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Avvocato – amministratore di condominio: compatibilità o incompatibilità?

marzo 15, 2013 • Affitto, Attualità, Casa, Inquilini, Problema abitativo, Proprietari

 

L’art 18 della citata legge (incompatibilità) stabilisce infatti che “la professione di avvocato è incompatibile con qualsiasi altra attività di lavoro autonomo svolta continuativamente  e professionalmente, escluse quelle di carattere scientifico letterario artistico e culturale, e con l’esercizio dell’attività di notaio”.

Da tale disposizione si era ritenuto di poter evincere l’incompatibilità tra l’attività di amministratore (in quanto esercente una attività di loro autonomo svolta continuativamente e professionalmente) con quella di avvocato.

Sulla scorta di tale interpretazione, all’avvocato non sarebbe stato più consentito svolgere l’attività di amministratore di condominio dovendo egli necessariamente e obbligatoriamente operare una scelta tra le due attività.

Su tale interpretazione non v’è stata concordanza di pareri fin dall’inizio.

Da molti è stato infatti osservato che, proprio dalla disamina del  combinato disposto della riforma forense e della legge 4/2013 sulle professioni non organizzate in ordini e collegi, si dovrebbe pervenire ad una conclusione di segno opposto, poichè l’art 1 comma 2 di questa legge stabilisce che ai professionisti in questione “…anche se iscritti alle associazioni di cui al presente articolo , non è consentito l’esercizio delle attività professionali riservate dalla legge a specifiche categorie di soggetti salvo il caso in cui dimostrino il possesso dei requisiti previsti dalla legge e l’iscrizione al relativo albo professionale”.

Questa disposizione che, si noti, è successiva alla legge 31.12.2012, renderebbe consentito quanto apparentemente vietato da quest’ultima.

A parte ciò dovrebbe anche essere chiarita la portata della locuzione “continuativamente e professionalmente”, poiché appare evidente che l’uso di questi due avverbi, sarebbe stato inutile se il legislatore avesse inteso vietare tout court e in ogni caso la possibilità di svolgere le due attività.

Sarebbe stato diverso se fosse stato stauito che l’atttività di avvocato è incompatibile con qualsiasi altra attività di lavoro autonomo  “comunque svolta” o quanto meno, senza ulteriori specificazioni e puntualizzazioni.

Orbene, il consiglio nazionale forense con parere del 20 Febbraio 2012 ha affermato che “l’attività di amministratore di condominio si riduce alla fine all’esercizio di un mandato con rappresentanza conferito da persone fisiche in nome e per conto delle quali egli agisce,  e l’esecuzione di mandati consistenti nel compimento di attività giuridica per conto ed eventualmente in nome altrui è esattamente uno dei possibili modi di svolgimento dell’attivitò professionale forense sicchè la circostanza che essa sia svolta con continuità non aggiunge né toglie nulla alla sua legittimità quale espressione appunto di esercizio della professione”.

Fonte: ilsole24ore

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