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Muffa in casa? Rimozione a carico dell’inquilino o del proprietario?

Muffa in casa? Rimozione a carico dell’inquilino o del proprietario?

giugno 30, 2014 • Problema abitativo

La muffa, il grande problema delle nostre case, chi non si é trovato a combattere contro questo fungo, ma vediamo come affrontare la spesa nel caso di muffa nel proprio immobile locato.

Intanto c’é da dire che la muffa si forma su elementi costruttivi a causa di costante o permanente umidità. Bisogna chiarire quindi da dove deriva l’umidità:

  • può provenire da pentole, costantemente sotto vapore nel locale (o sopra o sotto), se il vapore non riesce ad uscire;
  • può semplicemente essere prodotta dagli abitanti stessi: ogni persona quotidianamente produce 1-1,5 l di vapore; facendo la doccia si produce 1 l di vapore, gli essicatori per biancheria ne formano 1-3,5 l, e addirittura fiori e piante ne forniscono 0,5-1 l;
  • attraverso punti non stagni, a contatto con il terriccio, può penetrare dall’esterno;
  • in certe condizioni si forma completamente da sola in qualità di condensa (rugiada) su parti di una costruzione confinanti con l’esterno: dietro l’armadio, in bagno, nell’angolino.

In questi casi probabilmente si tratta di muffa, formatasi per isolamenti termici sbagliati ed areazione insufficiente.

Si forma condensa sui muri, anche se non così rapidamente, se:

  • la parete è isolata male;
  • il locale è arieggiato male (ad es. a causa dell’installazione di finestre stagne per risparmio energetico, senza contemporaneamente aver provveduto al risanamento termico dei muri);
  • la condensa formatasi con basse temperature esterne non può uscire dal muro. Una parete esterna in condizioni normali dovrebbe essere permeabile al vapore dall’interno verso l’esterno.
  • la porta che separa una stanza non riscaldata da quelle riscaldate viene lasciata aperta: nella stanza priva di riscaldamento si forma dapprima condensa e poi muffa.

Come prevenire allora la formazione di questo fastidioso fungo? Ecco alcuni consigli:

  • Una superficie abitabile sufficientemente ampia a persona garantisce il necesario volume d’aria per poter compensare l’umidità in eccesso;
  • Provvedere con buoni isolamenti delle parti esterne (muro, soffitto, pavimento) a produrre alte temperature sulle superfici interne;
  • Utilizzare materiali con capacità di assorbimento di vapore per mura, soffitti e arredamento, soprattutto per le superfici (quindi niente rivestimenti sintetici, carta da parati al vinile, soffitti in cemento, pavimenti in PVC);
  • Arieggiare abbondantemente e contemporaneamente rispettando i criteri di risparmio energetico: un cambio d’aria completo

Gli inquilini di un alloggio hanno diritto ad un’abitazione esente da difetti e la muffa è un difetto pericoloso alla salute. Va comunicato per iscritto la presenza di muffa ponendo delle scadenze per la relativa rimozione. Inoltre il locatario può richiedere una riduzione del canone d’affitto e, se non si provvedesse a rimuovere il difetto,  possono chiedere il risarcimento dei danni inclusi quelli relativi a mobili rovinati dall’umidità, oltre a poter rivendicare la rimozione del difetto stesso. La controparte potrà asserire che la muffa si sarebbe formata a causa di un errato riscaldamento/arieggiamento e altrettanto chiedere la rimozione del difetto o minacciare di sciogliere il contratto di locazione.

In conclusione, per capire chi si fará carico della spesa di rimozione della muffa dipenderá dalle cause che la producono. Andrá chiamato un perito e potrá aver luogo anche un’istruttoria ufficiale, includendo le perizie di altri esperti.

Vale la regola che, se la muffa deriva da una incorretta manutenzione ordinaria sará a carico dell’inquilino, viceversa se il problema é strutturale dovrá intervenire il proprietario.

Nella Community di Mioaffitto potrai esporre il tuo caso, abbiamo molti esperti pronti a rispondere ad ogni tuo dubbio.

 

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19 Risposte a Muffa in casa? Rimozione a carico dell’inquilino o del proprietario?

