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L’intervista: “Case di lusso, almeno 30mila”

giugno 26, 2008 • Attualità, Ici, Tasse

Non sono solo poco più di mille, ma almeno 33.500. Secondo Mario Breglia presidente dell’istituto indipendente di studi e di ricerche Scenari Immobiliari, è questo il numero realistico delle case di lusso a Milano. Una bella differenza rispetto allo scarno dato del catasto che conta in tutta la provincia soltanto 1.272 abitazioni signorili. E una bella differenza anche per le tasche del Comune, se si considera l’Ici che il Comune ci perde.

Dottor Breglia, come si arriva alla sua valutazione del numero di case di lusso, che è circa 33 volte il dato catastale?
«Diciamo che sul mercato milanese attualmente il 20% delle case viene venduto a più di 5mila euro per metro quadro. Secondo una rilevazione del mese di maggio, circa tre su quattro di queste case che possiamo definire come abitazioni di alta qualità sono nella zona 1, il centro storico. Se invece andiamo sopra gli 8mila euro a metro quadro, vediamo che le case scambiate in un anno a questa cifra corrispondono a circa il 5% del mercato. E questo dato Istat è piuttosto stabile nel corso degli anni. Quindi, azzardando una proiezione sul numero totale delle abitazioni a Milano, possiamo stimare che le case di lusso siano circa 33mila, pari a 700 condomini».

Ma come è possibile una differenza così clamorosa tra dati catastali e realtà?
«Il fatto è che la definizione catastale di case signorili non funziona, e non funziona soprattutto per due motivi. Il primo è che evidentemente non c’è stato alcun interesse ad aggiornare il catasto nel corso degli anni. Poi c’è un secondo motivo, ed è che in mezzo secolo è cambiato il nostro modo di considerare il valore del centro storico, e se le registrazioni risalgono a prima che questo avvenisse, è logico che non ci sia più alcun rapporto con la realtà».

Che cosa è mancato a livello delle istituzioni?
«L’aggiornamento parallelo del catasto. E non farlo è stato un delitto fiscale, perché ha creato enormi ingiustizie».

Perché non è mai stata data una nuova definizione di case di lusso?

«Nel ’98-’99, quando si decise di vendere parte degli edifici pubblici, era stata pensata una ridefinizione della categoria. Ma l’intervento di lobby degli inquilini lo impedì».

Fonte del 21 Giugno: La Repubblica Milano

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