A distanza di 15 giorni dalla data di entrata in vigore – il 1° gennaio 2012 – dell’obbligo di indicare l’indice di prestazione energetica degli immobili in tutti gli annunci commerciali di vendita, risulta in aumento – anche se ancora piuttosto basso – il numero di annunci immobiliari in regola.
Secondo quanto comunica il portale Immobiliare.it, alla data del 12 gennaio il 7,3% delle inserzioni risulta riportare correttamente l’indice di prestazione energetica; era il 4,7% al 31 dicembre 2011. Molto forti sono le differenze territoriali: se al Sud gli annunci immobiliari che rispettano l’obbligo sono appena l’1,3%, dati migliori si registrano al Nord, in particolare a Bolzano (23,7%), Trento (21,1%) e Torino (8,2%).
Quanto incide la classe energetica sui prezzi
Ma qual è l’impatto della classe energetica sui prezzi degli immobili? Casa24 Plus ha calcolato – sulla base dei dati di Immobiliare.it – il prezzo medio per classe energetica in quattro grandi città (Milano, Roma, Torino, Firenze) e la variazione percentuale. Dall’elaborazione emerge che un bilocale di 65 metri quadri in zona semicentrale, se di classe A costa rispetto alla classe C il 29,18% in più a Firenze, il 21,68% in più a Roma, il 18,21% in più a Milano e il 17,50% in più a Torino. Per la stessa tipologia d’immobile, la variazione di prezzo tra una classe C e una classe G è del 14,75% a Torino, dell’11,80% a Milano, del 7,79% a Roma e del 4,45% a Firenze.
Prendendo in considerazione invece una villetta in buone condizioni di 140 metri quadri, in zona residenziale, se di classe A costa in più rispetto alla classe C il 18,79% a Roma, il 18,39% a Milano, il 18,14% a Firenze, il 5,69% a Torino. Per la stessa tipologia d’immobile, la variazione di prezzo tra una classe C e una G è del 18,99% a Milano, del 15,57% a Torino, dell’11,32% a Roma e del 9,24% a Firenze.
quanto incide in euro su un bilocale tutto da ristrutturare