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Housing sociale: il nuovo modo di abitare oggi

gennaio 2, 2013 • Affitto, Attualità, Casa, Economia, Edilizia sociale, Edilizia sostenibile, Eventi, Inquilini, Problema abitativo, Proprietari

È un’iniziativa all’avanguardia in Italia, sostenibile ed ecocompatibile sotto il profilo ambientale e per l’aspetto umano, con caratteristiche di pregevole eticità ed arricchimento interculturale. Il palazzone delle Poste, di 10 mila metri quadrati, è stato trasformato in residenza per il social housing temporaneo; dopo un anno e mezzo di lavori di ristrutturazione, si presenta esternamente con la facciata colorata come un quadro di Mondrian.

È costituito da due grandi edifici di 9 piani di altezza, presenta 58 camere per uso hotel 3 stelle e 122 unità residenziali completamente arredate, con cucina ad induzione; tutte le unità abitative sono dotate di servizio Wi-Fi gratuito ed il controllo delle utenze viene effettuato grazie al sistema di domotica. Le formule commerciali sono differenziate a seconda dei periodi di permanenza, rendendo possibile un’offerta abitativa a costi calmierati che possa contribuire concretamente a risolvere l’emergenza e l’esigenza abitativa della città.

Il progetto, con la riqualificazione dell’edificio esistente, è sorto grazie alla Sharing s.r.l , col supporto di due partner finanziari, Oltre Venture  e la cooperativa sociale D.O.C. s.c.s.

L’obiettivo è ambizioso ma non irraggiungibile: progettare, organizzare e gestire la realizzazione ed il coordinamento di servizi di promozione sociale e di pubblica utilità, connessi alle operatività specifiche dell’housing sociale, attraverso attività culturali, educative e ricreative, di promozione e protezione dei territorio, per poter determinare un effettivo miglioramento del tessuto socio economico in primis, e urbano successivamente.

Condividere le idee, oltre che gli spazi, e rendere possibile l’incontro di culture: è così che i servizi si moltiplicano, divenendo: un poliambulatorio, varie attività di carattere economico e socio-culturale, servizi di Car Sharing e di Bike Sharing, esercizi commerciali (ristorante, sala bar, lavanderia automatica, bio market); ampie sale comuni per attività di formazione, scambio e relax. Negli ultimi mesi, a queste già esistenti strutture, ne sono state aggiunte altre tra cui un caffè letterario, con disponibilità di oltre 300 titoli, ed attività di doposcuola per tre volte alla settimana.

Gli spazi comuni, come nella più pura accezione dell’housing sociale, sono studiati come luogo di incontro e di scambio, zone di vita comune, di condivisione e partecipazione: esemplificativo è il progetto de “Il gioco degli 8”, di  SIPUò.DESIGN, una seduta collettiva, che al contempo è un momento di gioco, di condivisione, di interazione tra persone, ispirato al celebre “Gioco dei 15”.

Il progetto coniuga ludicità e funzionalità: è costituito da otto pannelli scorrevoli in due direzioni su cui sono fissate sette sedie ed un tavolino, e permette all’utente di creare numerose soluzioni differenti, cercando e creando la propria configurazione, grazie all’aiuto ed alla collaborazione delle persone con cui condivide lo spazio.

La salvaguardia della sostenibilità ambientale come pratica quotidiana dei residenti è concretamente operata attraverso la predisposizione di alcuni impianti ed apparati: impianto fotovoltaico, impianto solare termico, sistema di recupero dell’acqua piovana per l’irrigazione del giardino e dello spazio bimbi, utilizzo di pittura fotocatalitica per intonaci esterni, per contribuire al miglioramento della qualità dell’aria circostante, caldaia a condensazione a basso consumo, raccolta differenziata in tutti gli spazi, realizzazione di cappotto interno per migliorare l’isolamento termico dell’edificio, impianti di illuminazione a basso consumo, riduttori di flusso per il consumo dell’acqua, utilizzo di prodotti di pulizia ecologici.

Per il Comune è una risposta a costo zero all’emergenza abitativa. E nel corso di un anno la struttura ha ospitato ben 319 in “emergenza abitativa”: le famiglie sfrattate in attesa di assegnazione di casa popolare, i residenti degli appartamenti Atc interessati da notevoli lavori di intervento e di ristrutturazione. Tra gli ospiti per questo primo anno, il 60% è costituito da studenti, il 16% da lavoratori in trasferta, ed il 6,6% da giovani coppie. Del totale, il 43% è proveniente da altre regioni.

Sono presenti cittadini italiani e stranieri, ognuno con la propria storia da raccontare, ognuno con una nuova storia da scrivere: tra gli altri, sono stati presenti per circa un mese una novantina di studenti di ingegneria cinesi, interessati a vedere come nasce un’automobile a Torino, i ricercatori della Chrysler che si fermano qui per qualche settimana, ex proprietari di officine, nuovi figli della crisi e persone di passaggio.

La selezione è operata dall’azienda promotrice dell’iniziativa e viene effettuata secondo l’ordine di arrivo delle domande, in una logica ben lontana da quelle regole poco regolari spesso alla base della nostra edilizia residenziale pubblica.

Grande è la soddisfazione dei residenti e del presidente della Circoscrizione 6, Nadia Conticelli, nel vedere un edificio abbandonato restituito alla città. Pubblico e privato hanno condiviso obiettivi e continuano a collaborare fianco a fianco per sostenere le persone in difficoltà: dall’idea si è potuti passare all’azione.

Fonte: attico

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