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L’utilizzo di piattaforme di information technology possono creare valore aggiunto al mercato immobiliare

maggio 27, 2013 • Affitto, Agenzie Immobiliari, Architettura, Arredo urbano, Attualità, Casa, Design, Economia, Inquilini, Problema abitativo, Proprietari, Società

 

La ricerca presentata dall’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano «Smart Ict solutions nel real estate» ci indica che l’utilizzo della nuova tecnologia, che permetterebbe conoscere il patrimonio immobiliare attraverso l’uso di piattaforme di Ict, consente ridurre i costi, ottimizzare performance e aprire nuovi mercati, ma ne viene ostacolata l’adozione dalla mancanza di budget e dalla difficoltá di comprensione dei benifici derivanti.

Tali dati son stati raccolti attraverso la presentazione di survey e interviste rivolte a manager, responsabil It, facility manager e property manager di 75 organizzazioni che gestiscono immobili, pubblici e privati. Si é rivolta l’attenzione alle esigenze dei proprietari di immobili. Si sono evidenziate differenti tipologie di applicazioni adottate, a seconda dei processi di gestione interessati ma soprattutto a seconda dei gestori. Per esempio Comuni, enti pubblici o le aziende di edilizia pubblica, utilizzano soluzioni con software verticali (asset, property o facility), ma che non vengono integrate con il sistema informativo aziendale. Per quanto riguarda le realtá private, ad esempio banche società e utilities, utilizzano prevalentemente moduli per l’asset e property management, anche se la diffusione è ancora limitata, ed é proprio qui che il portfolio management potrebbero generare maggiori benefici. Infine tra le Sgr, i proprietari e i gestori finanziari vengono utilizzati  strumenti a supporto dei processi aziendali core (investment, portfolio, asset management), al contrario il property e facility management è spesso delegato a fornitori esterni specializzati.

Vi é inoltre ancora una forte percentuale di soggetti del real estate che risultano totalemente digiuni delle soluzioni Ict per la gestione del patrimonio immobiliare, un esempio ne sono i Comuni, le imprese retail e le banche. L’8% del campione intervistato ammette di non aver ancora provveduto al censimento dei beni e la motivazione principale deriva proprio dalla mancanza di budget per l’adozione di suddette tecnologie (73%), in secondo luogo per le difficoltà di ottenere tempi di payback ridotti (67%), ed infine, piú della metá (60%) degli intervistati, ammette che vi é scarsa comprensione del valore apportato dall’Ict da parte dei vertici aziendali.

Pertanto, in generale, affiora una difficoltá nel valutarne correttamente i benefici. Ad ogni modo, il 19% di coloro che non utilizza piattaforme informatiche manifesta interesse per la gestione di singoli beni attraverso soluzioni di facility managment, soluzioni Ict, per valorizzare gli asset, e il portfolio immobiliare. Ed é proprio nel momento in cui si scoprono gli innumerevoli vantaggi di tali tecnologie che la loro adozione inizia ad interessare un po’ tutte le tipologie di enti.

Tra le soluzioni Smart in grado di automizzare i processi gestionali le piú diffuse, secondo questo studio, sono quelle degli impianti antincendio, con un 37%, il monitoraggio della temperatura, per un 32%, la gestione di alcuni impianti in remoto (ne sono un esempio caldaie, sistemi di condizionamente, ecc.) ed infine la videosorveglianza, per un 30%. Con l’analisi emersa sulle intenzioni future degli intervistati si evidenzia un interesse particolare per tutte quelle tecnologie che perfezionano il comfort e la gestione energetica. Gli investimenti restano peró una dura barriera da superare soprattutto posta in relazione con l’etá avanzata degli immobili italiani e alla scarsa manutenzione degli impianti.

Fonte: ilsole24ore

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