chiede che la detrazione del 55% venga resa stabile, senza abbassare al 36% l’aliquota a partire dal 2013.

55% stabile con l’attuale aliquota

“Il credito di imposta del 55% va reso stabile. Nel parere al DL 201/2011 ‘Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici’ espresso oggi dalla Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera – spiega Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd e membro della commissione – viene posta come condizione che si preveda la stabilizzazione degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici al 55% anziché al 36%.”

I benefici della detrazione

Secondo Realacci e gli altri membri della commissione, l’eco-bonus del 55% “è stata a tutti gli effetti la misura anticiclica di gran lunga più importante attivata in questi anni che ha contrastato gli effetti della crisi nel settore dell’edilizia e contribuito a ridurre le bollette energetiche degli italiani e le emissioni di CO2”.

Fonte: casaeclima

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December 13th, 2011

Confedilizia: la Manovra strangola il mercato delle locazioni

“La manovra pone una grave ipoteca sul mercato delle locazioni, avendo eliminato la riduzione a metà dell’aliquota ordinaria dell’Imu per gli immobili locati prevista nel provvedimento sul federalismo e prevedendo ora per gli stessi l’applicazione dell’aliquota ordinaria del 7,6 per mille, salva solo la facoltà dei Comuni di ridurre tale aliquota fino al 4 per mille (e ferma la possibilità di aumentare la stessa fino al 10,6 per mille).”

È quanto denuncia Confedilizia, che il 9 dicembre scorso in un’audizione in Parlamento sulla Manovra Salva Italia ha presentato le sue proiezioni sugli effetti dell’entrata in vigore dell’Imu.

Con l’Imu un maggiore gettito pari a 11 miliardi

Secondo Confedilizia, l’anticipazione al 2012 dell’Imu produrrà un gettito di 11 miliardi di euro, una stima però per difetto poiché i Comuni hanno la facoltà di variare in aumento (o in diminuzione) sia l’aliquota ordinaria che quella relativa all’abitazione principale, portando la prima fino al 10,6 per mille e la seconda fino al 6 per mille.

+324% il carico fiscale sui proprietari che hanno contratti di locazione

L’Imu risulta notevolmente aggravata rispetto al regime Ici, in ogni fattispecie e in modo particolare per i contratti a canone calmierato. Se si ipotizza, infatti, il caso di un immobile abitativo locato con un contratto a canone libero, attualmente soggetto ad un’aliquota Ici del 6,5 per mille, l’applicazione della nuova Imu nella misura base del 7,6 per mille comporterà un aggravio di imposta per il locatore – considerato l’aumento del 60% della base imponibile – pari all’87%; se poi il Comune interessato porterà l’aliquota al livello massimo consentito (10,6 per mille), l’aumento di imposta sarà pari al 161%.

Se si ipotizza, invece, il caso di un immobile abitativo locato con un contratto a canone calmierato, attualmente soggetto ad un’aliquota Ici del 4 per mille, l’applicazione della nuova Imu nella misura base del 7,6 per mille comporterà un aggravio di imposta per il locatore – considerato l’aumento del 60% della base imponibile – pari al 204%; se poi il Comune interessato porterà l’aliquota al livello massimo consentito (10,6 per mille), l’aumento di imposta sarà pari al 324%. E l’aumento raggiungerà naturalmente livelli ancora più elevati nei casi in cui l’aliquota Ici attualmente prevista sia inferiore al 4 per mille.

Secondo Confedilizia, questi pesantissimi aumenti creeranno gravi tensioni e anche contenziosi nel settore. “Prevediamo una situazione di drammaticità senza precedenti – osserva il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani (foto) – a seguito della scadenza dei singoli contratti calmierati, che i locatori non saranno più in grado di rinnovare, mentre sulla partita in nulla può incidere il blocco degli sfratti, comunque in scadenza. La condanna all’estinzione dei contratti a canone calmierato provoca un grave problema sociale non giustificato dalle risorse necessarie a sgravarli parzialmente dall’Imu (230 milioni di euro in tutto), e così ad assicurarne la permanenza. Le risorse necessarie possono essere facilmente recuperate eliminando l’evasione rappresentata da agevolazioni concesse, senza giustificazione alcuna, a particolari categorie di soggetti investitori nell’immobiliare”.

La proposta di Confedilizia

La proposta di Confedilizia prevede il ripristino della norma originaria sull’Imu del decreto legislativo n. 23/2011, prevedendo il dimezzamento dell’aliquota ordinaria per gli immobili locati, che costituiscono circa il 9% del totale degli immobili. Nel caso in cui questa proposta venisse approvata, la perdita di gettito stimata ammonterebbe a 900 milioni di euro, di cui il 50% di spettanza per lo Stato e l’altro 50% di spettanza dei Comuni. Se il dimezzamento dell’aliquota ordinaria venisse mantenuto solo per i contratti a canone calmierato, Confedilizia stima una perdita di gettito pari a 230 milioni di euro, al 50% tra Stato e Comuni.

Fonte: casaeclima

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