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Le criticità della nuova riforma del catasto

riforma catasto

settembre 7, 2013 • Attualità

riforma catasto

Si è atteso a lungo un intervento deciso del legislatore italiano nella materia catastale: la proposta 1112 sulla riforma del catasto è oramai cominciata, e sta ancora proseguendo il proprio iter di discussione e costruzione all’interno delle aule parlamentari. Ciò che preoccupa i proprietari di immobili in Italia sono però i contenuti attualmente in discussione, e che al momento pare andranno a costituire la struttura fondamentale della riforma. In particolare, il principale timore sarebbe quello di una rivalutazione del valore degli immobili a fini fiscali eccessivamente elevati, se non interverranno, prima della approvazione e della ratifica, i necessari aggiustamenti. Vediamo cosa potrebbe comportare l’introduzione di questa riforma del catasto, e quali sono le criticità che il testo attuale desta negli interpreti.

La revisione del sistema del catasto

Innanzitutto, l’applicazione della riforma del catasto andrebbe a incidere pesantemente sulla attuale situazione del complessivo sistema. Il valore patrimoniale medio ordinario degli immobili dovrebbe essere rivalutato, così come la rendita media ordinaria degli immobili stessi andrebbe necessariamente rideterminata. Anche le destinazioni d’uso catastali, sia ordinarie che speciali, dovrebbero subire lo stesso procedimento: a tutte queste correzioni di sistema dovrebbero partecipare attivamente i Comuni, con necessario rischio di ingolfamento del sistema burocratico amministrativo. Unico discorso a parte spetterebbe ai beni di riconosciuto interesse storico o artistico, per i quali acquisterà un peso non indifferente il conteggio dell’eventuale maggiorazione degli oneri di conservazione e manutenzione dell’immobile, finalizzati al mantenimento del valore complessivo del patrimonio artistico, storico e culturale del Paese.

I parametri di valutazione del nuovo sistema catastale

La riforma del catasto andrà ad incidere, perlomeno se approvata nella forma attualmente in discussione, anche e in maniera assai pesante sui parametri di valutazione. In particolare, come ti spiegheremo passo passo, un’approvazione indiscriminata dell’attuale testo di legge potrebbe comportare pesanti conseguenze sui proprietari di immobili in Italia.

  • Il sistema attuale, da più parti riconosciuto in effetti come antiquato e obsoleto, verrebbe ad essere sostituito da un più moderno meccanismo di classificazione, per il quale sarà abbandonata la precedente e comune unità di misura dei vani catastali. La nuova unità di misura sarà il metro quadrato: si ricorrerà inoltre alle variazioni del valore di mercato per definire la rendita media ordinaria.
  • Saranno inoltre introdotti meccanismi di adeguamento periodico di rendite e valori. Qui si riconosce però una criticità della riforma: i valori, infatti, saranno determinati sulla base della media calcolata sul triennio precedente all’entrata in vigore della riforma. Se ciò dovesse accadere nel prossimo futuro, però, visto il succedersi di eventi e congiunture economiche avverse, molti proprietari dovrebbero subire passivamente una sopravvalutazione del proprio immobile, mentre i valori di mercato continuano a scendere per la crisi che, oltre che economica, affligge anche il mercato immobiliare. L’unico strumento di tutela disponibile sarebbe il ricorso al TAR o alle varie Commissioni Tributarie.
  • Infine, un catasto siffatto porterebbe a un pesante incremento dell’ammontare delle imposte, in quanto i valori di mercato calcolati da parte dell’Agenzia delle Entrate sarebbero più elevati rispetto ai valori adottati ai fini del calcolo dell’IMU e delle imposte per l’acquisto dell’abitazione principale

Per fare un esempio dell’incidenza della riforma del catasto su queste variabili, ti basti pensare che una casa a Milano subirebbe un aumento, ai fini dell’IMU, pari al 3,8%, e ai fini dell’acquisto pari al 97,5%; per una simile casa a Roma, invece, i valori crescerebbero addirittura, raggiungendo rispettivamente le quote di 44,5% e 110,2% di incremento. Insomma, l’unica soluzione per ovviare a questo vertiginoso aumento sarebbe di modificare, al ribasso, le aliquote previste.

Le visure catastali diventano a pagamento

La riforma del catasto inciderebbe ulteriormente su un istituto già di recente modificato dal legislatore. Fino al 1 ottobre dello scorso anno, infatti, ottenere una visura catastale era assolutamente gratuito: da questa data, invece, in forza della legge n.44 del 2012, al suo articolo 6, sono intervenuti nuovi tributi il cui pagamento è necessario per accedere alla consultazione delle banche dati del catasto.
Ma come cresceranno i costi che dovranno essere sostenuti per ottenere le visure catastali? Ti consigliamo di visionare personalmente la Circolare dell’Agenzia del Territorio che affronta tale argomento, che puoi consultare e scaricare gratuitamente dal sito ufficiale dell’Agenzia. Ti riportiamo uno schema semplice e preciso per conoscere come si modificheranno i prezzi:

  • Per la visura di atti cartacei, il prezzo sarà identificato in 5 euro per ogni richiedente, calcolato per ogni ora o frazione di ora
  • Per la richiesta di identificativi catastali, il contributo da versare sarà pari a 1 euro, ove la richiesta dovesse riguardare atti censuari o cartografici; per altre tipologie di atti, il contributo sarà invece di 1 euro per ogni dieci unità immobiliari o frazioni di dieci
  • Nessun tributo sarà invece richiesto per la visura di elenco subalterni allegato a elaborato planimetrico, per le planimetrie, o per elenchi di coordinate di punti fiduciali

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