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Che cos’è il contratto ad uso foresteria

Che cos’è il contratto ad uso foresteria

novembre 30, 2015 • Affitto, Preferiti

Spesso si sente parlare di contratto ad uso foresteria, ma sappiamo realmente di cosa si tratta e chi lo puó adottare e come? Vediamolo insieme.

Il contratto di locazione ad uso foresteria viene di solito utilizzato dalle società di capitali, come delle Srl o delle Spa, per affittare un intero edificio per metterlo a disposizione dei propri soci, dipendenti e collaboratori.

In tale tipologia di contratto saranno presenti pertanto 3 parti, i due contraenti piú i terzi che abiteranno l’immobile.

La differenza concreta tra il contratto ad uso foresteria e un comune contratto di locazione sta nel fatto che l’affittuario è rappresentato da una persona giuridica e non fisica, e che la persona fisica che occuperà l’immobile potrà non essere sempre la stessa.

Il contratto ad uso foresteria viene poi disciplinato unicamente da Codice Civile dagli articoli dal 1571 e seguenti, in quanto rientrante nelle locazioni cosiddette completamente libere.

Condizione fondamentale resta la transitorietà del contratto, per tutto il resto saranno gli stessi contraenti a decidere per tutti gli altri aspetti che caratterizzano un contratto, come canone, deposito, durata.

La durata, come per tutti i contratti di locazione dovrá comunque avere una durata inferiore ai 30 anni e potranno decidere anche la modalitá di rinnovo, se automatica o meno.

I contenuti saranno uguali a quelli presenti in un qualsiasi contratto d’affitto a parte per la parte in cui si dichiara che sará una terza persona chi occuperà l’alloggio. Con un’accettazione da parte del locatore di una sorta di comodato d’uso o subaffitto.

Nel contratto ad uso foresteria vi sono vantaggi tanto per il locatore che per l’affittuario:

  • Al comunicare con una persona giuridica sarà più semplice verificare la solvibilità;
  • In tale tipologia contrattuale non vi sono vincoli di tempo né limiti legati all’importo da corrispondere;
  • Al locatore viene applicata una deduzione sul reddito pari al 5% del canone di locazione;
  • Anche la società conduttrice può avere dei benefici fiscali, il canone d’affitto pagato dalle societá ai propri dipendenti, secondo la legge n. 388 del 2000, prevede che tale importo possa venir dedotto interamente dal reddito aziendale; i dipendenti però dovranno aver trasferito la propria residenza anagrafica per motivi di lavoro per la durata di almeno 3 anni dal trasferimento;
  • Sono deducibili anche tutte le spese di manutenzione dell’alloggio.

Esistono anche le Foresterie Universitarie, ovvero anche le universitá gestiscono gli alloggi per docenti collaboratori e studenti con forme contrattuali simili. Può essere quindi un’ottima soluzione per chi è alla ricerca di un alloggio temporaneo.

Ricordiamo sempre la fondamentale importanza di richiedere un contratto regolare d’affitto, tornerà quindi utile leggere il blog “Contratto d’affitto irregolare: come riconoscerlo e come attuare”.

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