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Canoni di locazione scendono del 16% in 5 anni.

Firenze

luglio 9, 2013 • Affitto, Attualità, Casa, Economia, Inquilini, Problema abitativo, Proprietari, Società

 

Firenze

veduta di Firenze

 

Il mercato delle locazioni e quello delle compravendite sono da sempre  legati tra loro. Con la crisi il mercato delle compravendite ha visto un ulteriore calo nel 2012 e nel primo trimestre del 2013.

La mancata possibilitá di vendita e il peso di tasse come l’Imu, hanno fatto pertanto crescere sempre piú il mercato delle locazioni, per permettere ai proprietari quanto meno di mettere a reddito il proprio immobile invenduto. Ma anche la  domanda d’affitto cresce con la crescita del peso della crisi economica,  vi é tutta una frangia di popolazione che non riesce ad acquistare o che ad ogni modo ritiene l’affitto piú conveniente in questi anni di precarietá.

Secondo i dati di Nomisma, i risultati di queste particolari  dinamiche ha fatto sí che i canoni scendessero di un 4% annuo. Questo trend negativo porta valori di calo medio degli affitti nelle grandi cittá  in 5 anni di un 16%.

Secondo dati del ministero dell’Economia, presentati da Confedilizia, tale calo ha permesso l’aumentato del numero di contratti registrati,cresciuti del 15% in due anni. Secondo l’associazione dei proprietari si tratta di contratti emersi per effetto della sempre piú utilizzata formula della cedolare secca.

Come afferma Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia: “La locazione si sta spegnendo sotto il peso di una tassazione che le ha tolto ogni redditività, ma nonostante questo i contratti sono in aumento, segno che la cedolare trascina le locazioni. Il livello dei canoni non ha un trend omogeneo, ma è a macchia di leopardo: dove i comuni hanno alzato di più le tasse i proprietari non possono abbassare le richieste e preferirebbero vendere”.

Nomisma evidenzia i dati emersi dalle 13 grandi cittá monitorate, le principali:

  • Padova, l’affitto mensile è sceso del 6%;
  • Bari  guida i ribassi con -5,9%.
  • Firenze è la città dove nell’ultimo anno la discesa dei canoni è stata più contenuta -3%,
  • Bologna, ha visto adeguamenti nella media nell’ultimo anno, ma é discesa di oltre un quinto dei canoni negli ultimi cinque.

Come spiega Luca Dondi: “Nonostante l’indubbio aumento della domanda di case in affitto il settore locativo ha visto negli ultimi anni progressivamente ridursi i valori di mercato. L’affitto è una scelta spesso obbligata, che nulla ha a che vedere con strategie di differimento dell’acquisto. Si tratta di una domanda economicamente debole, per la quale i canoni di mercato, nonostante la flessione, rappresentano un fardello molto spesso insostenibile e la morosità una prospettiva tutt’altro che remota. L’entità della flessione dei canoni registrata finora appare ancora insufficiente a garantire che l’incidenza delle spese per la casa non ecceda il 30% del reddito».

Ad ogni modo i canoni risultano ancora molto elevati, se si pensa che mediamente in cittá per 75mq vengono richiesti almeno 980 euro mentre in periferia 570. Ma i dati di grandi cittá come Milano e  Roma vedono picchi fino a 2000 euro in centro e 900 in periferia. Molto piú economiche le cittá di Catania e Torino, con rispettivamente 630 e 830  in centro e 400, 500 in periferia.

Daniele Barbieri, presidente Sunia, commenta cosí questi dati: “Gli affitti sono ancora troppo alti e in sofferenza sono soprattutto le grandi aree urbane dove negli ultimi dieci anni i canoni sono più che raddoppiati. Per avere un ridimensionamento più significativo bisognerebbe rivedere la fiscalità a favore dei canoni concordati e garantire i proprietari contro la morosità con appositi fondi di rotazione”.

Anche l’agenzia SoloAffitti registra cali nei canoni e rivela un numero sempre maggiore di riduzione del canone prima della conclusione del contratto, previste anche da semplici scritture private per rivedere i contratti in corso e il motivo é dato dal desiderio dei proprietari di trattenere quegli inquilini che si son rivelati affidabili e buoni pagatori. Infatti il piú delle volte al proprietario conviene abbassare il canone piuttosto che lasciare sfitto l’immobile o imbattersi in inquilini morosi. Molto spesso si ricorre a polizze assicurative o a fidejussioni per poter far fronte al rischio di insolvenza.

 

Fonte: ilsole24ore

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