  1. Giacomo scrive:

    Abito da circa 4 mesi in una casa presa in affitto assieme alla mia compagna. Abbiamo visionato l’ immobile la scorsa estate ed era tutto ok, poi ben presto sono comparse le chiazze di muffa sulla parete nord, in corrispondenza degli spigoli. Dalla disposizione delle macchie è evidente che il problema è di tipo strutturale. Aggiungo che ho subito deterioramenti a vari effetti personali. Oltretutto, tra mediazione dell’ agenzia, deposito cauzionale e volture delle utenze, mi se ne sono andati circa 2000 €. Ho scritto quasi due mesi fa al proprietario, con allegate foto, chiedendo di provvedere al ripristino di idonee condizioni di salubrità, e non ho avuto risposta, al che abbiamo deciso di sospendere il pagamento del canone. So che per legge non è giusto ed è un esecizio arbitrario delle proprie ragioni, ma se non faccio così, quello finchè vede arrivare i soldi se ne lava le mani. Il mio obiettivo è arrivare a una risoluzione radicale del problema, che comporterebbe un pesante intervento manutentivo, o comunque una consistente riduzione del canone, e parziale risoluzione del problema con metodi “posticci” (tipo candeggina, ecc.) a nostro carico. Ma per trovare un accordo su questa base, il canone deve essere più che dimezzato, dato che la muffa costituisce un grave pregiudizio per la salute. Se al proprietario non sta bene, io continuo a non pagare, poi lui è liberissimo di farmi causa, con una probabilità su 1 milione di avere ragione.

  2. chiara scrive:

    In data 8 febbraio del 2014 sono andata a vivere insieme al mio compagno in un alloggio apparentemente sano tuttavia già da marzo 2014 hanno cominciato a comparire segni di muffa che sono andati via via peggiorando diffondendosi in tutta l’abitazione, anche nei luoghi più inusuali(tipo a metà del soffitto). Oltre al deterioramento di mobili e indumenti si aggiunge un tremendo odore e il rischio di allergie e problematiche respiratorie ci preoccupa. Abbiamo deciso di disdire il contratto da febbraio 2015 e per legge dobbiamo pagare la decorrenza dei sei mesi(quindi fino a luglio). Volevo chiedere se è possibile poter andare via dall’appartamento senza dover pagare l’intera decorrenza poiché la situazione è insostenibile. Abbiamo comunicato la problematica al padrone di casa più volte, sentendoci rispondere :” dovreste tenere il riscaldamento a 22° anche quando non siete in casa, prima non era mai successo”. Siamo disperati e allo stesso tempo ci sembra ingiusto dover pagare l’affitto per una casa insana dove tutti i nostri beni si stanno rovinando. L’unica via percorribile è quella di un intervento legale, o potrebbe bastare la dichiarazione di un perito che certifica le condizioni umanamente insostenibili?
    Spero in una risposta da parte di qualche esperto
    Anticipatamente ringrazio e saluto

  3. Gaia scrive:

    Buongiorno Chiara,
    il tuo quesito ha bisogno di pareri di esperti del settore immobiliario, per questo motivo ti consigliamo di chiedere alla Community.
    Grazie

  4. Basile scrive:

    Salve ho un serio problema col mio locatore.
    Io circa un mese fa ho preso la sua casa in affitto.
    Dopo aver mela presentata era abitabile non perfetta.
    La pittura delle mûre non era fresca e non so circa quanto tempo era stata fatta.
    La casa è priva di impianto gas.
    Con la stufa elettrica il boiler.
    Di inverno mi è cresciuta la muffa sulla parete esterna.
    Ho fatto del mio possibile per rimuovere man mano cresce di nuovo e ora ho dato disdetta e il proprietario di casa mi chiede di pittura la xk è messa male.
    Il secondo problema non usciva più l’acqua calda dalle tubature mi chiama un idraulico e quello dice che non è stata fatta la manutenzione al boiler e il calcare ha otturato le tubature ciò che per me non è per niente vero.
    Ha fatto tutto e la fattura era di 100 euro il proprietario lo ha fatto fare a me.
    Ora no va neanche il rubinetto del bagno per l’acqua calda mi fa che devo sistemarlo xk quando mi ha dato la casa tutto funzionava.
    Che devo fare?
    Xk ho già dato disdetta e ho paura per la mia cauzione.

  5. Juan scrive:

    Buongiorno Pasquale,
    il luogo perfetto per fare questa domanda è la nostra Community. Copia qui il tuo dubbio e riceverai le risposte dei nostri esperti.
    Grazie!

  6. Carla scrive:

    Salve, ho affittato un monolocale in centro storico, piano terra esposto a nord, ad una ragazza, appena è entrata ho detto di areggiare bene il locale per far si che non si formassero muffe, ho anche un deumidificatore, ho spiegato come usarlo, anche un suo amico che l’ha portata le ha spiegato che nei centri storici è bene dare più aria alle abitazioni per via delle strutture delle abitazioni e del poco sole che riesce ad arrivare a scaldare e asciugare bene le mura esterne.
    Sono passata nei giorni passati e ho trovato la casa in tutte le vie di uscita, finestre e porte d’ingresso completamente ricoperte di muffa, non solo, le pareti sono così umide che non basterà passare il prodotto ma si dovrà prima aspettare che la parete prima si asciughi e butti fuori tutta la miffa per poi eliminarla, e non basta, il finestrone di legno non chiude più bene perchè il legno con l’umidità si è distorto, ora lei e i genitori con cui parlo al telefono di un’altra nazione mi dicono che la ragazza lascerà l’appartamento entro il mese perchè la muffa fa male e vogliono anche indietro la caparra..
    Come mi devo comportare?

