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Guida alla figura del comodato d’uso di un immobile

settembre 20, 2013 • Attualità

Anche se forse non sappiamo riconoscerne la figura, il “comodato” è da sempre presente nelle nostre vite: basti pensare a tutte quelle volte in cui ci è concesso l’uso di qualcosa, per un determinato periodo, al termine del quale dobbiamo restituirlo nelle stesse condizioni in cui lo avevamo ricevuto. Un esempio banalissimo: un libro preso in prestito dalla biblioteca.

comodato d'uso immobile
Ma andiamo a leggere cosa ci dice il Codice Civile

L’articolo 1803 recita: il comodato è il contratto con il quale una parte (comodante) consegna all’altra (comodatario) una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito.

Oggi vogliamo occuparci del comodato d’uso di un immobile, il quale implica che il comodante ceda ad altra persona un immobile di sua proprietà, affinché questi lo adoperi per gli usi consentiti dalla legge e glielo restituisca dopo un certo periodo.

Si instaura, quindi, un rapporto di fiducia, per il quale il comodante continua ad essere il proprietario dell’immobile, ma è il comodatario a goderne. In genere è una figura molto usata fra parenti (genitori/nonni nei confronti dei figli/nipoti) o comunque fra persone tra le quali esistono vincoli forti e solidi.

Alcuni elementi chiave sul comodato d’uso

  • la gratuità: il comodatario non paga nulla per l’uso del bene che ha ricevuto in comodato;
  • l’assenza di trasferimento della proprietà: la proprietà non viene trasferita al comodatario, ma resta al comodante;
  • l’appartenenza al gruppo dei contratti reali: affinché il contratto possa considerarsi concluso, il bene viene restituito al proprietario;
  • la presenza di obblighi e dovere del comodatario che usufruisce del bene

Soffermandoci su quest’ultimo punto, è bene ricordare che il comodatario:

  • deve usare personalmente il bene, e non cederne a terzi il godimento (in poche parole, non può prestare o affittare ad altri l’abitazione in comodato d’uso);
  • deve sostenere le spese per il mantenimento del bene nelle condizioni ottimali in cui gli è stato consegnato (quindi, per esempio, riparare le eventuali perdite d’acqua, rimpiazzare le lampadine esaurite, ecc.), mentre sono a carico del comodante le spese straordinarie;
  • deve sostenere le spese condominiali per tutto il periodo nel quale vivrà nell’immobile in comodato d’uso.

Dal canto suo, il comodante ha il diritto di ispezionare l’immobile per accertarsi delle sue condizioni e ha anche il diritto di richiederne la restituzione in qualsiasi momento, se ne avesse la necessità.

Sebbene in comodato in genere non richieda di formalità, nello specifico, il contratto di comodato d’uso di un immobile richiede la forma scritta e la sua registrazione, effettuando il pagamento dell’imposta di registro di 168 euro.

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