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Affitti, verso la cedolare al 20 per cento

giugno 16, 2008 • Affitto, Affitto nero, Economia, Tasse

Il governo Prodi non è riuscito a vararla, per motivi di gettito, ma soprattutto perché la misura era strettamente connessa con il naufragato progetto di uniformare la tassazione sulle rendite finanziarie. Ora ci riprova il governo Berlusconi, con buone possibilità di riuscirci. Stiamo parlando della cedolare secca sugli affitti, una misura che consentirebbe di sottrarre i proventi da locazione dalla tassazione progressiva. Una strada per incentivare al tempo stesso l’emersione degli affitti dal nero.

A rilanciare la proposta è il sottosegretario all’Economia, Luigi Casero che ha reso noto che il Governo «sta valutando la possibilità di introdurre una cedolare secca sugli affitti».
Il problema, come peraltro emerse chiaramente nel corso della passata legislatura, è il costo. Le stime variano da 1,6 a 2 miliardi.

L’ipotesi cui avevano lavorato i tecnici di Visco era di tassare al 20% i proventi da locazioni, la stessa tassazione che si immaginava potesse essere fissata per le rendite finanziarie e probabilmente per la prima aliquota Irpef. Secondo i calcoli di Visco, il costo dell’operazione era stimato in 2 miliardi, ma il via libera era subordinato al varo di un contestuale pacchetto di interventi sul fronte dell’evasione degli immobili e sugli affitti in nero, e al riordino del catasto.

Fonte del 14 giugno 2008: Sole24Ore.com

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