Specialisti in appartamenti in affitto

L’Urban Center racconta Torino, si parte dal cohousing

novembre 7, 2012 • Attualità, Casa, Economia, Edilizia sociale, Eventi, Problema abitativo, Società

L’idea è nata sotto la Mole per iniziativa di otto famiglie, fra quelle che già avevano parte attiva nel progetto di Coabitare, associazione culturale fondata nel 2007. Bruna, Elena, Ludovica, Paolo, Alessandra, Chiara, Teo, Irene e Piera sono un gruppo di persone eterogeneo, sia per fascia d’età che per professione, e nel 2009, con i compagni e figli piccoli o adolescenti, hanno deciso di acquistare insieme una vecchia casa di ringhiera, in via Cottolengo, nel cuore del quartiere multietnico di Porta Palazzo, con affaccio sulla grande piazza del mercato e hanno scelto di ristrutturarla “in proprio”.

Il progetto, che è in dirittura di arrivo (gli inquilini entreranno negli appartamenti a novembre) si chiama Numero Zero, così come il nome della cooperativa edilizia creata dai proprietari. L’esperienza sarà presentata oggi 6 novembre alle 18 in piazza Palazzo di Città 8/F, nell’ambito del primo appuntamento della rassegna “I martedì di Urban center”, incontri strutturati sul format del giornalismo anglosassone che parte dalle cinque domande del dove, quando, chi, cosa e perché e racconta casi innovativi di trasformazione urbana (anticipati dal blog imartedidiurbancenter.wordpress.com). Si tratta, spiegano dall ‘Urban center, di esperienze a geometria variabile che in misura diversa contribuiscono alla trasformazione fisica e culturale della città, all’innovazione sociale ed economica, dal centro alle periferie, entrando così in un racconto collettivo, fino a disegnare la mappa possibile di una città migliore.

«L’idea di coabitare a Porta Palazzo – racconta Chiara Mossetti, che essendo architetto, insieme a Paolo Sanna, si è occupata della progettazione – s’ispira ad analoghe esperienze portate avanti all’estero, specie nel Nord Europa, dove però le case “condivise” coinvolgono decine di famiglie». A Torino si parte da piccoli numeri. Ma la scelta del luogo e delle modalità con cui è pensata l’abitazione spiana la strada a future repliche. «Il valore più importante di Numero Zero – spiega ancora la coinquilina – è la partecipazione, la possibilità che abbiamo avuto di condividere un percorso e di decidere insieme come strutturare la casa, secondo il metodo del consenso anziché quello della maggioranza, utilizzato nei condomini tradizionali. Negli spazi comuni pensiamo di ospitare eventi aperti alla collettività del quartiere. Ad esempio, abbiamo già attivato una banca del tempo e stiamo costruendo un forno per cuocere il pane, che sarà a disposizione dei vicini di casa».

Gli alloggi, realizzati in autocostruzione o con l’aiuto di artigiani, per le lavorazioni più complesse, sono certificati in classe energetica B o A e il costo al mq di ciascun appartamento si aggira intorno ai 2.200 euro, compresi gli ambiti comuni. «Numero Zero – prosegue Chiara Mossetti – è solo la prima iniziativa fra quelle che stanno nascendo in Coabitare. Si stanno formando, infatti, altri gruppi per ripetere l’esperienza e in due casi i progetti stanno diventando realtà, in via Padova a Torino e a Collegno». Al racconto dell’esperienza di co-housing sono dedicati, per chi volesse approfondire, il sito dell’associazione www.coabitare.org e il blog www.cohounsingnumerozero.org.

I prossimi incontri di Urban Center sono, invece, programmati il 20 novembre e 4 dicembre 2012 e il 15 e 29 gennaio 2013.

Fonte: ilsole24ore

2 Risposte a L’Urban Center racconta Torino, si parte dal cohousing

  1. paolo scrive:

    da professionista del settore, nella zona di padova, mi rendo disponibile ad una esperienza di co-housing

  2. antonio catalano scrive:

    esperienze a volte disperate di ricerca abitazione fanno pensare seriamente al cohousing , nelle grandi citta’ ci vuole uno stipendio per fittare , le banche difficilmente ti fanno mutuo etc. ma dovrebbe essere una bella esperienza di famiglia allargata tutti insieme e felici e’ una gran cosa oltre al risparmio economico e al fai da te. ci vorrebbe un approvazione facile per acquistare , avevo avuto un’idea simile mapiu’ ampia anni. fa mi piacerebbe parlarne con persone di queste vedute .

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