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Morosità della bolletta della luce: cos’è lecito e cosa non lo è.

agosto 30, 2013 • Problema abitativo

morosità bolletta luceTi hanno sospeso il servizio elettrico adducendo una tua morosità?
Leggi qui, perché, in certe condizioni, l’utente non può essere lasciato deliberatamente senza fornitura.

Infatti, non è legittimo “tagliare” il servizio in questi casi:

  • Se l’utente non è stato avvertito, mediante lettera raccomandata, che, di fronte a una sua morosità, il servizio verrà sospeso;
  • Se l’utente ha già provveduto al pagamento della bolletta e ne ha dato avviso al fornitore;
  • Se tale sospensione dovesse prendere il via un venerdì, un sabato o un giorno festivo;
  • Se l’utente ha già protestato, con pertinente reclamo per iscritto, per il cattivo funzionamento del contatore e tale problema è stato riconosciuto dal distributore;
  • Se l’utente ha bisogno dell’elettricità per far funzionare dei dispositivi necessari a  mantenersi in vita ( per esempio: macchine salvavita);
  • Infine, se è l’AEEG a regolare le condizioni del contratto stipulato con il fornitore, esso non potrà sospendere il servizio nel caso in cui il monto non corrisposto è inferiore alle bollette medie pagate generalmente dall’utente o al deposito cauzionale.

Come avviene la sospensione del servizio a causa di una morosità nel pagamento della bolletta della luce

In genere, in caso di morosità della bolletta della luce, il procedimento che il fornitore segue prevede, inizialmente, di comunicare al cliente che gli verrà applicata una riduzione del 15% della potenza del servizio. In caso di una sua ulteriore morosità, oltre un periodo di tempo di 15 giorni, la fornitura verrà sospesa definitivamente.
Se fosse capitato a te, per poter usufruire nuovamente del servizio elettrico, dovrai fornire al gestore le prove dell’avvenuto pagamento, richiedendo il riallacciamento. Se il gestore riceve la comunicazione dopo le 18 di un giorno feriale, egli è autorizzato a darne comunicazione al distributore il giorno successivo, altrimenti dovrà avvisarlo tempestivamente, in modo che il distributore possa ripristinare la fornitura il più presto possibile.

L’illegittimità dell’importo a trattenuto a rischio morosità

L’anno scorso l’autorità dell’energia ha autorizzato i fornitori di energia elettrica e di gas ad addebitare in bolletta anche i crediti del fornitore precedente, ma evitando di indicare il titolare e il motivo di tale credito. Questo procedimento poco trasparente, denunciato dalle varie associazioni dei consumatori, è già stato dichiarato illegittimo, per esempio dal Tar della regione Lombardia, giacché diventa impossibile, per l’utente, risalire a tali informazioni e inoltrare il proprio reclamo.

C’è da dire che nella bolletta di ciascun utente è già previsto un addebito di 4,7 euro l’anno, per un totale di 130 milioni di euro circa, che serve a coprire la morosità. Fra l’altro, spesso tale morosità è attribuibile a problemi della Pubblica Amministrazione e alle PMI, mentre dipende solo in un 10% dalla responsabilità degli utenti.

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