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Abusivismo edilizio, a Napoli quasi 17 mila ordinanze di abbattimento

novembre 6, 2012 • Attualità, Casa, Economia, Edilizia sociale, Eventi, Problema abitativo, Società

“Vittoria di civiltà e di buon senso”. È soddisfatto il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, per la cancellazione dal calendario dei lavori dell’Aula del Senato della discussione del disegno di legge – primo firmatario Francesco Nitto Palma – che riapriva i termini del condono edilizio in Italia.

“Siamo molto soddisfatti per l’esito di questa vicenda – ha commentato Cogliati Dezza – e ringraziamo tutti coloro che hanno aderito al nostro appello e sostenuto le motivazioni della legalità e della sicurezza per il bene di tutto il Paese. Certo noi continueremo a vigilare, nella speranza però che nessuno abbia il coraggio di riproporre un condono tombale per la diciassettesima volta in questa legislatura”.

I numeri dell’abusivismo edilizio in Italia

Gli studi del Cresme rivelano che dal 2003 (anno dell’ultimo condono edilizio) al 2011 sono sorte in Italia 258mila case abusive per un giro d’affari illegale (basato sui valori medi di mercato) di circa 18,3 miliardi di euro. A questa colata di cemento illegale va aggiunto il vecchio abusivismo, quello costruito prima del 2003, ma insanabile.

Secondo i dati di “Abbatti l’abuso”, campagna nazionale di Legambiente contro l’edilizia illegale, le ordinanze di demolizione per abusi edilizi emesse in Italia dal 2000 al 2012 sono state 46.760, mentre solo 4.956 sono state le ordinanze eseguite (il 10,6%). La città che ha più immobili soggetti a ordinanza di abbattimento è Napoli con 16.837 ordinanze e solo 710 abbattimenti eseguiti (il 4,2%). Verona, Prato e Genova sono i Comuni che hanno registrato il maggiore numero di demolizioni.

Il caso Campania

Secondo le stime di un monitoraggio svolto dalla regione Campania, la sanatoria degli anni Ottanta è stata quella più drammatica con 168.000 pratiche presentate, di cui 60.000 in aree vincolate (quelle espletate sono state 71.000).

Passano 9 anni e questa volta sono 80.000 le istanze pervenute e solo 30.000 quelle esaminate. Ancora più eclatante è il numero delle 30.000 pratiche del 2003 al centro di una battaglia politico giudiziaria, di cui ben 13.000 in zone vincolate (la provincia maggiormente interessata dall’ultimo condono edilizio è quella di Napoli, con oltre 21.000 domande di cui 9.000 in zone vincolate).

La colata di cemento figlia dei condoni edilizi ha riguardato soprattutto il capoluogo partenopeo dove sono circa 85.000 le richieste di sanatoria accatastate nel corso degli anni. Ben 8.000 riguardano quello del 2003 e di queste il 25% riguarda aree vincolate. Le zone interessate sono di grande pregio: Camaldoli, Chiaiano, Capo Posillipo.

L’81% dei comuni sciolti in Campania dal 1991 a oggi, vede, tra le motivazioni del decreto, un diffuso abusivismo edilizio, casi ripetuti di speculazione immobiliare, pratiche di demolizione inevase. Il record va alla provincia di Napoli, con l’83% di comuni commissariati anche per il mattone illegale, percentuale che scende al 77% per quelli in provincia di Caserta.

Fonte: casaeclima

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