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Vuoi una casa per 200 euro?

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gennaio 17, 2014 • Attualità

Vuoi una casa per 200 euro? Non è uno scherzo. Non è una truffa. Non è una presa in giro.

Architetti di tutto il mondo hanno preso parte ad un concorso internazionale per progettare case che abbiano un costo totale inferiore a 300 dollari, circa 212 euro. Volte a sostituire gli slum e le bidonville, simbolo di una povertà tipica del terzo mondo.

L’idea è stata lanciata sul blog della Harvard Business, professore nella facoltà di Economia alla Tuck School of Business del Dartmouth College negli Stati Uniti, e poi Christian Sarkar, esperto di marketing, ha dato il via al concorso.

Vuoi una casa per 200 euro?

Progetto iniziato per offrire un tetto a miliardi di persone povere, che vivono stipati come animali stipati in favelas brasiliane, bidonville africane e indiane. Un’ ardua sfida, non c’è dubbio. Non è una notizia proprio recente, ma merita sicuramente di essere conosciuta o ricordata.

Al “$300 House Design Challenge” (questo il nome del concorso ) sono arrivati oltre 300 architetti, designer, studenti, professionisti di campi diversi, che hanno inviato le proprie idee progetti. Le regole, affinchè un progetto sia valido, sono: le case devono essere costruite con materiali prodotti in serie, reperibili in maniera facile e abbastanza resistenti da proteggere dagli agenti atmosferici. Devono esserci i servizi di base e devono essere adatte alle esigenze di ogni famiglia.

Ecco alcuni esempi:

  • Mahindra Partners, equipe appartenente al gruppo indiano Mahindra, ha progettato abitazioni in bambù e materiali altrettanto economici per i ciitadini di Dharavi, periferia di Mumbai: lo slum più esteso del mondo. Il prezzo? 215 euro tutto incluso.
  • Patti Stouter ha ideato una casa con pareti costituite da sacchi della spazzatura riempiti di sabbia, resistenti alle inondazioni. Il tetto è una cupola coperta da pannelli prefabbricati in legno.
  • L’architetto Rogerio Almeida e l’ingegnere Gustavo Thron hanno pensato invece al Superadobe Project: pareti di tubi di plastica riempiti di terra, accatastati l’ uno sopra l’altro a cerchi concentrici sempre più piccoli per fare a meno di un tetto vero, con utilizzo di materiali riciclati come gomma da pneumatici per i bordi delle finestre.

A noi sembra un’ottima iniziativa, e voi cosa ne pensate? Diteci la vostra!

 

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