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Coppie di fatto e diritto sulla casa familiare

Coppie di fatto e diritto sulla casa familiare

settembre 21, 2015 • Attualità, Preferiti

È risaputo che nel nostro ordinamento giuridico le coppie di fatto godono di meno diritti rispetto alle famiglie legittime, ovvero legate da vincolo matrimoniale. Ma in quanto a diritto di convivenza si sono fatti parecchi passi avanti. Vediamo insieme le tutele approvate.

Che cosa sono le Coppie di fatto?

Le Coppie di fatto sono tutte quelle persone che convivono con una relazione stabile, senza formalizzare il legame attraverso il matrimonio,  e vengono equiparate alle “formazioni sociali” tutelate dall’art. 2 della Costituzione.

Anche se il nostro ordinamento giuridico tutela maggiormente le famiglie fondate sul matrimonio, in questi anni molti sono stati i passi fatti per tutelare anche questo tipo di coppie di fatto a seguito del mutamento dei costumi sociali.

Le coppie di fatto ne hanno cosí acquistato una maggior rilevanza giuridica. Gli elementi costitutivi della convivenza sono:

  • La diversità di sesso dei membri della coppia: resta quindi ancora in atto la discriminazione per le coppie omosessuali nonostante si stia muovendo a livello europeo il principio della non discriminazione.
  • La mancanza dell’atto di matrimonio: due conviventi che non vogliono o non possono vincolarsi a livello giuridico, spesso perchè uno o entrambi già sposato e solo separato dal precedente coniuge.
  • La coabitazione sotto lo stesso tetto, che rappresenta la “casa familiare” con comunanza di vita tanto materiale che spirituale simile a quella matrimoniale.
  • Il riconoscimento sociale: per cui il rapporto deve essere continuativo e non segreto.
  • La stabilità della relazione: pertanto il rapporto non deve essere di breve durata ma bensí rivolto alla costruzione di un futuro insieme con obiettivi comuni.

Mentre prima valeva il principio per cui nelle coppie di fatto, non esistendo alcun obbligo di coabitazione, il convivente non proprietario dell’immobile non godeva di alcun diritto di abitazione della casa.

Infatti nei casi in cui avveniva una cessazione del rapporto, anche per cause di morte del propietario, il convivente non propietario non poteva vantare alcun diritto su di essa.

Una recente sanzione della Corte di Cassazione, n. 19423 del 15.09.14, ha voluto chiarire questa posizione del convivente non propietario, riconoscendone dei diritti dal punto di vista giuridico.

Quando la coppia assume le vesti di una famiglia vera e propia, ovvero dimostrando i requisiti di stabilità, durata, solidità e reciproca contribuzione e assistenza fra i conviventi, la casa viene considerata come residenza abituale, ovvero il nido domestico in cui si crea un progetto di vita comune.

Pertanto il convivente non proprietario ne diventa a tutti gli effetti un detentore qualificato dell’immobile in cui vive o ha vissuto con il partner, come stabilisce la sentenza della Corte di Cassazione n. 7214/2013.

Per tale motivo in caso di conclusione del rapporto, per scelta personale del propietario dell’immobile, non potrà dall’oggi al domani cacciare l’ex convivente, clandestinamente, ovvero cambiando le serrature, o violentemente; ma si stabilisce per legge che andrà allontanato con preavviso.

Lo stesso avverrà anche contro gli eredi dell’immobile in caso di morte del convivente proprietario.

Come stabilito dall’articolo 1168 del Codice Civile, per ottenere il reintegro nella casa familiare, in entrambi i casi, il convivente non propietario dovrà procedere con un’azione giudiziaria entro un anno dallo spoglio.

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Una risposta a Coppie di fatto e diritto sulla casa familiare

  1. Libra scrive:

    La cosa divertente in tutto ciò è che da quanto leggo una coppia di fatto deve avere: “un rapporto continuativo e non segreto, la stabilità della relazione che non deve essere di breve durata, rivolta alla costruzione di un futuro insieme con obiettivi comuni, e con i requisiti di stabilità, durata, solidità e reciproca contribuzione e assistenza fra i conviventi”.
    Ma allora perchè non sposarsi?!

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