  7. Antony scrive:

    Signora Carla,
    In un caso come il suo serviva un intervento strutturale di risanamento e coibentazione. Non può imputare all’inquilina la presenza viscerale di muffa o imporle di lasciare porte e finestre aperte (una normale areazione NON può costituirsi nell’obbligo di lasciare aperte le uscite)… Il discorso è molto semplice: qualunque abitazione deve essere salubre e perfettamente godibile. Questo significa che non è possibile pretendere il canone se la casa si riempie di muffa o continuare a percepirlo senza mettere in opera una manutenzione straordinaria di risanamento.
    L’inquilino che subisce dei danni dalla muffa (siano essi di tipo salutistico o agli oggetti/indumenti) ha diritto a richiedere il risarcimento.

  8. franco scrive:

    Ho affittato un’appartamento 3 anni fa era tutta in tatta senza muffa nelle stanze soltanto in una stanza che si affaccia su nord in un’angolo dove sta la trave in cemento e pilastro in cemento è uscita fuori la muffa ora voglio sapere da un esperto il danno di chi è la causa al proprietario ho l’inquilino x la trascuratezza di arrieggiamento .Grazie salute

  9. Gaia scrive:

    Buongiono Franco,
    il problema della muffa in casa è un argomento molto spesso affrontato nella nostra Community dai un’occhiata e chiedi ai nostri esperti.

    Un saluto

  10. ale scrive:

    buongiorno, sono stato in affitto per circa 3 anni in un appartamento. l’ultimo anno c’è stata una perdita dall’appartamento sofrastante,il perito ha riscontrato il danno e liquidato i proprietari dell’immobile. ma il danno (una macchia di muffa in camera da letto) non è mai stato ripristinato. io ho cambiato locazione, ma nel chiudere i conteggi , ho chiesto di scalare 100,00 euro (su una liquidazione del perito di 500,00) per il disagio avuto. posso continuare con la mia richiesta o non ne ho nessun dirittto?

  11. Samantha scrive:

    Salve nel dicembre 2014io e il mio compagno abbiamo trovato una casa in affitto molto carina anche se una parte della casa e sotto terra i proprietari ci avevano assicurato che nn era umida . Già dell estate scorsa in camera si era iniziata a,fare un po di muffa li abbiamo portati e hanno detto che nn era muffa … evabbe. Ora invece la cosa è peggiorata nn solo nella camera da letto ma ho i vestiti pieni di muffa dentro i mobili della sala e anche nei giochi del bimbo. Lo comunicato e lui ha risposto che non è vero e che se fosse la colpa è mia xké nn apro le finestre. Premesso che in camera e in bagno le finestre sono aperte 12su24 in cucina nn ho finestre ma una porta finestra che qnd sono a casa apro ma qnd nn ci sono la chiudo. Come comportarmi??? Posso richiedere i danni???

  12. Gaia scrive:

    Buongiono,
    il problema della muffa in casa è un argomento molto spesso affrontato nella nostra Community dai un’occhiata e chiedi ai nostri esperti.

    Un saluto

  13. Renato scrive:

    Salve sono Renato e 18 mesi che vivo in affitto in una casa indipendente il proprietario sapendo che la casa è senza vespaio e si forma muffa e umidità me la affittata ora sono in mano a un legale e mi a detto il legale che non solo avrò un risarcimento ho anche bloccato il pagamento dell’affitto così dovremmo fare tutti con la gente cattiva e scorretta

  14. Orazio scrive:

    Salve mi chiamo Orazio,4 ani a luglio ho preso in affitto un appartamento ,all inizio ho notato delle crepe nei muri ho fatto presente questo problema con delle foto,ma niente.dopo qualche mese mi si è formata tanta muffa ,sopratutto in camera da letto.ho invitato tante volte di venire ,però niente.adesso il proprietario e morto ed a pre l incarico tutto la sorella.e venuto e abbiamo constatato che ce infiltrazioni d acqua dal tetto.ho buttato via vestiti ,scarpe per colpa della muffa.apparte le spese che ho avuto per coprire il tutto.come mi dovrei comportare ,devo chiedere di ridurre l affitto o chiedere i danni?grazie in anticipo.

  15. Carla scrive:

    Ho la muffa in camera da letto e nel soggiorno dovuta a perdita di intonaco all’esterno del palazzo e da cornicioni che infiltrano acqua piovana. A chi spettano i lavori interni ed esterni???

  16. cs scrive:

    La mia casa, non ha mai avuto problemi di muffa o umidità in 15 anni in cui ci ho vissuto, oggi, dopo averla affittata ad una coppia con regolare contratto 3+2 in concordato. Dopo due anni me la ritrovo completamente ammuffita… non so neanche descrivere lo schifo che ho visto. Ora i ragazzi, che hanno cambiato appartamento rivorrebbero la cauzione cosa che al momento non gli ho dato perché vorrei prima capire come comportarmi. Cosa devo fare di preciso? Come faccio a non rimetterci? Veramente la casa era una bomboniera e ora mi viene da piangere vederla così trattata di schifo. Come mi tutelo?
    Grazie

  17. francesca scrive:

    La mia inquilina nel darmi il preavviso per disdetta contratto di affitto, mi informa che ha notato su alcuni muri delle macchie di “umidità” e mi intima di non effettuare nessun intervento di risanamento in quanto fortemente allergica. Trascorsi dei mesi ricevo una raccomandata dalla USL di zona dove mi viene notificata una ispezione igienico sanitaria richiesta dalla mia inquilina. Successivamente al verbale della USL in cui viene riscontrata la presenza di muffe in alcuni locali della casa , la mia inquilina mi invia una raccomandata in cui ritiene di non dovere più pagare i successivi canoni di affitto a titolo di parziale risarcimento. Vorrei sapere se sono tenuta ad aderire alla sua richiesta e se poi può chiedere il rimborso di altri danni considerato che parla di risarcimento parziale. GRAZIE

  18. Alessandro scrive:

    Salve a tutti ragazzi…ho un problema non indifferente…circa 4 anni fa mi insediai previo contratto verbale di comodato d’uso, una piccola dependance all’interno di una proprietà…dall’altro lato dell’immobile vive il proprietario…per circa due anni, nonostante le mie richieste, il proprietario non ha mai autorizzato il sottoscritto a effettuare operazioni di risanamento dei locali a MIE SPESE, questo a seguito di alcune macchie di muffa che si erano formate in svariate parti dell’abitazione. da premettere che il proprietario mi forniva di una sola stufetta al cherosene capace di riscaldare circa un Max di 10 mq, costringendomi a isolare i restanti 30/40 mq al fine di potermi riscaldare dignitosamente…nell’anno 2014 subentró all’interno di casa la mia ragazza che, giustamente, lamentava il fatto di essere asmatica e la situazione strutturale dell’abitazione avrebbe potuto creare danni alla salute non indifferenti! A tal proposito insistevo a farmi autorizzare a procedere con la rimozione del 90 % del mobilio ormai andato a male a causa delle muffe che l’hanno reso inutilizzabile…il proprietario, previa visione dell’immobile, si rendeva conto della situazione e autorizzava il sottoscritto a effettuare lavori di risanamento dei muri, ad acquistare A MIE SPESE il mobilio è una stufa a pellet da installare, questo sempre a mie spese, gravando sulla mia persona con una spesa totale di circa 5000 euro, danaro mai chiesto al proprietario…questo perché sono stato un SIGNORE! Morale della favola, il proprietario mi ha dato un ultimatum al fine di lasciare l’abitazione, costringendomi a lasciare l’immobile in meno di tre mesi! Sono stato zitto anche in quella circostanza, ottemperando a quanto intimato e restituendo chiavi e telecomando del cancello con successiva soddisfazione del proprietario che al momento della restituzione non lamentava nessuna anomalia nonostante tutto avessi completamente svuotato l’immobile dai suppellettili, materiale che ho portato via in quanto di mia proprietà…ora il “SIG” proprietario mi ha chiesto i danni per aver cambiato colore ai muri, per aver rimosso i mobili ormai ammuffiti richiedendo un danno di 5250 euro…ripeto: NON ESISTE NESSUN CONTRATTO SCRITTO E SONO STATO AUTORIZZATO DINANZI A TESTIMONI AD EFFETTUARE TUTTE LE OPERAZIONI DI RISANAMENTO E SOSTITUZIONE DEI MOBILI MARCI! lui mi ha intimato al pagamento previo avvocato ed io ho risposto con la stessa moneta rappresentando le mie ragioni…PS : a causa della muffa nell’anno 2015 mi riscontravano una forma di asma bronchiale irreversibile! Quante possibilità ho di vincere questa causa? Vi prego ditemi qualcosa!!!!!!!!
    Alessandro.

  19. Ilaria scrive:

    Buongiorno volevo sapere visto che è già la seconda volta che mi esce la muffa nelle camere e adesso anche in bagno nella cucina nel salone e intorno alti infissi e credo che il problema sia la condensa che si crea proprio sugli infissi e sulla porta di entrata con annessa muffa intorno e sulle guarnizioni Delle finestre, a questo punto credo sia un problema della casa.vorrwo sapere se spetta a me o al padrone di casa la dizione della muffa..

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